Diario Mundial 2018: Day 16 Diario Mundial 2018: Day 16
Dopo un giorno di riposo si riparte più carichi che mai con i primi ottavi di finale di questo Mondiale. Le sfide si preannunciano... Diario Mundial 2018: Day 16

Dopo un giorno di riposo si riparte più carichi che mai con i primi ottavi di finale di questo Mondiale. Le sfide si preannunciano di quelle imperdibili: da una parte Francia-Argentina, dall’altra Uruguay-Portogallo.

L’ennesimo duello a distanza tra Messi e Cristiano Ronaldo, due fenomeni che incredibilmente non sono ancora riusciti a segnare un gol nella fase ad eliminazione diretta di un Mondiale.

Si parte alle 16 con Francia-Argentina e con Sampaoli che rivoluziona nuovamente la formazione togliendo qualsiasi punta di ruolo e puntando su Messi falso nueve.

Prima di cominciare lanciamo uno dei nostri consueti sondaggi:

Neanche il tempo di domandarci chi ci sarà in sala VAR che spunta il bel faccione di Irrati, ormai recluso nella stanza delle operazioni a Mosca da 15 giorni. Solidarietà massima da parte nostra.

Pronti via e dopo poco più di 10 minuti Mbappè fa capire all’Argentina che tirerà una brutta aria: sgroppata impressionante partendo da centrocampo conclusa con l’atterramento in area di rigore. L’arbitro non ha dubbi, si va sul dischetto. Grizou non perdona e porta avanti la Francia.

L’Argentina non sa che pesci pigliare e fatica tremendamente ad arginare la velocità in ripartenza del fenomeno del Psg. Proviamo a dare qualche suggerimento ma niente da fare.

Si arriva verso la fine del primo tempo con l’Albiceleste che non ha creato nessun grattacapo alla retroguardia transalpina e che sostanzialmente sembra non saper cosa fare con il pallone tra i piedi. Abbiamo la fortuna di poter dare una sbirciata agli appunti di Sampaoli.

Improvvisamente però Di Maria decide che è arrivato il momento di lasciar partire un siluro così dal nulla, senza apparente motivo. La palla finisce nel sette e la partita va al riposo sul risultato di 1-1.

Sampaoli nel frattempo deve decidere se far entrare subito Meza o aspettare qualche minuto del secondo tempo.

La partita è ricca di interventi ruvidi e la tensione potrebbe esplodere da un momento all’altro, con Mascherano che non si tira in dietro e commette, nel giro di poco tempo, una serie di interventi che miracolosamente non lo portano sotto la doccia prima del tempo.

Incredibile a dirsi ma dal mazzo di carte il tecnico argentino pesca Fazio, che così scopriamo essere ancora vivo seppur con un occhio pesto. A noi piace pensare siano volati dei cartoni, non provate a farci cambiare idea.

Passano solo 3 minuti nel secondo tempo che Mercado, con una botta di culo tremenda, devia in porta un pallone calciato in maniera indecente verso la porta. Argentina in vantaggio. Senza sapere come.

Il vantaggio non dura moltissimo perchè Pavard decide di emulare Di Maria, non tanto come esecuzione quanto più come follia del gesto, e spedisce un siluro di controbalzo alle spalle di Armani. Uno dei gol più belli del Mondiale, da cartone animato.

Chiediamo notizie in merito alla presenza di Messi, per il momento piuttosto assente dalla partita, per usare un eufemismo.

Si arriva al 64′ e Mbappè decide che è il momento di prendersi il palcoscenico tutto per sè e nel giro di 4 minuti realizza una doppietta che manda al tappetto l’Argentina. Non riusciamo a trovare le parole per descrivere la sua prestazione.

Nel frattempo Sampaoli “Pone al Kun”, che si presenta in campo con un look piuttosto balordo.

Proprio il Kun, al 90′, riesce a trovare la rete su imbeccata magistrale di Messi, una delle poche giocate degne di nota nella partita della pulce argentina. Il tempo però sta per scadere e l’ultimo assalto disperato dell’Argentina al fortino francese si conclude in un nulla di fatto. La Francia accede ai quarti.

La solite due orette per ricaricare le batterie e siamo già in trincea per Uruguay-Portogallo, con l’inno della Celeste che ci fomenta come matti.

Il centrocampo dell’Uruguay con Bentancur, Vecino, Torreira e Nandez promette schiaffoni a volontà, come testimonia l’entrata con il gomito di Torreira direttamente nel costato di CR7.

Dopo 7 minuti l’Uruguay passa in vantaggio: sassata di Suarez. che staccherebbe la testa dal collo a qualsiasi bipede che non si chiami Cavani, che infatti la prende a metà tra lo zigomo la spalla e fa gol.

Agevolato da un arbitro che sembra essersi scordato a casa i cartellini l’Uruguay randella a più non posso facendola sempre franca. Noi non possiamo che gioirne.

Sull’1-0 l’Uruguay, così come l’Altetico di Madrid, è probabilmente la squadra peggiore da affrontare. Tutta la squadra si chiude a riccio e anche gli attaccanti si sacrificano per poi ripartire e colpire al momento giusto. Sembra questo il copione di questa sfida che però viene stravolto dalla capocciata di Pepe. Non ad un avversario bensì al pallone, spedito alle spalle di Muslera.

Dopo 10 minuti di secondo tempo il risultato è in parità e potrebbe succedere di tutto. Quello che succede è che il Matador è in versione Gesù Cristo sceso in terra e con un destro a giro imprendibile riporta avanti i suoi. Noi perdiamo la testa dalla gioia.

Passano pochi minuti ed il Matador è costretto ad uscire per un problema muscolare, la cui entità andrà valutata nelle prossime ore. Niente paura, in panchina ci sono sostituti perfettamente comparabili.

Dopo averlo invocato a più riprese entra anche il Trivela Quaresma, a cui bastano pochi minuti per mettere in mezzo cross che parlano, cantano e portano la croce.

Il fortino di Tabarez resiste agli assalti portoghesi e la partita termina con il punteggio di 2-1. L’Uruguay accede ai quarti di finale.