I 5 veri motivi della crisi dell’Inter I 5 veri motivi della crisi dell’Inter
Non è stata una domenica semplice per l’Inter. La sconfitta interna contro il Cagliari è solamente la punta di un iceberg che forse da... I 5 veri motivi della crisi dell’Inter

Non è stata una domenica semplice per l’Inter. La sconfitta interna contro il Cagliari è solamente la punta di un iceberg che forse da tempo aspettava di emergere. E, infatti, quelli che ci aspettano saranno giorni di processi e critiche per la squadra di de Boer, che si ritrova già costretta ad inseguire in campionato e quasi con le spalle al muro.

La vicenda Icardi, poi, ha inasprito ulteriormente gli animi, e i provvedimenti annunciati da Ausilio e Zanetti in settimana non faranno altro che innalzare la temperatura. Al di là delle ultime polemiche, abbiamo provato a scavare più a fondo nella crisi dell’Inter, per scoprire le radici tecniche, calcistiche e non di questa situazione.

Ecco quindi quelli che, secondo noi, sono i 5 veri motivi della crisi dell’Inter in questo inizio di stagione.

1. La confusione del progetto

La stagione dell’Inter è cominciata come peggio non si poteva. A lungo è stato chiaro che l’idillio tra la nuova proprietà e Roberto Mancini non era destinato a durare a lungo. Le voci si sono rincorse per parecchi mesi, prima che diventassero ufficiali. Quando poi è arrivato l’annuncio della separazione, l’Inter ha deciso forse di prendersi un rischio troppo grande.

Cambiare allenatore a metà della preparazione estiva è cosa alquanto insolita. Farlo prendendo un tecnico con una filosofia come quella di Frank de Boer, con una rosa che, al momento dell’insediamento dell’olandese, era stata costruita sulle richieste (non tutte esaudite, tra l’altro) di Roberto Mancini, è sembrata subito una follia.

L’Inter, con il campionato non ancora cominciato, era insomma già partita ad handicap. Discorso a parte sulla costruzione della rosa in sé. Troppi doppioni, molti giocatori poco funzionali, un solo vero terzino di qualità (Ansaldi, che ha avuto anche la sfortuna di rompersi). Insomma, già a metà agosto le idee erano tutt’altro che chiare.




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