DDT: i terzini DDT: i terzini
Ashley Cole (Roma): uno che scrive la sua biografia a soli 25 anni e si mette a sparare con un fucile ad aria compressa ferendo... DDT: i terzini


Ashley Cole (Roma):
 uno che scrive la sua biografia a soli 25 anni e si mette a sparare con un fucile ad aria compressa ferendo un ragazzo che faveca all’epoca lo stagista al Chelsea, tutte le rotelle a poste non deve averle. E noi non possiamo che giuoirne.


Josè Holebas (Roma):
Se dovessimo scegliere il nostro Dream Team basandoci sull’aspetto estetico, il buon Josè sarebbe certamente dentro. Tatuaggi a non finire, che, solo a guardare, ti fanno venire un coccolone. Storia interessantissima, meltin pot razziale, scoperto solo in tarda età mentre faceva il banconista. Poi è greco, che per noi sapete bene vuol dire essere speciali. Essere sfanganti.

Phil Jagielka (Everton): origini polacche, cresciuto nella Premier, arrivato alla Nazionale dei Tre Leoni. Se c’è da sgomitare, picchiare, legnare, intimidire, il buon Phil non manca mai.


Stephan Lichtsteiner (Juventus):
Incubo di terzini avversari, ma soprattutto di arbitri e assistenti di linea. Perennemente in lotta con la classe arbitrale, per ogni tipo di decisione. La sua posa plastica con occhi sgranati e braccia larghe diverrà presto una statua da venerare, speriamo.

Cristian Raimondi (Atalanta): CR77, l’idolo di Bergamo. Sgroppate sulla fascia a perdifiato, come non ci fosse un domani. Se solo fosse stato fotogenico, nessuno si sarebbe ricordato del CR7 che fa strage di fanciulle a Madrid. Ma a noi, lo sapete, rifuggiamo il bello.


Aleksandar Kolarov (Manchester City)
: Non inganni il suo sinistro al fulmicotone. Il bosniaco col tritolo nel piede se lo fate incazzare vi può far passare dei bruttissimi minuti.


Stefan Radu (Lazio)
: Il difensore Rumeno della Lazio è entrato prepotentemente nel nostro cuore dopo aver tentato di insegnare a stare al mondo a quel pupazzo che risponde al nome di Cuadrado. Se c’è da legnare state sicuri che lo troverete in prima fila con l’accetta.


Michel Morganella (Palermo)
:  Ha sfoggiato quasi ogni look delinquenziale possibile e immaginabile. Dal mohawk sottile passando per il barbone da boscaiolo nordico. Il tutto corredato dalla giusta dose di inchiostro sulla pelle per renderlo benevolo ai nostri occhi.


Facundo Roncaglia (Genoa)
: Arrivato alla Viola con grandissime premesse, per quel che aveva fatto vedere in patria, Facundo lo abbiamo sempre osservato con occhi speciali. Anche i tifosi gli hanno subito tributato un inno dal sapore delinquenziale , che non farete fatica a trovare in rete. Ancora non ci ha fatto vedere tutto ciò di cui è capace ma noi siamo qui che attendiamo fiduciosi


Marcelo (Real Madrid):
 Questa tipologia di delinquente è tra le peggiori nelle quali vi possiate imbattere. Sotto l’innegabile classe c’è un animo da psicopatico pronto ad esplodere. Il meglio di sé lo offre nei clasicos dove, con il compagno di merende Pepe, tende a scapocciare allegramente.


Darjo Srna (Shakhtar Donetsk):
 Infanzia tormentata da guerra e disgrazie familiari. Da qui Darjo parte e non si ferma più fino a diventare capitano della Croazia. Deve avere qualcosa di speciale dentro, e il nostro cuore non può rimanere insensibile


Elseid Hysaj (Empoli)
: il terzino dell’Empoli e della nazionale albanese è sui nostri radar dalla stagione in serie cadetta dove si mise in luce per i tre cartellini rossi che gli son stati sventolati sotto al naso. Ha pagato un po’ il salto nella massima serie ma siamo certi tornerà a delinquere come e più di prima


Camilo Zuniga (Napoli)
: non potevamo escludere Don Camillo Zuniga. Dopo aver delinquito
qua e là sui campi italici si è messo in evidenza ai mondiali dove ha messo la parola fine all’esperienza iridata di Neymar, ricevendo poi milioni di minacce di morte, dalle quali lo avremmo difeso anche a costo della nostra vita.

 

Cesar Azpilicueta (Chelsea): Sangue basco non mente. L’esterno di Pamplona in forza al Chelsea ha come caratteristica migliore il tackle corredato da piede a martello.


Benoît Assou-Ekotto (Tottenham)
: anche per il buon Benoit galeotto fu il mondiale. La rissa con il compagno di squadra Moukandjo è tra i momenti più alti dell’intera rassegna e l’impressione vedendolo giocare è che sia sempre lì lì per perdere il senno.


Tony Hibbert (Everton):
Hibbo scores…we riot! Una vita sulla fascia dell’Everton, una vita senza mai segnare. Tranne quel gol, in amichevole, che fece esplodere Goodison Park. Romanticismo e legnate.