Come sarà la Roma di Eusebio di Francesco? Come sarà la Roma di Eusebio di Francesco?
Da qualche giorno è al lavoro anche la nuova Roma di Eusebio Di Francesco, un’altra delle squadre che ha cambiato guida tecnica nella nostra... Come sarà la Roma di Eusebio di Francesco?

Da qualche giorno è al lavoro anche la nuova Roma di Eusebio Di Francesco, un’altra delle squadre che ha cambiato guida tecnica nella nostra Serie A, verso la quale c’è tanta attesa e curiosità.

Come giocherà la nuova Roma? Su quali uomini punterà Di Francesco, quale sistema di gioco adotterà e soprattutto quale filosofia?

Tutte domande alle quali non è molto difficile rispondere, dal momento che l’identità delle squadre del nuovo tecnico giallorosso è sempre stata molto chiara, ma bisognerà vedere se e come il tecnico abruzzese adatterà il suo stile di gioco alla prima vera big della sua carriera di allenatore.

Andiamo a scoprire allora come giocherà la Roma di Eusebio Di Francesco e quali saranno i principi cardine della sua avventura capitolina.




1. Il modulo

Sul modulo con cui giocherà la Roma di Eusebio Di Francesco non c’è nessun dubbio, ed è forse la domanda più facile alla quale rispondere: il 4-3-3 è il punto fermo delle idee del nuovo tecnico della Roma. In questo senso appare chiara la formazione zemaniana di Di Francesco, che però in questo caso si limita all’applicazione dello schema di base del tecnico boemo e ad alcuni principi offensivi.

Sono tante, infatti, le varianti sul tema, e soprattutto in questi anni il Sassuolo, pur proponendo un calcio offensivo, non ha mai manifestato le evidenti lacune presenti nelle squadre di Zeman.

Particolare attenzione sarà riservata agli esterni, sia quelli d’attacco, che nel Sassuolo erano stati Berardi e Politano (o nelle precedenti edizioni dei neroverdi Sansone), sia i terzini, chiamati a un lavoro non indifferente in fase di spinta.

Ad oggi, considerando che il mercato è ancora praticamente tutto da fare, la Roma di Di Francesco giocherebbe così.

2. L’atteggiamento

Più che il modulo, conterà molto l’atteggiamento in campo. Di Francesco vuole una squadra che controlli sempre il ritmo della partita, che metta in campo intensità elevata in ogni momento della partita, e che soprattutto abbia sempre in mano le redini dell’incontro.

Con il Sassuolo, anche per via della rosa della squadra, non sempre questi dettami potevano essere applicati al 100%. Con la Roma, con i giusti puntelli, Di Francesco vuole portare all’estremo questo concetto, e anche per questo, come vedremo, ha già chiesto rinforzi non solo per quanto riguarda la qualità ma anche per la quantità.

Di Francesco è anche molto attento al gruppo e allo spirito di squadra: vuole una squadra che sia tale fino alla fine, un gruppo in cui ognuno sia disposto a dare il 100% per i suoi compagni. Nella rosa della Roma non mancano elementi di carisma, partendo dal capitano De Rossi, passando per i vari Nainggolan e Strootman, e con il nuovo acquisto Hector Moreno che non manca certo di personalità. Tanta attenzione anche al comportamento, al rispetto delle regole.

È nota a tutti la grande attenzione ai dettagli e ai particolari che Di Francesco chiede alla sua squadra: un modo per tenere sempre alta la concentrazione e cercare di trasmettere il massimo entusiasmo a un ambiente che negli ultimi anni si è spesso dimostrato una vera e propria polveriera. Questa sarà forse una delle sfide più grandi per Eusebio.




3. Gli uomini

Per il momento il mercato della Roma si è concentrato soprattutto sui movimenti in uscita, con Salah volato in Inghilterra insieme a Rudiger (con la faccenda Manolas ancora in sospeso, anche se il greco dovrebbe rimanere a Roma), Paredes andato allo Zenit e Szczesny tornato all’Arsenal a fine prestito.

Ora, però, Monchi dovrà lavorare per dare a Di Francesco i rinforzi di cui ha bisogno. La necessità primaria è sempre stata chiara: servono 22 titolari, o perlomeno 22 giocatori in grado di stare in campo senza che si noti la differenza tra prime e seconde scelte. La Roma sarà impegnata su tutti i fronti e spera di andare avanti ovunque, per cui, visto anche il sistema di gioco molto dispendioso, serviranno forze sempre fresche a ogni appuntamento.

Dei giocatori rimasti a Roma, molti sembrano già adatti al gioco di Di Francesco (in particolare i 3 di centrocampo che dovrebbero essere come detto De Rossi, Strootman e Nainggolan (salvo sorprese…). Sempre a centrocampo, già trovate le alternative, con Gonalons e Pellegrini che potranno far rifiatare i titolari offrendo grande qualità a Di Francesco.

Per quanto riguarda i rinforzi, Di Francesco è già stato chiaro: servono un altro difensore centrale, due esterni d’attacco, un terzino sinistro (con Emerson Palmieri che deve dimostrare di essere tornato al top dopo l’infortunio) e una valida alternativa a Dzeko.

4. I movimenti

La filosofia di gioco di Eusebio Di Francesco prevede una squadra corta, aggressiva, intensa e padrona del campo. I movimenti sono ben rodati, e sono quelli in cui, con cura maniacale del dettaglio, i giallorossi stanno lavorando in questi primi giorni di ritiro a Pinzolo.

Come detto, grandissima attenzione sarà riservata al lavoro degli esterni: i terzini sono chiamati a spingere tantissimo in fase offensiva (e l’acquisto di Karsdorp, in questo senso, è significativo), mentre quelli d’attacco – nelle idee del tecnico abruzzese – si muovono all’unisono, svariando sul fronte d’attacco e cambiando spesso posizione. Considerato anche il grande lavoro che viene chiesto al centravanti (e che Dzeko è in grado di dare) l’obiettivo è quello di non dare alcun punto di riferimento ai difensori.

Ai centrocampisti viene chiesto di verticalizzare subito, senza troppi passaggi orizzontali, per tenere alto il ritmo: diventa quindi fondamentale il ruolo del centrocampista con compiti più difensivi, che nel Sassuolo era Magnanelli e nella Roma sarà De Rossi. Idem per i difensori centrali: almeno uno dei due deve essere in grado di impostare l’azione in maniera precisa.

Infine, fondamentale anche l’applicazione del pressing alto, che è l’unica opzione attuabile quando, giocando in questo modo, si vuole fermare la ripartenza avversaria senza esporsi troppo al contropiede e all’inferiorità numerica.

Related Posts