Credere in Rodrigo De Paul Credere in Rodrigo De Paul
Ci sono giocatori per i quali è necessario quasi un atto di fede: li vedi toccare un pallone e rimani folgorato, senza un motivo... Credere in Rodrigo De Paul

Ci sono giocatori per i quali è necessario quasi un atto di fede: li vedi toccare un pallone e rimani folgorato, senza un motivo ben preciso.

Con gli argentini, almeno personalmente, capita spesso, così come altrettanto spesso capita di rimanere scottati.

Con Rodrigo De Paul è stato amore a prima vista, aveva tutti i requisiti adatti per farmi perdere la testa: argentino, tecnico e con quel pizzico di arroganza fatta pesare il giusto, ovvero correndo il minimo indispensabile sul terreno di gioco.

Veniva da un’esperienza in Spagna, a Valencia, non proprio entusiasmante, ma le referenze erano più che buone.

Colui che lo ha voluto fortemente è stato l’ex tecnico del Valencia Juan Antonio Pizzi, che di Rodrigo De Paul parlava in questi termini: “Rodrigo è il miglior prospetto che sia transitato in Argentina negli ultimi 5 anni. È un giocatore che si è già messo alla prova in patria, a dispetto della giovanissima età è stato capitano della sua squadra, il Racing Club.

Ha una quantità incredibile di talento e mostra grande maturità nel proprio gioco. Pensiamo che Rodrigo abbia tutto per imporsi al Valencia e nel calcio Europeo“.

A giudicare dall’esordio assoluto in Spagna, un’espulsione rimediata dopo pochi minuti, si direbbe che Pizzi non avesse azzeccato esattamente le previsioni. E nemmeno andando a valutare nel complesso i due anni disputati in Liga, con 34 presenze complessive ed un solo gol all’attivo.

 

L’impatto col calcio europeo per questi giocatori che fanno della tecnica il proprio punto di forza, si sa, può essere molto problematico. I ritmi sono molto diversi rispetto al Sudamerica, così come gli spazi concessi dalle difese avversarie, ancorchè la Liga non sia rinomata per essere un campionato estremamente tattico e incentrato sulla solidità difensiva.

Fatto sta che dopo un breve ritorno in patria, nel 2016, Rodrigo De Paul sbarca in Italia. Chi altro poteva prendere un giocatore del genere se non l’Udinese? Per certe cose, nel calcio, difficilmente ti sbagli.

Fin da subito De Paul fa vedere di essere in possesso di un bagaglio tecnico non comune, il suo controllo di palla non può lasciare indifferenti. Allo stesso modo le sue prestazioni, nelle prime due stagioni, non sembrano far altro che confermare ciò che molti sospettavano: Rodrigo De Paul è uno di quei giocatori che finisci per aspettare per anni nell’attesa che forse, un giorno, esploderanno.

Ad una prestazione eccellente ne alterna altre incolori, anonime. La sua posizione in campo è un rebus per i vari allenatori che si susseguono senza soluzione di continuità sulla panchina friulana. L’unica cosa certa è che bisogna, ed è un imperativo quasi più morale che tecnico, trovare un posto in campo a questo giocatore in grado di trattare il pallone come in pochi sanno fare.

Si arriva alla stagione in corso, dopo che nelle due precedenti De Paul aveva realizzato solo 8 gol complessivi, equamente suddivisi tra le due stagioni, e l’impressione che un’altra annata nel limbo avrebbe spento qualsiasi entusiasmo nei suoi confronti. Atti di fede esclusi, si intende.

L’Udinese cambia di nuovo allenatore chiamando Julio Velázquez, il tecnico più giovane di tutta la serie A. Viene chiamato principalmente per valorizzare il talento che c’è in squadra, nel frattempo a De Paul sono stati aggiunti Machis e Pussetto, altri due sudamericani che danno del tu al pallone.

Velazquez, probabilmente anche per la poca esperienza che inevitabilmente possiede vista l’età, non ha un modulo predefinito: ha cambiato dal 4-2-3-1, al 4-3-3 passando attraverso moduli più conservativi come il 4-4-1-1, a seconda dell’avversario di turno.

L’unica costante è stata la libertà concessa al singolo dotato di talento, in questo caso De Paul, che non per nulla ha risposto con un inizio di stagione scintillante. Nonostante all’allenatore non piaccia parlare dei singoli è evidente che questa Udinese è costruita su Rodrigo De Paul e tutte le giocate passano attraverso i suoi piedi.

Oltre ad aver già realizzato 4 reti, ovvero quelle messe insieme in entrambe le stagioni precedenti, ha fornito 2 assist, a dimostrazione del fatto che il suo coinvolgimento nel sistema di gioco sia totale.

A corollario di questo inizio di stagione è arrivata anche la chiamata dell’Argentina, dove la concorrenza nel ruolo è piuttosto importante.

A 24 anni Rodrigo De Paul sembra aver trovato la propria dimensione ideale, anche se con giocatori di questo tipo è sempre bene non dare nulla per scontato, proprio come quando hanno il pallone tra i piedi.

Quel che è certo è che noi continueremo a credere in Rodrigo De Paul, sempre e comunque.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

Related Posts

Paul Scholes ci è andato giù pesante sul Manchester United

2018-10-17 13:41:03
delinquentidelpallone

18

Che fine ha fatto Paulo Dybala?

2018-09-24 09:46:44
delinquentidelpallone

18

È successo un po’ di casino tra Paul Scholes e Mino Raiola

2018-08-21 08:06:15
delinquentidelpallone

18

Paulinho-Casemiro, la diga verdeoro

2018-06-28 10:54:50
delinquentidelpallone

18

Paulinho, lo stakanovista

2018-02-23 09:56:13
delinquentidelpallone

18

José Mourinho ha scaricato Paul Pogba

2018-02-21 19:18:21
delinquentidelpallone

18