Come funzionerebbe l’algoritmo per decidere la classifica della Serie A? Come funzionerebbe l’algoritmo per decidere la classifica della Serie A?
Il ritorno in campo della Serie A ha generato entusiasmo nei tifosi, e voglia di ripartire nelle squadre, che ora attendono con ansia la... Come funzionerebbe l’algoritmo per decidere la classifica della Serie A?

Il ritorno in campo della Serie A ha generato entusiasmo nei tifosi, e voglia di ripartire nelle squadre, che ora attendono con ansia la fatidica data del 20 giugno, quella in cui si dovrebbe tornare in campo con i recuperi delle partite rimaste in sospeso a marzo.

Non tutto, però, è stato ancora risolto.

Sulla ripartenza del campionato pesa infatti la spada di Damocle di un’altra possibile sospensione; in caso di giocatori trovati positivi, per ora non c’è una soluzione alternativa alla quarantena da 14 giorni per lui e per tutti i suoi contatti, e soprattutto, in caso di peggioramento della situazione a livello nazionale, esiste (anche se al momento nulla lascia presagire questa soluzione) la possibilità che non si riesca a portare a termine la stagione.

In quel caso, come ampiamente annunciato, ci sono due soluzioni di emergenza. La prima potrebbe essere quella di disputare playoff e playout, con formule ancora tutte da stabilire. La seconda, invece, è un vero e proprio scenario da incubo, quello della sospensione definitiva del campionato e dell’impossibilità di giocare le ultime partite rimaste.

E proprio riguardo questo secondo scenario, ieri pomeriggio il presidente della FIGC Gabriele Gravina, ai microfoni di Sky Sport, ha chiarito quello che potrebbe succedere:

In caso di stop definitivo ci sarà una cristallizzazione della classifica, bisognerà far ricorso a un algoritmo che tenga conto di diversi fattori, legati a elementi più oggettivi“.

Dunque, in caso di sospensione del campionato, l’idea sarebbe quella di non utilizzare la semplice classifica, per due motivi: il primo è che magari, nel momento della sospensione, non tutte le squadre potrebbero aver giocato lo stesso numero di partite.

Ma il problema sollevato dalla FIGC è un altro: se si sospende il campionato a tot giornate dal termine, qualcuno potrebbe avere un vantaggio rispetto ad altri, perché magari nelle ultime giornate avrebbe avuto un calendario più semplice, o perché magari potrebbe venir meno uno scontro diretto in cui una squadra indietro in classifica avrebbe potuto recuperare dei punti.

Insomma, l’algoritmo paventato da Gravina servirebbe per armonizzare la classifica e restituire una graduatoria più giusta, che dia peso a criteri più specifici che tenga conto di parecchi fattori.

Istruire un algoritmo del genere non sarà semplice. Potrebbero entrare in gioco tanti criteri, come il numero di partite giocate in casa e quelle in trasferta, la differenza reti, il numero di gol segnati. Ma quello che potrebbe essere determinante, potrebbe essere il tenere in considerazione maggiormente gli scontri diretti: l’algoritmo, infatti, potrebbe dare maggior peso ai punti conquistati contro le squadre più in alto in classifica, o magari dare più peso agli scontri diretti.

Insomma, certezze sul funzionamento di questo eventuale algoritmo non ce ne sono, ma noi di sicurezze ne abbiamo due: che nel caso in cui venisse utilizzato, ci sarebbero un mare di polemiche e che, appunto, speriamo che non ci sia mai bisogno di utilizzarlo.