Lo scorso anno era quasi diventato un caso. Non si vede tutti i giorni, in effetti, soprattutto nel ruvido calcio italiano, un difensore che...

Lo scorso anno era quasi diventato un caso. Non si vede tutti i giorni, in effetti, soprattutto nel ruvido calcio italiano, un difensore che riesce a non prendersi un cartellino giallo per 53 partite di fila. E’ quello che era riuscito a fare, a cavallo delle due stagioni tra Empoli e Juventus, il prode Daniele Rugani.

Qualcuno, in effetti, esagerava. Non che fosse cosa di tutti i giorni, ma il fatto che il giovane difensore non fosse riuscito a prendere nemmeno un cartellino, per alcuni era diventato sintomo di mancanza di cattiveria, mancanza di personalità. E sintomo, forse, del fatto che in mezzo alla difesa della Juventus uno così non ci potesse stare. Poi, contro la Fiorentina, era arrivato il tanto agognato cartellino giallo, e di quella storia non si è più parlato.

Quest’anno, a dire il vero, di cartellini gialli Daniele ne ha già presi 2, in 6 partite di campionato. Ma non è quella la statistica che balza subito all’occhio. Più che cartellini, Rugani quest’anno ha accumulato gol: sono già 3 in questo inizio di campionato, compreso il primo in Champions League, arrivato la settimana scorsa contro la Dinamo Zagabria allo Juventus Stadium.

Penso che sia stato normale, è un percorso di crescita che nella Juve ci vuole, soprattutto quando arrivi da un contesto diverso e hai tanti campioni davanti e tante pressioni alle spalle. Ora sono contento della mia crescita, del momento, dell’impiego che sto avendo in questo periodo ma bisogna continuare. La stagione è lunga.

I numeri, però, non bastano a spiegare quello che sta succedendo. Come se quella benedetta ammonizione dello scorso anno fosse stata davvero catartica, sembra proprio che da quel giorno Daniele Rugani sia diventato grande. Barzagli, Bonucci e Chiellini hanno cominciato a scricchiolare, dal punto di vista fisico, un pochino di più. Benatia, arrivato in estate proprio per far rifiatare la BBC, ha avuto anche lui qualche intoppo, e anche dal punto di vista tecnico non si è ancora inserito al cento per cento nei meccanismi della difesa bianconera.

Così, un po’ per necessità, un po’ per scelta, Massimiliano Allegri si è ritrovato a dover fare affidamento sul 22enne difensore di Sesto di Moriano. Che, come di incanto, sembra aver trovato nel cilindro la soluzione a tutti gli interrogativi lasciati aperti nel corso della stagione passata.

La pressione c’è sempre, quello che è cambiato è la maturità e la consapevolezza mentale nel gestirla, come è normale per chi arriva da un’altra realtà come l’Empoli.

Personalità, coraggio, tempi giusti in anticipo: insomma, studiando alla scuola dei Barzagli, Chiellini e Bonucci è servito, e non poco: il giovane difensore, entrato anche nel giro della Nazionale, sembra aver rubato un pezzettino dei segreti a ognuno dei 3 senatori della difesa bianconera. E, come detto, ha cominciato a farsi vedere anche in zona gol.

Oggi nessuno si chiede più se Daniele Rugani abbia la stoffa per indossare quei colori, e la personalità per comandare la difesa della Juventus. Come per magia, da quel cartellino giallo contro la Fiorentina, è cambiato tutto. Lo dimostra anche il lungo rinnovo contrattuale firmato proprio in questi giorni. La strada da percorrere, per diventare davvero una colonna della difesa bianconera nei prossimi anni, è ancora lunga. Ma di sicuro è quella giusta.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro