Diario Mundial 2018: Day 20 Diario Mundial 2018: Day 20
Siamo nella fase clou di questo Mondiale, che ci ha regalato parecchie soddisfazioni e colpi di scena. Oggi si sono disputati i primi due... Diario Mundial 2018: Day 20

Siamo nella fase clou di questo Mondiale, che ci ha regalato parecchie soddisfazioni e colpi di scena.

Oggi si sono disputati i primi due quarti di finale: alle 16 si sono sfidate Uruguay e Francia mentre alle 20 è stato il turno di Brasile e Belgio.

Entrambe le partite si preannunciavano molto combattute: Uruguay-Francia più sul piano fisico e tattico, mentre tra Brasile e Belgio ci si aspettava una partita anche spettacolare.

Andiamo però con ordine. Alle 16, ancora storditi sul divano dalla pennica pomeridiana, sentiamo risuonare l’inno uruguaiano “La patria o la tomba” e schizziamo in piedi come saette. C’è Pitana ad arbitrare e non possiamo che aspettarci grandissime cose.

Se ve lo stavate chiedendo vi anticipiamo: sì, anche stavolta c’è Irrati al Var.

Nell’Uruguay, orfano di Cavani, c’è uno Stuani smanioso di mettersi in evidenza ma il suo primo tiro si spegne mestamente in fallo laterale. Si capisce che per la Celeste non sarà un pomeriggio facile.

La prima parte di gara è ricca di falletti di gioco che fanno spazientire Pitana il quale, dopo una sceneggiata di Suarez, sta per scapocciare in maniera clamorosa e gli fa capire senza giri di parole che oggi non è il caso di fare il furbo. Ci viene in mente cosa potrebbe essere una partita di Neymar arbitrata dall’argentino, roba da orgasmo.

Qualcuno ci fa notare che nei quarti di finale ci sono ben 2 ex Reggina. E anche 8 ex Sunderland, aggiungiamo noi.

La partita, come da copione, è piuttosto brutta e l’azione più clamorosa della prima mezzora è Lloris catturato da un replay mentre sta per mangiarsi una libellula. Il riassunto dello schifo visto in campo sino a quel momento.

Mbappè, dopo aver steso l’Argentina con una doppietta, sembra piuttosto appannato fino a quando non decide di accendere la motoretta e sgasare sul fondo, prima di mettere un pallone in mezzo sul quale nessuno si fa trovare pronto all’appuntamento.

Siamo negli ultimi minuti del primo tempo e tutto lascia presagire che le due squadre andranno negli spogliatoi sullo 0-0. Invece su un calcio di punizione dalla trequarti per la Francia il difensore centrale Varane ci mette la capoccia e trafigge Muslera. È uno dei gol che solitamente fa l’Uruguay ma stavolta la squadra di Tabarez lo subisce.

Nella giornata mondiale del bacio non potevano mancare le effusioni in campo, ci pensa Rodrigo Bentancur che, da diffidato, pensa bene di entrare in questo modo per essere sicuro di non disputare la semifinale, qualora i suoi si dovessero qualificare.

L’Uruguay avrebbe anche subito la possibilità per pareggiare ma prima Lloris è bravissimo a respingere un colpo di testa e poi Godin, da due passi, per deformazione professionale invece di insaccare decide di spazzarla fuori dallo stadio.

Si torna in campo ma il copione della partita non cambia più di tanto. L’Uruguay senza Cavani da l’impressione di non poter segnare neanche con le mani, mentre dall’altra parte Muslera decide di iscriversi all’elenco dei portieri che hanno fatto almeno una vaccata monumentale in questo Mondiale.

Sul tiro centrale di Griezmann invece di respingere comodamente si butta la palla in porta, roba da oratorio.

L’unica cosa che ci consola è che l’Uruguay, sotto di due reti, non andrà a casa senza colpo ferire (leggasi randellerà a più non posso).

A farne le spese Mbappè che pensa bene di irretire gli avversari con un inutile colpo di tacco. Gli si avventa addosso il Flaco Godin e ne nasce un parapiglia che per poco non degenera. Purtroppo.

La partita scivola via senza altri colpi di scena clamorosi e ci si può abbandonare a qualche considerazione di carattere storico.

Giusto il tempo di capire chi siamo e da dove veniamo che Brasile e Belgio scalpitano già ai nastri di partenza.

Le aspettative per questa partita, almeno sul piano dello spettacolo, sono senza dubbio migliori ed in effetti fin dalle prime battute le squadre si affrontano a viso aperto.

Martinez si presenta con una mediana formata da Fellaini e Witsel, giusto per far capire che aria tira, ed il primo a farne le spese è ovviamente Neymar, che si becca una gomitata sulla nuca di benvenuto.

Anche oggi per O’Ney sembra una giornata buona per farsi nuovi amici.

La partita si sblocca molto presto: al 13‘, su un angolo a favore del Belgio, Fernandinho la colpisce con il braccio ed insacca alle spalle di Alisson. Chi si stava domandando se l’assenza di Casemiro si sarebbe sentita ha già la sua risposta.

Il Brasile sembra in confusione e nella prima parte di gara il Belgio, con ripartenze letali, mette in grave difficoltà la retroguardia verdeoro. Hazard, Lukaku e De Bruyne sono imprendibili e proprio dall’azione dirompente dell’attaccante di colore dello United nasce il gol del raddoppio belga, finalizzato con un siluro di De Bruyne.

Il Brasile si affida a qualche tiro da fuori estemporaneo di Coutinho perchè nè Neymar nè Gabriel Jesus sembrano in grande forma.

Si va al riposo con il risultato di 2-0 per il Belgio, a dir poco sorprendente ma assolutamente meritato.

Ah ci eravamo scordati di dirvi che arbitra Mazic e al Var, tra gli altri, c’è Orsato; diventeranno i protagonisti della ripresa.

Neymar inizia la sagra della sceneggiata con una simulazione indegna in area di rigore, dove lui stesso aggancia il piede dell’avversario. Non la prendiamo benissimo, e crediamo di non essere i soli.

Con questo atteggiamento, ovviamente, non fa nulla per mettersi nelle condizioni di essere tutelato e qualora ci fosse anche un contatto minimo in area di rigore, come avverrà in seguito, difficilmente gli viene accordato il beneficio del dubbio.

L’episodio più clamoroso avviene però poco dopo quando Gabriel Jesus, in una delle sue poche azioni degne di nota, va via in dribbling, con tunnel annesso, a Vertonghen e Kompany pensa bene di entrare in tackle. Tutti danno per scontato il calcio di rigore, in quanto il contatto è piuttosto netto e l’intervento assolutamente scriteriato, Mazic invece dopo aver consultato il Var dice che si può giocare.

Meunier riesce più volte a fermare il compagno di squadra Neymar e quando gli va via decide di stenderlo senza troppi complimenti. Così si fa.

Quando mancano 20 minuti alla fine Tite decide di buttar dentro Renato Augusto, con tutti che si domandano che razza di cambio sia mai quello. Passano 6 minuti e Renato Augusto segna con un perfetto colpo di testa su imbeccata magistrale di Coutinho.

Il timore è che il Belgio, nell’ultimo quarto d’ora, possa farsela nelle mutande ed in effetti il Brasile fallisce due o tre occasioni clamorose che potrebbero rimettere in parità il match.

Un po’ per imprecisione dei suoi attaccanti, un po’ per Courtois che compie una parata notevole su tiro a giro di Neymar.

Ah nel frattempo era entrato anche Douglas Costa che, prontamente, si è messo a sgroppare come un ossesso sulla fascia.

Hazard negli ultimi minuti prende per mano la squadra e gestisce un paio di palloni in maniera enciclopedica, consentendo ai suoi di approdare in semifinale, dove incontreranno la Francia.

A casa anche l’ultima sudamericana rimasta.

Ah, giusto, prima di salutarvi vi ricordiamo che martedì prossimo seguiremo proprio la semifinale Francia-Belgio in diretta streaming con gli amici di Vox 2 Box. Appuntamento imperdibile, vi abbiamo avvisati.