Copa America 2015: la guida delinquenziale – Girone B Copa America 2015: la guida delinquenziale – Girone B
Copa America 2015: la guida delinquenziale – Girone A Il gruppo B vede, tra i suoi protagonisti, Argentina, Paraguay, Giamaica e Uruguay. Dato per... Copa America 2015: la guida delinquenziale – Girone B

Copa America 2015: la guida delinquenziale – Girone A

Il gruppo B vede, tra i suoi protagonisti, Argentina, Paraguay, Giamaica e Uruguay. Dato per scontato (ma ne siamo poi così sicuri?) il primo posto dell’albiceleste, Paraguay e Uruguay si giocheranno il secondo posto, più per una questione di accoppiamenti ai quarti che per mero passaggio del turno: la Giamaica non dovrebbe infatti impensierire nessuno in ottica passaggio del turno.

Le partite:

13 giugno ore 21.00 Uruguay-Giamaica
13 giugno ore 23.30 Argentina-Paraguay
16 giugno ore 23.00 Paraguay-Giamaica
17 giugno ore 1.30 Argentina-Uruguay
20 giugno ore 21.00 Uruguay-Paraguay
20 giugno ore 23.30 Argentina-Giamaica

messi-arg

ARGENTINA

La grande, grandissima favorita del torneo. L’attacco dell’albiceleste è semplicemente qualcosa di formidabile, di spaventoso. Il parco attaccanti a disposizione del Tata Martino è di primissimo livello. Messi, Aguero, Tevez, Higuain, Di Maria, Pastore. C’è solo l’imbarazzo della scelta. L’ex allenatore del Barcellona farà giocare la sua squadra con il classico 4-3-3 che contraddistingue il suo calcio e un gioco iperoffensivo che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio contro squadre in grado di chiudersi, delinquere  e ripartire. Inoltre, la pressione sull’albiceleste potrebbe essere talmente tanta da non essere sostenibile. Martino dovrebbe schierare Romero in porta, garanzia di testa calda e alternanza di papere colossali e miracoli inspiegabili. In difesa uno dei migliori centrali della stagione, Otamendi, affiancato a uno tra Demichelis (tifiamo per lui, ovviamente) e Garay. Sulle fasce Rojo e Zabaleta, altri due che un colpo in canna ce l’hanno sempre.

I 3 del centrocampo dovrebbero essere Mascherano e Biglia, a fare legna e a mettere toppe, e Angel Di Maria, che ovviamente abbandonerà presto tutti per andare all’avventura in attacco. Il filtro degli altri due sarà quindi indispensabile. Ma con Mascherano a coprire le spalle, tutto è possibile. Davanti, ovviamente Leo Messi, poi, gli altri due, come pesca pesca, el Tata cade bene. Dovrebbero essere Aguero e Pastore, vedremo come si metteranno le partite, nel caso dovesse servire un altro uomo d’area le alternative, come detto, non mancano. Insomma, l’Argentina, per perdere questa Coppa, dovrebbe solamente suicidarsi. E non è detto che possa accadere.

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URUGUAY

I Campioni in carica sono pronti a lasciare lo scettro, ma non lo faranno senza combattere, come previsto, probabilmente, dalla Costituzione dell’Uruguay. Dopo i Mondiali della scorsa estate, parecchi protagonisti hanno salutato: non ci saranno Forlan, el Loco Abreu, non ci sarà, e di questo ce ne dispiaceremo soprattutto noi, el Ruso Diego Perez. Ma, soprattutto, non ci sarà il Pistolero, Luis Suarez, fresco di Triplete con il Barcellona ma ancora vittima della lunghissima squalifica inflittagli dalla FIFA dopo il morso a Chiellini in Italia-Uruguay.

Ma la squadra di Oscar Tabarez non mollerà un centimetro, e siamo sicuri che la partita con l’Argentina, in programma già nel girone eliminatorio, sarà una vera e propria battaglia. L’Uruguay si schiererà con un robusto 4-4-2 o con un 4-3-1-2 che può lasciar trasparire un briciolo di volontà di offendere. In porta, inamovibile (purtroppo per loro) Nando Saponetta Muslera, in mezzo alla difesa ovviamente, il muro Godin e il ragazzino Josè Jimenez. Sulle fasce i due Pereira, più forti che belli (certo, ci vuole veramente poco…), Alvaro e Maxi. In mezzo al campo Egidio Arevalo Rios è pronto a rifilare tranvate a chiunque oserà passare dalle sue parti, probabilmente in coppia a Uragano Gargano. Una coppia così farebbe passare a chiunque la voglia di campare. Gli altri interpreti del centrocampo, a rotazione, saranno Lodeiro, Carlos Sanchez, el Tata Gonzalez e Guzman Pereira. In attacco, la certezza si chiama, ovviamente, Edinson Cavani, chiamato al primo torneo da protagonista assoluto, in assenza degli altri storici trascinatori. Ad affiancare il Matador, sarà uno tra Diego Rolan, Abel Hernandez e Cristhian Stuani. Si, Stuani. Vi lasciamo così.

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