Dea d’Europa

2017-18 Novembre 24, 2017 Pagolo

Difficilmente i tifosi bergamaschi riusciranno a cancellare dalla propria memoria la data del 23 Novembre 2017, dove il sogno, prima soltanto immaginato, poi accarezzato...

Difficilmente i tifosi bergamaschi riusciranno a cancellare dalla propria memoria la data del 23 Novembre 2017, dove il sogno, prima soltanto immaginato, poi accarezzato e cullato, ha finalmente preso forma.

L’Atalanta Bergamasca Calcio, dopo una roboante vittoria per 5-1 ai danni dell’Everton, si qualifica matematicamente alla fase successiva dell’Europa League. A far festa non sono solamente i 3500 tifosi giunti a Liverpool da Bergamo, che hanno sospinto la squadra con un calore degno di una finale di Champions League, ma tutti coloro che hanno visto nella squadra di Gasperini un modello al quale ispirarsi.

Una squadra giovane, ma giovane per davvero, che i ragazzi li mette in campo e fa recitare loro ruoli da protagonisti; una squadra che permette ai propri giocatori di sbagliare, imparare dai propri errori e ripartire, più forti di prima.

Una squadra che ha deciso di affidarsi ad un allenatore, dalle idee non proprio convenzionali, per usare un eufemismo, assecondandolo in tutto e per tutto.

Sono tanti i motivi per cui è quasi doveroso esaltarsi per questa impresa della Dea. Impresa, già, se vi sembra un termine fuori luogo andatevi a vedere tutte le considerazioni fatte all’indomani del sorteggio dei gironi di Europa League. Le locuzioni più ricorrenti, e potete controllare, erano “girone di ferro” e “servirà un’impresa”: gli unici ad avere fiducia, una fiducia quasi incondizionata oseremmo dire, erano guardacaso i tifosi nerazzuri.

Non in quanto tifosi quanto più semplicemente perchè avevano avuto modo di apprezzare con mano e da vicino, nello scorso clamoroso campionato atalantino , cosa volesse dire avere una squadra motivata, pugnace e desiderosa di dimostrare al proprio popolo, prima ancora che all’allenatore, il reale valore.

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Potete capire bene che, al momento dell’estrazione dei bussolotti, ai nomi di Lione ed Everton, eccezion fatta per i tifosi sopracitati le reazioni sono state piuttosto catastrofiche.

L’Everton, che pure sta andando malissimo oltre che in Europa League anche in Premier League, ad inizio anno veniva accreditata da tutti gli addetti ai lavori come una delle squadre più interessanti non solo d’Inghilterra, ma di tutto il panorama europeo. Con la cessione di Lukaku ed il ritorno a casa di Rooney i Toffees avevano anche iniziato un processo di ringiovanimento della rosa con Wazza che avrebbe dovuto fare da chioccia, almeno secondo i piani. Poi le cose, almeno per il momento, sono andate diversamente.

E che dire del Lione, capace di spingersi nella passata edizione dell’Europa League, fino alle semifinali?

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Bene, pensate che non solo l’Atalanta è riuscita a tenere testa a queste squadre ma il 7 Dicembre avrà l’occasione, proprio in casa contro il Lione, di issarsi al primo posto del proprio girone. Poche volte il termine impresa ci è sembrato più appropriato.

Tanti, dicevamo, i motivi per i quali è quasi obbligatorio moralmente esaltarsi: già detto dell’allenatore occorre dare il giusto merito ai giocatori, alcuni dei quali, ad inizio anno, erano poco più che buoni prospetti.

Alzi la mano chi si aspettava Bryan Cristante su questi livelli ( un centrocampista ormai completo, forte in fase di impostazione e letale in inserimento), ma potremmo fare tantissimi altri nomi a partire da quello di Palomino, passando per Freuler, Catagne ed Hateboer. Potete dire che lo sapevate, ma permetteteci di dubitare.

Le certezze c’erano, ed erano piuttosto solide, soprattutto dopo la conferma del Papu Gomez che con la sua classe ed esperienza sta guidando con l’esempio questa squadra, per la quale non è possibile definire un limite, visti i numerosi giocatori di prospettiva il cui futuro dipenderà da mille e più fattori.

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Nei giorni in cui il calcio italiano (inteso come Nazionale) sta vivendo uno dei suoi periodi peggiori, vedere squadre come l’Atalanta centrare obiettivi così prestigiosi grazie principalmente alla programmazione ed al lavoro con il settore giovanile, non può che essere motivo di gioia ed orgoglio. Se dovessimo guardare ad un modello da imitare, in questo senso, non andremmo lontani da Bergamo.

Recitare un ruolo da protagonista in Coppa, con un campionato così competitivo come il nostro da onorare, non è un compito affatto facile, citofonare Sassuolo per conferme. Anche per questo va detto grazie alla Dea, che ci sembrava giusto tributare all’indomani di un giorno storico per i colori nerazzurri.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo