De Boer contro l’Inter: l’allenatore olandese si sfoga De Boer contro l’Inter: l’allenatore olandese si sfoga
La ferita dell’esonero è ancora aperta e sanguinante, ma Frank de Boer, ex allenatore dell’Inter ha già deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa,... De Boer contro l’Inter: l’allenatore olandese si sfoga

La ferita dell’esonero è ancora aperta e sanguinante, ma Frank de Boer, ex allenatore dell’Inter ha già deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, tornando a parlare, in patria, in una lunga intervista su Ziggo Sport, della sua sfortunata e breve esperienza italiana.

L’allenatore olandese, che è stato sostituito da Stefano Pioli, ha deciso infatti di sfogarsi e dire quali erano, a suo modo di vedere, i problemi che si è trovato costretto ad affrontare nel corso della sua esperienza italiana, quelli che, secondo lui, sono stati anche quelli che hanno contribuito a creare una situazione abbastanza ingarbugliata.

Così ha parlato de Boer, a proposito della proprietà ancora incerta dell’Inter:

I cinesi sono i proprietari, ma hanno un supervisore che è italiano. Hanno tutto il potere, ma nessuno ha veramente il potere. Nessuno comanda. Penso che questo sia il problema principale. La nuova proprietà pretende molto, ma si dovrebbe prima guardare e valutare a ciò che c’è dentro la società e come è organizzata“.

Così sulla tattica:

Giocavo con il 4-3-3: pressione alta e anticipo, se possibile. A volte è andata bene come nella gara contro la Juve. Ma è vero, abbiamo avuto troppi alti e bassi“.




Non era, secondo de Boer, un problema di uomini:

Nella rosa c’erano il settanta per cento dei ragazzi qualificati. Sapevano esattamente ciò che si intendeva“.

Infine, l’ultima stoccata alla proprietà, che a suo modo di vedere non ha avuto la necessaria pazienza:

Vogliono molto ma si dovrebbe prima guardare a ciò che c’è dentro la società e in che modo è organizzata. A Napoli ci sono voluti otto anni perché rendesse il progetto, ma all’Inter tutto è iniziato adesso. Si aspettavano di vedere qualcosa di buono dopo solo due settimane. Una cosa che proprio non si può“.