Diario Mundial 2018: Day 17 Diario Mundial 2018: Day 17
Seconda giornata degli ottavi di finale, con le cose che si fanno sempre più belle, sempre più tese, sempre più pericolose. È il giorno... Diario Mundial 2018: Day 17

Seconda giornata degli ottavi di finale, con le cose che si fanno sempre più belle, sempre più tese, sempre più pericolose.

È il giorno di Spagna-Russia e Croazia-Danimarca, due partite che dovrebbero avere un pronostico ben definito ma che, come scopriremo poi, finiranno per regalare comunque emozioni notevoli.

Si parte da Spagna-Russia, allo STADIO LENIN (abbiamo una certa età, scusateci) e il pubblico di casa sembra carico a molla per l’impresa.

Ma poi, a un certo punto, inquadrano il capitano della Spagna con dei capelli tremendi.

Prime fasi di gioco, si cominciano a capire meglio gli schieramenti in campo.

Rischiamo di non vedere mai più De Gea.

Poi la Spagna va in vantaggio e fa presagire un pomeriggio vomitevole.

L’autogol di nonno Igna ci lascia con l’amaro in bocca.

Non cambia, però, l’approccio alla partita della Russia.

Russia che, però, riesce a trovare in maniera totalmente casuale il rigore del pareggio, ed è subito festa con IL GIGANTE BUONOOOOOOOOOOO DZYUBAAAAAA.

La Spagna, anche dopo aver subito il pareggio, continua a fare solo una cosa: passarsi la palla.

Noi non la prendiamo benissimo, diciamo così.

La Russia ha molte armi nascoste. Nascoste in una valigetta, diciamo così.

Supplementari.

Angolo della statistica particolarmente monotono oggi.

Ah, ecco chi ci ricordava il CT russo!

Si va ai rigori: sintesi della prestazione di Akinfeev.

È finita.

Finita.

Spagna.

a.

Casa.

Musica, maestro!

Che storia, Akinfeev.

Aspetta, però, non cantiamo vittoria troppo presto.

Chissà come se la sta passando Don Fabio.

È tempo del secondo ottavo di finale di giornata, quello tra Croazia e Danimarca. E nel quale noi speriamo, con tutto il cuore, che non ci sia nessuna persona di buon senso che abbia intenzione di tifare Danimarca.

E la Danimarca, OVVIAMENTE, passa in vantaggio totalmente a caso dopo 1 minuto.

Ma, dopo 3 minuti, il colpo di tibiarotulaginocchiochicazzolosa di Marione Mandzukic ristabilisce la parità.

E la matematica non mente.

Nella fase a eliminazione diretta dei Mondiali:Leo Messi: 8 partite, 0 golCristiano Ronaldo: 5 partite, 0 golMario Mandzukic: 4 minuti, 1 gol.

Gepostet von L'Onnipotente Mario Mandžukić am Sonntag, 1. Juli 2018

Regola universale della vita.

Prometteva bene, ma non le hanno mantenute le promesse.

L’unica cosa bella della partita è l’arbitraggio di quell’adorabile bandito argentino.

Altro piccolo angolo tattico.

Abbiamo già detto che Pitana esalta parecchio?

Anche la Danimarca ha il tizio che è in campo solo ed esclusivamente per battere le rimesse laterali lunghe in mezzo all’area.

E infatti, vengono alla mente i ricordi più belli.

Diciamo che la Danimarca la tendenza ad acchittare i pareggini ce l’ha nel DNA.

Oppure così.

Manca.

Eccome se manca.

Il finale di tempi supplementari, però, si fa interessante.

Ecco, mi sa che poi ci smentirà.

Si va per le lunghe.

Sintesi dei rigori: