Anatomia di un calcio di rigore Anatomia di un calcio di rigore
Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Lo diceva anche... Anatomia di un calcio di rigore

Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.

Lo diceva anche Francesco De Gregori. Non è da questi particolari che si giudica un giocatore. Però, senza dubbio esistono diversi modi di tirare un calcio di rigore, ognuno significativo della personalità del soggetto che si presenta sul dischetto, e del suo modo di intendere il calcio e la vita. Perchè gli undici metri sono una metafora perfetta della vita.

Perchè da come uno tira un calcio di rigore si possono capire tante cose. Del suo essere giocatore, ma soprattutto del suo essere uomo. Perchè non importa che sia la finale di Champions League o una scialba partita di terza categoria pugliese: un rigore è sempre un rigore. Undici metri e occhi che si guardano. Una sfida psicologica, una battaglia da vincere ad ogni costo.

Andiamo a scoprire i vari modi in cui si può tirare un calcio di rigore, e, soprattutto, a scoprire il vostro profilo psicologico e il vostro approccio alla vita e alle sue peripezie.

rigore_caracciolo

La cannonata dritta e centrale

L’unico metodo ufficialmente approvato dai delinquenti per approcciare un tiro dal dischetto. Ci si presenta sulla palla senza troppi ghirgori, si sistema la sfera sul dischetto, si guarda dritti davanti a sè, si prende una rincorsa adeguata e si calcia più forte che si può, dritto e centrale, a mezza altezza. Se il portiere ha intenzione di mettere a repentaglio la sua incolumità, che faccia pure. In genere chi tira i calci di rigore così ha il santino dell’Airone Andrea Caracciolo appeso in auto e vive la sua esistenza in maniera serena, affrontando ogni problema con il giusto equilibrio. Oppure fottendosene di tutto.

cucchiaio_pirlo

Il cucchiaio

Non c’è bisogno di dirvelo, ma lo ribadiamo. Se provate a calciare i rigori a cucchiaio siete delle bruttissime persone e vi meritate le più becere ingiustizie della vita. Ogni volta che un individuo si presenta sul dischetto intenzionato a mettere in scena la squallida pantomima del cucchiaio, il vero delinquente inizia ad evocare lo spirito di Vincenzo Sicignano, che in una storica serata all’Olimpico non cedette al nemico e ipnotizzò Totti, raccogliendo serenamente il tiro del Pupone senza fare alcuno sforzo, semplicemente restando fermo. Di solito, chi tira i calci di rigore scegliendo di fare il cucchiaio ha una personalità forte, ma destinata ad infrangersi contro le intemperie della vita o tra le braccia di qualche criminale senza scrupoli che gli ruberà l’ultimo modello di Iphone in una rissa in discoteca.

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