Dopo la sconfitta in Supercoppa contro la Lazio, la Juventus è corsa prontamente ai ripari: dopo un’estate di trattative e ipotesi, i bianconeri si...

Dopo la sconfitta in Supercoppa contro la Lazio, la Juventus è corsa prontamente ai ripari: dopo un’estate di trattative e ipotesi, i bianconeri si sono decisi e hanno puntato su Blaise Matuidi, centrocampista trentenne in uscita dal PSG.

Dunque, la Juventus ha cercato di sistemare la situazione nel reparto che ha forse sofferto di più durante la finale di Supercoppa, anche se la sensazione è che Beppe Marotta possa ancora andare a caccia di un altro colpo prima del 31 agosto.

Matuidi è uno di quei calciatori che badano più alla sostanza che all’apparenza, un instancabile faticatore che però ha spesso fatto le fortune delle squadre in cui ha giocato, pur senza troppi fronzoli.

E, con l’arrivo del centrocampista francese, la Juventus potrebbe anche cambiare modulo di gioco: andiamo a scoprire come.

La svolta nella stagione della Juventus, lo scorso anno, fu il passaggio al 4-2-3-1, con lo spostamento di Mandzukic sulla sinistra e la costruzione di una squadra a trazione anteriore, ma sempre e comunque equilibrata; un modulo che, però, nel corso delle ultime due finali perse (quella di Cardiff senza dubbio più pesante rispetto a quella di qualche giorno fa) ha palesato tutti i limiti di un centrocampo a due.

E, se andiamo a vedere le prestazioni di Pjanic e Khedira nelle due partite incriminate, è evidente che i due centrocampisti bianconeri siano andati in sofferenza, sia contro il Real che contro la Lazio, soprattutto sul piano fisico, non essendo propriamente due corazzieri (il bosniaco meno ancora del tedesco).

Proprio per questo motivo, Matuidi potrebbe aiutare Allegri a passare al centrocampo a 3: soluzione percorribile anche utilizzando Marchisio, ma che avrebbe poi lasciato un vuoto in panchina. Così, ad oggi, il tecnico livornese potrebbe schierare con il centrocampo a 3 la sua squadra.

Il passaggio al 4-3-3, però, presupporrebbe almeno due problemi: il primo è quello della creazione del gioco. Lo scorso anno, era Bonucci, molto spesso a impostare l’azione, da dietro. Quest’anno, nel 4-2-3-1, il compito toccherebbe in prima battuta a Pjanic (salito molto spesso a prendere palla dai centrali) e poi anche a Dybala, che ha arretrato di diversi metri il suo raggio d’azione diventando una sorta di regista arretrato.

Passare al 4-3-3 significherebbe lasciare a Pjanic tutti i compiti di impostazione del gioco, e spostare Dybala sul versante sinistro, con Douglas Costa a destra. Secondo problema? Se la Juventus restasse così, schierando i 3 attaccanti, ci sarebbe paradossalmente troppa concorrenza: resterebbero fuori i vari Bernardeschi, Mandzukic e Cuadrado, una panchina anche troppo “di lusso”…

Per cui, più plausibile che il 4-3-3 possa essere solo una delle alternative a disposizione di Allegri. Nel 4-2-3-1, Matuidi porterebbe invece fisicità e supporto all’altro centrocampista, che avrebbe compiti più da regista.

Insomma, nessuna rivoluzione, ma solo altre alternative e un uomo molto prezioso per dare supporto a un centrocampo apparso fin qui affaticato.