David Beckham, Sir Alex Ferguson e quella scarpa infame David Beckham, Sir Alex Ferguson e quella scarpa infame
Lunedì 17 febbraio 2003, metà mattinata. Le automobili dei giocatori del Manchester United cominciano a entrare, alla spicciolata, all’interno del cancello del centro sportivo... David Beckham, Sir Alex Ferguson e quella scarpa infame

Lunedì 17 febbraio 2003, metà mattinata.

Le automobili dei giocatori del Manchester United cominciano a entrare, alla spicciolata, all’interno del cancello del centro sportivo di Carrington. Tra poco comincerà l’allenamento in vista della sfida di mercoledì contro la Juventus in Champions League.

Davanti al centro sportivo, i soliti cronisti e qualche tifoso in cerca di autografi.

Ma quando all’orizzonte compare la vettura di David Beckham, si capisce che quell’allenamento non sarà come tutti gli altri. Il numero 7 dello United, infatti, è scuro in volto, ma soprattutto ha un vistoso cerotto sul sopracciglio sinistro, uno di quei segni che dimostrano la recente applicazione di alcuni punti di sutura.

I giornalisti, allora, fanno 2+2, e hanno la conferma che cercavano: il motivo di quei due punti di sutura sul bel faccino dello Spice Boy è da ricercare in quanto successo due giorni prima, negli spogliatoi di Old Trafford.

Sabato 15 febbraio, infatti, i Red Devils hanno giocato contro l’Arsenal nel quinto turno di FA Cup. Wenger ha tenuto a riposo pezzi da novanta come Henry e Bergkamp, mentre Ferguson ha schierato in campo praticamente il suo 11 tipo. Nonostante questo, i Gunners hanno vinto 2-0, conquistandosi il passaggio del turno.

David Beckham ha giocato una partita anonima, e a sette minuti dalla fine Sir Alex lo ha tirato fuori dal campo, per fargli capire quanto poco contento fosse della sua prestazione.

Ma è nello spogliatoio dello United che si consuma il capitolo principale di questa storia. Fergie è decisamente infuriato per la sconfitta e per l’eliminazione. E allora accende il suo famoso “asciugacapelli”: i 5 minuti in cui il manager scozzese urla in faccia a tutti la sua rabbia, i suoi rimproveri.

Capita, in questi momenti, che Ferguson prenda di mira anche oggetti vari sparsi sul pavimento. E, in quel postpartita, l’attenzione dell’allenatore dei Red Devils si focalizza su uno scarpino. Ora, ci sono due versioni di quello che sta per succedere. Una, più maliziosa, secondo cui il lancio sia avvenuto con le mani, con un bersaglio ben preciso. L’altra, che parla di un calcio assestato casualmente e di una traiettoria beffarda finita giusto lì, all’incrocio del sopracciglio.

In ogni caso, il risultato è evidente. Quello scarpino lanciato da Alex Ferguson, mani o piedi che siano, colpisce in piena faccia David Beckham, che comincia a sanguinare, tanto da richiedere due punti di sutura. Obiettivo designato o vittima inconsapevole? Su questo, nonostante le tante versioni dei fatti, non si è mai arrivati a conoscere la verità.

D’altronde, le sfuriate di Sir Alex sono sempre state ricoperte da un alone di mistero, quasi di magia. E non c’è giocatore dello United di quell’epoca che non possa raccontarne almeno una. Nonostante il rapporto con Beckham fosse già abbastanza turbolento, anche dopo questo episodio le cose sono tornate alla normalità, con la stima tra i due rimasta immutata.

Qualche anno dopo, poi, l’ex numero 7 avrebbe messo l’ultima parola su questa vicenda, senza però far capire se quella fosse davvero tutta la verità:

Prima delle partite di coppa, Ferguson veniva sempre in campo per tirare rigori e punizioni. Ci raccontava quanti gol avesse segnato da giocatore,ma quanto fosse forte lo scoprii solamente dopo la partita contro l’Arsenal.

Non avevo giocato benissimo, lui entrò nello spogliatoio a fine partite. Mentre parlavamo, arrivò sul mucchio di robe da lavare che c’era per terra. Tirò un calcio a una scarpa e mi colpì in viso. In quel momento compresi quanto fosse effettivamente preciso…”

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro