Cosa chiede Zlatan Ibrahimovic per restare al Milan Cosa chiede Zlatan Ibrahimovic per restare al Milan
Quando il campionato si è fermato, a marzo, Zlatan Ibrahimovic stava cominciando a scaldare i motori. Il gigante svedese era tornato al Milan nella... Cosa chiede Zlatan Ibrahimovic per restare al Milan

Quando il campionato si è fermato, a marzo, Zlatan Ibrahimovic stava cominciando a scaldare i motori.

Il gigante svedese era tornato al Milan nella sessione invernale di mercato, e, dopo una fase di rodaggio assolutamente necessaria, aveva cominciato a prenderci gusto.

Ibra era andato a segno nel match contro il Genoa, perso in un San Siro deserto, ma era pronto a riprendersi la squadra sulle spalle in vista dello sprint finale di campionato; l’emergenza, poi, ha scombinato i piani dei rossoneri e dello svedese, che però, tornato in patria, è stato tra quelli che si sono allenati con maggiore intensità.

Adesso, però, con la fine della stagione che si avvicina, Zlatan deve decidere il suo futuro.

Il Milan è ancora in mezzo alla querelle del momento, quella sul possibile approdo di Ralf Rangnick nella doppia veste di manager e di allenatore, e Ibrahimovic sta riflettendo sul da farsi.

A 38 anni non è più il giocatore dominante di una volta, ma lui sente di poter dare ancora qualcosa alla causa rossonera e, se dovesse lasciar scegliere il cuore, vorrebbe chiudere la carriera con la maglia del Milan.

Ma le voci che lo vogliono vicino al ritorno in patria non si sono interrotte, e allora qualcuno ha provato a porsi la domanda: ma cosa serve a Zlatan Ibrahimovic per rimanere a Milano?

La risposta è semplice. Ibra chiederà alla società di allestire immediatamente una squadra competitiva, che possa garantirgli la possibilità di giocare almeno altri due anni ad alto livello. Insomma, nel caso di una ricostruzione totale, con l’allestimento di una squadra piena di giovani e di scommesse, Ibra probabilmente non ci starebbe a fare la chioccia, e sarebbe pronto a tornare in patria.

L’altra ipotesi, invece, lo affascinerebbe di più, vale a dire quella di una squadra che possa essere un mix tra giovani di talento e qualche uomo di esperienza, per lanciare l’assalto, se non alle zone altissime della classifica, almeno alla qualificazione in Champions per l’anno prossimo. Così che magari, tra due anni, Ibra possa giocare per l’ultima volta, da quarantenne, nel massimo torneo continentale.

Questo, ovviamente, a meno che lo svedese non decida di prolungare ulteriormente la sua carriera