La Champions League, il palcoscenico più ambito, il teatro più bello. Quello dove si scrive la storia, quello in cui tutto è più bello....

La Champions League, il palcoscenico più ambito, il teatro più bello. Quello dove si scrive la storia, quello in cui tutto è più bello. E delinquere non fa eccezione. La storia della massima competizione europea è piena di episodi controversi e di delinquentate, che a noi non sono mai sfuggite e che abbiamo sempre ammirato.

Le squadre italiane, in Champions, hanno sempre saputo farsi rispettare, anche per quanto riguarda le delinquentate che a noi piacciono tanto. Insieme a quei furfanti di Sport Libera Tutti abbiamo raccolto per voi le 10 delinquentate storiche che hanno visto coinvolte le squadre italiane in Champions League.

10. Radja Nainggolan vs Rafinha

La prima nella nostra classifica, l’ultima in ordine temporale: risale alla stagione in corso. All’Olimpico arriva il Barcellona campione d’Europa in carica, fermato da una prestazione maiuscola della Roma di Garcia. La serata passa alla storia per il gol clamoroso di Florenzi da centrocampo, ma a lasciare il segno è anche Radja Nainggolan, che, nel finale di gara, entra a tenaglia su Rafinha, entrato in campo da pochissimi minuti.

L’intervento non è tra i più cattivi messi a segno dal Ninja belga, ma costa caro al giovane del Barcellona, che si fracassa tutto ed è costretto a lasciare il campo. Per lui, stagione finita.

9. Ibra vs Bayern

Siamo nel 2006, a San Siro arriva il  Bayern di Magath, ma per i nerazzurri è una serata da dimenticare. I tedeschi si impongono per 2-0 (reti di Pizarro e Podolski) contro un’Inter che rimane in 9 per le espulsioni di Zlatan Ibrahimovic e dell’eroe di Berlino e Dortmund, Fabio Grosso.

Zlatan Ibrahimovic, con le responsabilità della squadra sulle spalle, decide che è una serata buona per perdere le staffe. Alle prese con un altro delinquentone di vecchia data come Daniel Van Buyten, lo svedese prima fa a sportellate con il difensore del Bayern, poi, dopo un po’, decide anche di rifilare un calcione a Lucio. Secondo giallo, espulsione e grandissima prestazione delinquenziale del nostro eroe.

8. Materazzi vs McCarthy

Champions League 2004/2005, l’Inter del Mancio va a cercare punti preziosi per la qualificazione ai quarti di finale al Do Dragao in casa del Porto. La partita finisce con un 1-1 non certamente da tramandare ai posteri, ma per i nostri romantici cuori da delinquenti, l’episodio da ricordare è quello che vede protagonista, sul finire di partita, uno dei nostri giocatori preferiti.

Stiamo parlando, ovviamente, di Marco Materazzi. Il sudafricano Benni McCarthy sta perdendo tempo sulla bandierina difendendo il pallone e il pareggio, come spesso si fa. Solo che a Marcone nostro saltano i nervi, e decide di fare quello che a molti di noi spesso salta in testa. Calcione senza pietà e arbitro costretto a fischiare il fallo per far ripartire il gioco. Severo ma giusto.

7. Dida e l’invasore di inaudita violenza

Siamo nel 2007, e qui il confine tra delinquentata, genialata e scemaggine si fa piuttosto labile. Il Milan va a giocare in casa del Celtic a Glasgow e Dida regala una papera delle sue, favorendo il gol biancoverde di McDonald.

Dopo il gol, per festeggiare la papera, un tifoso scozzese entra in campo e irride platealmente il portiere brasiliano del Milan, tirandogli un buffetto sulla spalla. Dida inizialmente rincorre il tifoso, come a volergli tirare un cartone, poi, improvvisamente, si accascia, facendo entrare i soccorsi, simulando una morte imminente. Il replay chiarisce tutto e mette alla berlina la sceneggiata di Dida, che comunque passerà alla storia come una pietra miliare della delinquenza.

6. La capocciata di Zidane

Zinedine Zidane non è mai stato avulso alle delinquentate. Anzi, quella più famosa, la testata nella finale dei Mondiali del 2006, è stata solo l’ultima di una serie piuttosto lunga di scapocciate. Insomma, quando a Zizou partiva l’embolo, c’era da preoccuparsi.

Champions League di inizio millennio, anno del Signore 2000, una delle ultime in maglia bianconera per il fenomeno francese. La Juventus gioca contro l’Amburgo, e, già sotto di un gol, rimane in dieci proprio per l’espulsione di Zizou, colpevole di aver tirato una testata, da terra, al tedesco Kientz che non lo stava facendo respirare. Il francese tira la testata e poi se ne va negli spogliatoi, diretto, senza nemmeno aspettare l’inevitabile rosso. Qualche minuto dopo si farà cacciare anche Edgar Davids, per un violento fallo di reazione ai danni di Sua Maestà Stig Tofting che gli costa il secondo cartellino giallo. Nostalgia canaglia.

5. Totti vs Ramelow

Ancora una tedesca protagonista contro le italiane. Nella nostra carrellata trova posto anche il neotrentanovenne e futuro papà per la terza volta Francesco Totti, con qualche peccato di gioventù. Tra le delinquentate in maglia giallorossa commesse in Champions League, spicca quella del 2004, quando si affrontavano Roma e Bayer Leverkusen.

Il Pupone si fa notare per una clamorosa camminata sul costato di Carsten Ramelow, quando il tedesco era a terra dopo una scivolata. Il 10 giallorosso salta, carica il colpo e atterra con i tacchetti dritto dritto sul buon Ramelow, accendendo un parapiglia finito a mani in faccia e ceffoni. A fine partita Ramelow mostrerà i segni dell’entrata, piuttosto notevoli.

4. Adriano vs Caneira

Ancora Inter e Valencia, qualche anno prima del fattaccio del Mestalla. Stavolta siamo nel 2004 e siamo a San Siro, dove i nerazzurri, pareggiando 0-0, conquistano il passaggio agli ottavi di finale. Negli ultimi minuti di gioco, si accende un alterco tra Adriano e Caneira. L’Imperatore, che all’epoca era difficile da fermare perfino con le cannonate, va via sulla fascia, Caneira lo ferma strattonandolo.

Si accende un piccolo alterco, Caneira provoca il brasiliano tirandogli un ceffone leggero in viso, Adriano, di giustezza, reagisce piantandogli non uno solo, ma un doppio pugno sul petto, da campione vero. Espulsione inevitabile e delinquentata consegnata alla storia.

3. La rissa di Roma-Galatasaray

Marzo 2002, all’Olimpico di Roma va in scena il più grande spettacolo dopo il Big Bang. Giallorossi contro giallorossi, Roma contro Galatasaray. Già all’andata non erano andate benissimo le cose, con Lima oggetto di una vera e propria caccia all’uomo, con calcioni e pestoni. E, anche all’Olimpico, i turchi non la mettono propriamente sul fair play, buttando la partita in gazzarra. Finisce 1-1, poi i fuochi d’artificio.

Come degna conclusione, al triplice fischio finale, scoppia una rissa di quelle buone, che vede coinvolti giocatori di tutte e due le squadre, riserve, staff tecnici e addirittura la polizia che si mette a manganellare un paio di giocatori del Galatasaray, in una bolgia infernale da girone dantesco. Alla fine restano a menarsi giocatori turchi e polizia, con tre calciatori del Gala che rimangono feriti. Una serata passata alla storia.

2. Milan-Tottenham: Gattuso vs Joe Jordan e la delinquentata di Flamini

2011, partita tesa a San Siro tra il Milan e il Tottenham nell’andata degli ottavi di finale. Gli inglesi sbancano Milano con gol di Peterone Crouch, ma la partita è un vero e proprio crogiuolo di delinquenza. Nel corso del match si segnala Mathieu Flamini con un’entrataccia da codice penale che distrugge una caviglia al malcapitato Corluka.

Poi, sale in cattedra Ringhio Gattuso, protagonista di un episodio clamoroso. Joe Jordan, grande ex attaccante conosciuto pure con “lo Squalo”, dice qualcosa a Gattuso. Secondo il centrocampista del Milan, le parole esatte furono “Fucking italian bastard”. Ringhio non ci vede più e in men che non si dica è lì, pronto a mettere le mani al collo a Jordan, incurante del fatto che possa avere una certa età.

A fine partita Rino ammette l’errore e chiede scusa: “Ero nervoso per le parole che ci siamo detti, altrimenti avrei litigato con un giocatore e invece ho litigato con lui. Non sto qui a dire quello che ci siamo detti, ho sbagliato io e basta. Parlavamo in scozzese, lui è scozzese, io ho giocato in Scozia

1. La rissa di Valencia

Mestalla, 6 marzo dell’anno del Signore 2007. A Valencia arriva l’Inter, per il ritorno degli ottavi di finale, con l’imperativo di portare a casa una vittoria, visto il pareggio di San Siro (2-2). La partita, però, finisce 0-0, e a fine gara, proprio sull’ultima azione, scoppia (immotivatamente, o forse no) il pandemonio.

Tutto parte da Julio Ricardo Cruz e Ayala che si afferrano nel cerchio di centrocampo. Burdisso e Cordoba, tra i più attivi, iniziano a prendere questioni con chiunque, e il primo ad avere il coraggio di affrontarli di petto è il buon Carlos Marchena. Dalla panchina del Valencia arriva, di gran carriera, David Navarro, tira un destro clamoroso in faccia a Burdisso, spaccandogli il setto nasale, e poi scappa via, inseguito da tutto il resto dell’Inter. Cordoba e Cruz partono all’inseguimento, con il Jardinero che prova addirittura il tackle, vano, per fermare Navarro. Le ostilità continuarono negli spogliatoi, e le squalifiche che arrivarono qualche settimana dopo furono roba veramente grossa.