Nel momento in cui ti siedi su una panchina, devi metterlo in conto, che, prima o poi, il destino darà le sue carte in...

Nel momento in cui ti siedi su una panchina, devi metterlo in conto, che, prima o poi, il destino darà le sue carte in qualche modo imprevedibile e tu, un giorno, di punto in bianco, ti troverai in situazioni che, fino a qualche anno prima sembravano impossibili. E’ l’imponderabilità del destino nel calcio, che si diverte a mescolare cuori e animi in combinazioni imprevedibili.

Un po’ come succederà stasera, per la prima volta nella sua vita, a Gigi Delneri. Lo metti in conto fin dal primo momento che una cosa del genere potrebbe succedere. Anzi, per come funziona oggi il mondo del calcio, ne sei più che consapevole, sai che storie del genere potrebbero capitare, anche e soprattutto a te. Poi, però, la ragione deve fare come sempre i conti con il cuore e con la pancia, e scendere a patti con il cuore e con la pancia non è mai cosa semplice. Ci sono di mezzo i sentimenti, i ricordi: non può essere altrimenti.

Oggi pomeriggio, per la prima volta nella sua vita, Gigi Delneri si troverà contro un pezzo del proprio passato. Non un pezzo qualsiasi, chiaro. Il pezzo più importante della sua esistenza calcistica, quel pezzo senza il quale, quasi sicuramente, non sarebbe diventato quello che è oggi e quello che è stato ieri. Il pezzo che ha unito per sempre le parole “Chievo” e “Delneri” nella stessa locuzione. Oggi, alle 18, per la prima volta nella sua vita Gigi Delneri si ritroverà davanti, in campo, quelle macchie gialle come avversari, per la prima volta in un derby. E inevitabilmente penserà al passato.

A quella cavalcata mitica dalla serie B alla Coppa Uefa. Al miracolo dei Mussi volanti, al pellegrinaggio dei giornalisti di tutta Europa alla scoperta di quel piccolo quartiere di Verona diventato grande, alle galoppate sulla fascia di Eriberto e Manfredini, alle geometrie di Eugenio Corini, ai gol di Marazzina e Corradi, all’esordio vincente a Firenze e al giorno in cui quella banda di maghetti espugnò San Siro, alla filastrocca D’Anna-D’Angelo-Lanna-Moro. Alla favola del Chievoverona che, se oggi è ancora in Serie A, forse lo deve proprio al suo primo amore della panchina.

Non c’è troppo tempo per riflettere. Oggi, Gigi Delneri è il tecnico dell’altra parte della città, quella che al Chievo non ha mai guardato con troppa simpatia. Con indifferenza, forse, con l’orgoglio di tifosi che non mollano e non hanno mai mollato, nemmeno con la squadra con un piede e mezzo in Serie B. Perchè a Verona, nella città di Romeo e Giulietta, l’amore è una cosa seria. Figuratevi il derby.

E chissà se stasera mister Delneri ci penserà, a quella vecchia storia d’amore ormai spenta, ma sicuramente mai sopita. Chissà.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro