Il gruppo B vede, tra i suoi protagonisti, Argentina, Paraguay, Giamaica e Uruguay. Dato per scontato (ma ne siamo poi così sicuri?) il primo...

Il gruppo B vede, tra i suoi protagonisti, Argentina, Paraguay, Giamaica e Uruguay. Dato per scontato (ma ne siamo poi così sicuri?) il primo posto dell’albiceleste, Paraguay e Uruguay si giocheranno il secondo posto, più per una questione di accoppiamenti ai quarti che per mero passaggio del turno: la Giamaica non dovrebbe infatti impensierire nessuno in ottica passaggio del turno.

Le partite:

13 giugno ore 21.00 Uruguay-Giamaica
13 giugno ore 23.30 Argentina-Paraguay
16 giugno ore 23.00 Paraguay-Giamaica
17 giugno ore 1.30 Argentina-Uruguay
20 giugno ore 21.00 Uruguay-Paraguay
20 giugno ore 23.30 Argentina-Giamaica

ARGENTINA

La grande, grandissima favorita del torneo. L’attacco dell’albiceleste è semplicemente qualcosa di formidabile, di spaventoso. Il parco attaccanti a disposizione del Tata Martino è di primissimo livello. Messi, Aguero, Tevez, Higuain, Di Maria, Pastore. C’è solo l’imbarazzo della scelta. L’ex allenatore del Barcellona farà giocare la sua squadra con il classico 4-3-3 che contraddistingue il suo calcio e un gioco iperoffensivo che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio contro squadre in grado di chiudersi, delinquere  e ripartire. Inoltre, la pressione sull’albiceleste potrebbe essere talmente tanta da non essere sostenibile. Martino dovrebbe schierare Romero in porta, garanzia di testa calda e alternanza di papere colossali e miracoli inspiegabili. In difesa uno dei migliori centrali della stagione, Otamendi, affiancato a uno tra Demichelis (tifiamo per lui, ovviamente) e Garay. Sulle fasce Rojo e Zabaleta, altri due che un colpo in canna ce l’hanno sempre.

I 3 del centrocampo dovrebbero essere Mascherano e Biglia, a fare legna e a mettere toppe, e Angel Di Maria, che ovviamente abbandonerà presto tutti per andare all’avventura in attacco. Il filtro degli altri due sarà quindi indispensabile. Ma con Mascherano a coprire le spalle, tutto è possibile. Davanti, ovviamente Leo Messi, poi, gli altri due, come pesca pesca, el Tata cade bene. Dovrebbero essere Aguero e Pastore, vedremo come si metteranno le partite, nel caso dovesse servire un altro uomo d’area le alternative, come detto, non mancano. Insomma, l’Argentina, per perdere questa Coppa, dovrebbe solamente suicidarsi. E non è detto che possa accadere.

URUGUAY

I Campioni in carica sono pronti a lasciare lo scettro, ma non lo faranno senza combattere, come previsto, probabilmente, dalla Costituzione dell’Uruguay. Dopo i Mondiali della scorsa estate, parecchi protagonisti hanno salutato: non ci saranno Forlan, el Loco Abreu, non ci sarà, e di questo ce ne dispiaceremo soprattutto noi, el Ruso Diego Perez. Ma, soprattutto, non ci sarà il Pistolero, Luis Suarez, fresco di Triplete con il Barcellona ma ancora vittima della lunghissima squalifica inflittagli dalla FIFA dopo il morso a Chiellini in Italia-Uruguay.

Ma la squadra di Oscar Tabarez non mollerà un centimetro, e siamo sicuri che la partita con l’Argentina, in programma già nel girone eliminatorio, sarà una vera e propria battaglia. L’Uruguay si schiererà con un robusto 4-4-2 o con un 4-3-1-2 che può lasciar trasparire un briciolo di volontà di offendere. In porta, inamovibile (purtroppo per loro) Nando Saponetta Muslera, in mezzo alla difesa ovviamente, il muro Godin e il ragazzino Josè Jimenez. Sulle fasce i due Pereira, più forti che belli (certo, ci vuole veramente poco…), Alvaro e Maxi. In mezzo al campo Egidio Arevalo Rios è pronto a rifilare tranvate a chiunque oserà passare dalle sue parti, probabilmente in coppia a Uragano Gargano. Una coppia così farebbe passare a chiunque la voglia di campare. Gli altri interpreti del centrocampo, a rotazione, saranno Lodeiro, Carlos Sanchez, el Tata Gonzalez e Guzman Pereira. In attacco, la certezza si chiama, ovviamente, Edinson Cavani, chiamato al primo torneo da protagonista assoluto, in assenza degli altri storici trascinatori. Ad affiancare il Matador, sarà uno tra Diego Rolan, Abel Hernandez e Cristhian Stuani. Si, Stuani. Vi lasciamo così.

PARAGUAY

La finalista, a sorpresa, della scorsa edizione, si presenta come squadra ostica da affrontare per le partecipanti del gruppo B. La squadra biancorossa è affidata ad un argentino, il Pelado Ramon Diaz, garanzia di delinquenza. Le sue squadre infatti gradiscono, parecchio, aspettare l’avversario arroccandosi e tentando di farlo innervosire in ogni modo, per poi punire in contropiede. Considerato il tenore del gironcino, lo spettacolo, in termini di scapocciate varie ed eventuali, sembra essere assicurato. L’uomo della provvidenza, quello a cui sono affidate le chiavi della squadra, è, ovviamente, Lucas Barrios.

Il resto della squadra è tutto da verificare. In porta prenderà posto il 37enne Justo Villar, numero uno del Colo Colo che tante, tantissime battaglie ha vissuto con la maglia della nazionale. Diaz farà affidamento poi su una solida difesa a 3 (Valdez-Aguilar-Da Silva), con i 3 centrali che saranno chiamati a garantire la salvezza del reparto arretrato. Con che modalità è facile immaginarlo. I due cursori saranno Balbuena e Ivan Piris, si, proprio lui, non c’è bisogno di chiedere ulteriori conferme. A centrocampo tutto è in mano a Nestor Ortigoza, argentino naturalizzato, che affronterà la sua patria e quindi, probabilmente, tanto sereno non sarà. Al suo fianco un paio di incontristi scelti a caso nel mazzo con Oscar Romero a fare da trequartista. In attacco, oltre al citato Barrios, saranno da scegliere gli altri deputati a far gol. Tra i candidati spiccano Nelson Haedo Valdez e soprattutto l’eterno Roque Santa Cruz, che, onestamente, speriamo di vedere in campo. In ogni caso il Paraguay non sarà una bestia facile da domare per nessuno, e, se dovesse passare alla fase a eliminazione diretta, bisognerà sudare le proverbiali sette camicie per sbatterli fuori da questa Copa America.

GIAMAICA

La squadra più attesa di questa Copa, quella per cui sotto sotto faremo il tifo, perchè queste storie, dovreste averlo capito, ci piacciono particolarmente. I Reggae Boyz arrivano alla competizione sudamericana da ospiti invitati dalla CONMEBOL, che ha scelto loro come squadra “straniera” da presentare in Cile, oltre al tradizionale Messico. Sulla panchina dei giamaicani, che utilizzeranno la competizione per prepararsi alla Gold Cup, in cui faranno certamente miglior figura, siede un tedesco, Schafer, che ricorderete sicuramente sulla panchina dello Stoccarda. La squadra della Giamaica è un po’ un’incognita per gli addetti ai lavori che poco conoscono la nazionale caraibica, anche se, c’è da dire, la maggior parte dei Reggae Boyz gioca in Europa, specie in Inghilterra.

In porta ci dovrebbe essere Kerr, un gigante di quasi due metri che immaginiamo avrà voglia di prendere questioni con qualcheduno, altrimenti a cosa serve essere alti due metri? In difesa campeggeranno Mariappa e Morgan, mentre a centrocampo vi abbiamo già parlato di Rodolph Austin, il cagnaccio deputato a mordere caviglie e, forse, avversari. Il fantasista risponde al nome di Jobi McAnuff, ma se non sentirete parlare di lui, sarete probabilmente giustificati. L’attacco, sterile quanto basta, sarà affidato ai piedi di Mattocks e Barnes. Insomma, la Giamaica sembra destinata al ruolo di vittima sacrificale, ma se ci sarà qualche sorpresa saremo i primi a goderne.