La Copa America prenderà il via nella notte tra giovedi e venerdi, e noi siamo pronti a godere delle gesta più delinquenziali del panorama...

La Copa America prenderà il via nella notte tra giovedi e venerdi, e noi siamo pronti a godere delle gesta più delinquenziali del panorama sudamericano. Ma per seguire adeguatamente la massima competizione continentale sudamericana, vogliamo guidarvi mano nella mano alla scoperta delle squadre e dei protagonisti che potrete vedere in campo a partire dall’11 giugno. Tre gironi da quattro, si qualificano ai quarti di finale le prime due di ogni raggruppamento più le due migliori terze. Dunque, solo quattro squadre in tutto verranno eliminate al termine della prima fase. Andiamo a scoprire squadre e protagonisti di questa Copa America 2015, un girone alla volta.

Partiamo oggi dal Gruppo A, quello che vede in campo Cile, Ecuador, Messico e Bolivia.

Il programma delle partite

12 giugno ore 01.30 Cile – Ecuador
13 giugno ore 01.30 Messico – Bolivia
15 giugno ore 23.00 Ecuador – Bolivia
16 giugno ore 01.30 Cile – Messico
19 giugno ore 23.00 Messico – Ecuador
20 giugno ore 01.30 Cile – Bolivia

CILE

Per la Roja padrona di casa è un’occasione da non perdere. Il gironcino dovrebbe essere una passeggiata (anche perchè aleggiano forti sospetti di acchittamento del girone stesso, viste le avversarie magicamente restituite dall’urna), poi dai quarti di finale in poi si dovrebbe cominciare a fare sul serio. La squadra di Sampaoli, un altro di quegli allenatori che ci piace perchè vive tutto malissimo, è forse all’apice delle sue potenzialità. Una squadra che potrebbe far rivivere i fasti di quella in cui la coppia-gol era composta da Salas e Zamorano. Mentre ci asciughiamo la lacrimuccia, pensiamo al 5-3-2 messo in campo da Sampaoli. Un modulo che può trasformarsi anche in 3-4-1-2, ricalcando anche moduli e idee di gioco di Bielsa, il padre spirituale dell’attuale ct cileno. In porta Claudio Bravo, fresco campione d’Europa con il Barcellona. La linea di centrali di difesa è da battaglia assoluta: al centro troneggerà , e delinquerà, Gary Medel, coadiuvato dai suoi fidi scudieri Gonzalo Jara e Josè Rojas (o in alternativa Silva). A sinistra tornerà protagonista Eugenio Mena, un nome un programma. A destra, tenetevi forte, potrete ammirare le sgroppate di Mauricio Isla, sempre che il cuore vi regga.

In mezzo al campo i due portatori d’acqua, i due faticatori, i due recuperatori di palloni sono Diaz (si, quello che ha segnato il gol salvezza dell’Amburgo) e Aranguiz. In posizione di trequartista, Arturo Vidal, che sembra carico e pronto a portarsi a casa la giusta dose di tibie avversarie. Ma i ricambi del centrocampo cileno scalpitano: Matigol Fernandez e David Pizarro possono prendersi una maglia da titolare in caso serva qualcuno in grado di inventare, il Mago Valdivia è pronto ad essere chiamato in causa se ci dovesse essere da accendere la luce. Davanti, il Nino Maravilla Alexis Sanchez e il nostro eroe, Mauricio Pinilla, sono pronti a far sognare tutto il popolo cileno. Dalla panchina, Edu Vargas pronto a rispondere alla chiamata. Insomma, per il Cile l’occasione è ghiotta, vedremo se sapranno sfruttarla.

ECUADOR

La nazionale del Tricolor giallo rosso e blu non ha un grandissimo rapporto con la Copa America. La recente eliminazione dal mondiale, con il mancato superamento di un girone che non appariva irresistibile, grida ancora vendetta. Nel frattempo sono passati un paio di commissari tecnici silurati, e ad oggi la panchina dell’Ecuador è affidata al boliviano Gustavo Quinteros, che ha vinto due titoli con l’Emelec. In porta troverà posto il numero uno dell’LDU Quito, Alexander Dominguez. Il resto della squadra si schiererà con il più classico dei 4-4-2, con le ali utlizzate come punti di forza dal Tri. Juan Carlos Paredes e Walter Ayovì occupano le fasce difensive, mentre al centro troneggieranno Gabriel Achilier e, soprattutto, Frickson Erazo, detto El Elegante. Non sappiamo spiegarci perchè, ma lo accettiamo in maniera composta.

A centrocampo, in mezzo faranno il loro lavoro Noboa e Osbaldo (si, con la b) Lastra. Sulla sinistra correrà, su e giù come un pazzo, Jefferson Montero, che abbiamo potuto ammirare ai mondiali per la sua tecnica sopraffina da giocoliere. Attenzione però: in una Copa America i suoi doppi passi e i suoi balletti sul pallone potrebbero costargli caro, la falciata, contro determinati soggetti, è assicurata. A destra peserà l’assenza di Antonio Valencia, che si è frantumato la caviglia: dovrebbe sostituirlo Renato Ibarra del Vitesse. Il peso dell’attacco è affidato a Miller Bolanos e, soprattutto, a Enner Valencia, che dovrà provare a non far rimpiangere Felipe Caicedo.

MESSICO

Partiamo da una premessa. Poter finalmente rivedere el Piojo Miguel Herrera sulla panchina del Messico ci fa tremare le vene dei polsi. Il solo pensiero di poter rivedere le sue esultanze sfrenate, le sue cardiopatie, le sue smadonnate poderose ci fa andare in fibrillazione. Detto ciò, la squadra che il Piojo porta in Cile è decisamente sperimentale e imbottita di esperti e frequentatori del locale campionato messicano. Il motivo? Tra qualche mese c’è anche la Gold Cup, la coppa della federazione centroamericana, e il ct messicano vuole puntare tutto su quella competizione, decisamente più alla portata del Tricolor.

Dunque Ochoa, il Chicharito Hernandez e Hector Herrera restano a casa, e il Piojo dovrà trovare un modo per sfangarla anche a questo giro. In difesa non mancherà però Rafa Marquez, che, nonostante la stagione opaca con la maglia dell’Hellas verona, quando indossa la divisa della nazionale del suo Paese si trasforma sempre in immarcescibile eroe. Davanti tutti gli occhi saranno puntati su Marco Fabiàn, talentuoso centrocampista del Chivas di Guadalajara che ha quella virtù che tanto piace a noi: tende a scapocciare spesso e volentieri. Il punto di riferimento in attacco sarà Raul Jimenez, che nell’Atletico Madrid di Simeone quest’anno non ha fatto proprio sfracelli (un solo gol realizzato) ma che siamo certi saprà battagliare a suon di gomitate e schiaffoni lì davanti. La qualificazione come terza del girone potrebbe essere cosa decisamente fattibile, fare strada da lì in poi, bè, toccherà affidarsi alla Madonnina.

BOLIVIA

La Bolivia sembra, come sempre, destinata al ruolo di vittima sacrificale del girone. D’altronde, nelle competizioni internazionali viene quasi sempre meno il più grande alleato dei boliviani, quello che tante partite gli ha fatto vincere: i diecimiliardi di metri di altitudine di La Paz, con gli avversari che hanno bisogno della mascherina dell’ossigeno per respirare. Scherzi a parte, la Bolivia non ha il tasso tecnico per competere con le altre tre squadre del raggruppamento, per cui dovrà arrangiarsi e provare a buttarla sul fisico. E questo, lo ammettiamo, ci piace parecchio.

Romel Quinonez è l’uomo addetto a difendere la porta boliviana, quello che probabilmente dovrà cercare di evitare quantomeno le imbarcate. Potrebbe riuscirci, essendo uno dei giocatori migliori di questa squadra. Per il resto, il ct Mauricio Soria si affiderà ad un roccioso 4-4-2 che possa garantire contenimento e sbarramento, cercando di segnare poi qualche gol, per sbaglio. In mezzo alla difesa, insieme a Edemir Rodriguez, ci sarà lo storico capitano Ronald Raldes, che sappiamo essere delinquente di portata monumentale. Sulle fasce agiranno Eguino e Morales, che cercheranno di non farsi uccellare troppo spesso dagli attaccanti avversari. A centrocampo si farà affidamento sull’estro di Miranda, stella del Bolivar, e sulle sgroppate sulla fascia destra di Arce. Occhio anche a Chumachero, che ha colpi e legnate al suo arco. In attacco il peso è affidato a MMM, Marcelo Moreno Martins, la stella della squadra, che, dopo le esperienze in Europa, ha accettato i milionazzi cinesi e ha salutato la compagnia.