Razzi, petardi, fumogeni, politica (comunisti e fascisti), cartellini gialli e rossi, ma anche una mega-rissa finale tra tesserati delle due squadre e tifosi. Tirana-Partizani finisce...

Razzi, petardi, fumogeni, politica (comunisti e fascisti), cartellini gialli e rossi, ma anche una mega-rissa finale tra tesserati delle due squadre e tifosi. Tirana-Partizani finisce 2-2, ma alla fine festeggiano tutte e due, per motivi diversi.

Se si chiama stracittadina un motivo deve esserci. Un derby è sempre un derby, non importa come ci arrivano le due squadre, o come si trovano nella classifica generale del campionato di categoria…Quello che è importante è vincere, far soffrire “il cugino” di casa.

E se dentro il rettangolo di gioco non mancano cartellini gialli, mosse da “kung-fu” e risse, fuori esiste un altro mondo, ma collegato come un anello a quella partita. Il derby tra tifoserie è sempre e comunque uno spettacolo. Sicuramente, non puoi pretendere violini cigani, pianoforti, oppure poesia, ma più banalmente la delinquenza che piace a noi. Se non è, così, allora la passione è “morta”.

Anche se, se ci vai giù pesante, rischi che la tua immagine ne esca sporca. Almeno per chi non capisce. Succede così che tra Tirana e Partizani, in Albania, gli animi si possano scaldare subito, come nel derby giocato ieri.

Derby della capitale, Tirana. La squadra “di casa”, allo stadio “Selman Stermasi”, ha solo un obietivo: quello di frenare il Partizani, l’avversario più odiato, nella lotta per il titolo. Motivo? Semplice: il Partizani non lo vince da 23 anni, allora perchè non farli diventare 24, perchè non prolungare l’agonia? C’è l’onore in palio, anche perchè da 8 derby di seguito, il Tirana non vince. I tifosi chiedono ai loro giocatori di dare l’anima in campo, o avranno vita difficile dopo.

Mentre, dall’altra parte, il tecnico del Partizani, quell’Andrea Agostinelli che ha anche allenato in Italia, sente la pressione. Ma è il Partizani a passare in vantaggio. Sukaj, la punta di diamante di questa stagione, segna un bellissimo gol. Qui comincia il vero derby, quello dei petardi e fumogeni. I tifosi del Partizani tirano fumogeni in campo, mentre il custode dello stadio, tifoso del Tirana, prende un fumogeno e lo rimanda in tribuna, dove si trovano gli ultras del Partizani.

C’è anche -ovviamente- la politica in mezzo: i sostenitori del Tirana accusano quelli del Partizani di far parte del sistema comunista in Albania, mentre quelli del Partizani accusano quelli del tirana di essere fascisti. Succede il finimondo, la polizia interviene e arresta immediatamente il custode dello stadio, mentre dalla tribuna piove in campo di tutto: cellulari, monete, seggiolini.

La situazione viene calmata, ma nel frattempo il Tirana pareggia con il difensore Muça. Lo stadio di parte biancoblu esplode. Il primo tempo si chiude cosi, con ancora qualche piccola schermaglia. Tutto ancora in gioco, ma nel secondo tempo il Tirana ribalta il punteggio e passa in vantaggio. Azione molto bella, conclusa in rete da una conclusione raviccinata di Bakaj, prodotto delle giovanili del Partizani. Che, dopo aver segnato, si dirige verso gli ultras rossi e li zittisce!

Succede di tutto, i giocatori del Partizani vanno da Bakaj e lo spintonano. La polizia interviene a calmare un po’ tutti, mentre i tifosi del Tirana, molto più numerosi, cominciano a lanciare fumogeni, petardi ma anche razzi da una tribuna all’altra. Muça, l’autore del primo gol di Tirana, si fa espellere, per aver tirato un calcio all’avversario nel tentativo di prendere la palla: doppio giallo.

Il Partizani con un uomo in più attacca, ma il Tirana si difende molto bene. Alla fine, però, arriva un gol dal sapore amaro per il Tirana, anche se non cambia molto per la classifica del Partizani. I talento Fili, entrato nel secondo tempo, libero nell cuore dell’area, tira e segna facendo passare il pallone sotto le gambe del portiere del Tirana.

Esplode la festa dei supporter rossi, l’arbitro fischia la fine, ma festeggiano tutti! Il Tirana ferma il Partizani nella lotta per il titolo e lo Skenderbeu va a +4, a 3 giornate dalla fine, ma deve ancora giocare la partita con il Partizani, a Korça. Mentre i tifosi del Partizani festeggiano perchè questo è il nono derby consecutivi in cui non perdono dal Tirana.

Si chiude con piccole risse tra giocatori sul campo, ma quello che succede poi ha dell’incredibile. Tre tifosi del Tirana entrano in campo e vanno a prendere una bandiera del Partizani. Due membri dello staff del Partizani e il fotografo cercano di evitare il furto, e volano calcioni e spintoni. Entrano in campo altre persone, dirigenti del Tirana e la rissa si ingigantisce. Così, il direttore sporivo del Partizani, Dervishi, si prende un pugno in faccia e comincia a sanguinare, mentre la polizia non sa che pesci pigliare.

Succede il finimondo, anche l’allenatore del Tirana lascia l’intervista dopo-partita e si mette in mezzo alla bagarre. Alla, fine, quasi tutti in commissariato! Finisce con accuse, filmati, foto e altro ancora. Che derby.

Anton Cicani