Cosa succede a Philippe Coutinho? Cosa succede a Philippe Coutinho?
Quando ti porti dietro l’etichetta di giocatore più pagato nella storia del club, ed il club in questione è il Barcellona, è inevitabile che... Cosa succede a Philippe Coutinho?

Quando ti porti dietro l’etichetta di giocatore più pagato nella storia del club, ed il club in questione è il Barcellona, è inevitabile che ogni prestazione venga analizzata sotto la lente di ingrandimento.

È un peso non da poco, che tutti vorrebbero sperimentare senza mai aver vissuto, in prima persona, quella pressione che ti schiaccia, fino quasi a farti affondare, ogni volta che scendi in campo e devi dimostrare.

Prima di tutto a te stesso, che quei potenziali 160 milioni (120 più 40 potenziali di bonus) che il club ha deciso di investire su di te non siano stati uno sbaglio, un errore destinato a lasciare il segno, in negativo, negli anni a venire.

In secondo luogo al club, non uno qualunque bensì, come recita il motto al Camp Nou, “Mes que un Club” , più di una semplice squadra. È un messaggio identitario, che va oltre il semplice concetto di calcio giocato e per entrare nella storia del club catalano devi sposarlo in tutto e per tutto. Altrimenti rimarrai forse un grande giocatore, ma difficilmente verrai ricordato in eterno.

Chissà se sta passando tutto questo nella mente di Coutinho, che dopo aver disputato 5 stagioni in costante crescendo a Liverpool ha voluto fortemente provare questa nuova sfida, venendo accontentato.

Il contesto tecnico, d’altra parte, sembrava ideale: una squadra piena di giocatori che parlano la sua stessa lingua a livello calcistico, primo tra tutti l’extraterrestre Leo Messi, un sistema di gioco teso ad esaltare la qualità ed i giocatori bravi palla al piede, a proprio agio nel fraseggiare nello stretto.

Sulla carta non c’era un motivo logico perché non dovesse funzionare ed infatti, quando Coutinho approda a Barcellona nel mercato invernale della passata stagione, l’ambientamento sembra quasi naturale.

Otto reti e cinque assist per concludere la prima stagione in terra catalana, da innesto in corso d’opera si è visto di molto peggio.

Quella in corso sarebbe dovuta essere la stagione della consacrazione, dopo la fase di rodaggio terminata con successo le aspettative non potevano che essere ai massimi livelli. Era questo l’anno che doveva dirci, oltre ogni ragionevole dubbio, se ci trovassimo di fronte ad un fenomeno o ad un ottimo giocatore, perché questo lo si poteva già dare per assodato, per quanto dimostrato nelle annate in maglia rossa nel Merseyside.

Dopo un inizio buono, seppur non scintillante ai massimi livelli, e complice un infortunio muscolare rimediato dopo la gara in Champions contro l’Inter nella fase a gironi, Coutinho si va via via spegnendo. Il suo nome esce dai radar senza fare eccessivo rumore, in quanto a sostituirlo c’è pur sempre un altro ottimo giocatore, Ousmane Dembélé, in grado di non farlo rimpiangere.

Il suo ultimo gol in Liga risale al Clasico di andata, datato 28 Ottobre, quando il Barcellona si impose sul Real con un perentorio 5-1. Da quel momento in poi, soprattutto dopo l’infortunio, il suo posto in squadra è costantemente insidiato e in 16 partite disputate non è mai andato in gol. Un solo, misero, assist. Troppo poco perché non iniziassero a farsi insistenti, e sempre più fondati, i dubbi sull’effettiva appartenenza di Coutinho alla ristretta elite dei top player.

Vedendolo nelle ultime uscite sembra evidente come il giocatore abbia completamente perso la fiducia in se stesso, finendo spesso per sbagliare anche le cose più elementari, che in un altra condizione mentale gli verrebbero naturali.

La Liga, per quel che riguarda il Barcellona, è già sostanzialmente in archivio ma il suo contributo sarà decisivo, con ogni probabilità, per le sorti in Champions League e, magari, per la conquista della Coppa del Re, dove i blaugrana se la vedranno in finale con il Valencia.

L’impressione però è che il Philippe Coutinho che stiamo vedendo ora non sia più in grado di fare la differenza, ed i motivi di questo brusco calo di rendimento non sono nemmeno così facili da individuare. Eccessiva pressione sulle sue spalle? Condizione fisica non al meglio dopo l’infortunio? Semplice sopravvalutazione del suo effettivo valore, derivante dagli anni di Liverpool?

Forse un po’ di tutto questo, quel che è certo è che questo suo improvviso silenzio, in termini di prestazioni, sta iniziando a fare rumore.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo