Il momento della stagione è di quelli delicati, e tutte le partite cominciano a pesare, in tutte le competizioni. Nel corso dell’ultima settimana, il...

Il momento della stagione è di quelli delicati, e tutte le partite cominciano a pesare, in tutte le competizioni.

Nel corso dell’ultima settimana, il Manchester United ha affrontato tre sfide di fondamentale importanza, in 3 competizioni diverse: Fa Cup, Champions League e Premier League.

Huddersfield Town, Siviglia e Chelsea erano 3 ostacoli importanti e pesanti per la stagione dei Red Devils, e dei centrocampisti a disposizione di José Mourinho solo uno ha giocato tutte e tre le partite per tutti i 90 minuti.

Quello più improbabile tra tutti, forse: Scott McTominay, il ragazzino venuto fuori solo di recente e da qualche settimana entrato stabilmente nella squadra titolare o comunque tra le prime alternative del tecnico portoghese dello United.

Ma chi è Scott McTominay e – soprattutto – per quale motivo José Mourinho lo ritiene così importante?

I più maligni dicono che l’impiego del centrocampista classe 1996 sia solo un modo per lanciare un messaggio a Paul Pogba, che sembra aver ingaggiato una vera e propria guerra con il suo allenatore (una guerra che Mourinho sembra ben disposto a combattere).

In quest’ottica, l’impiego di McTominay sembrerebbe una sorta di messaggio di Mourinho a Pogba: glielo ha preferito in FA Cup, con l’Huddersfield, quando una febbre molto sospetta ha bloccato il francese. E lo aveva mandato in campo nella sfida caldissima di Siviglia, una sfida che Pogba non avrebbe probabilmente giocato se, dopo pochi minuti nel primo tempo, Ander Herrera non si fosse fatto male.

A ben vedere, infatti, Scott McTominay è proprio l’opposto di Pogba, in campo e fuori. Un ragazzo normale, con un taglio di capelli ordinario, zero tatuaggi in vista, poche parole e tanta sostanza. Mandare in campo lui, in fondo, potrebbe anche essere davvero un segnale per il titolare pagato a caro prezzo.

Ma è stato lo stesso Josè Mourinho a spiegare perché McTominay abbia cominciato a giocare e soprattutto perché sia rimasto in campo. Perché il giovane centrocampista è in grado di fare più cose nella stessa partita, pur senza eccellere in qualcosa di particolare. Perché sembra il prototipo di un perfetto soldato disposto a sacrificarsi per il suo allenatore.

McTominay, nelle ultime due partite giocate, ha avuto da Mourinho un compito particolare e specifico: disturbare il più possibile la manovra avversaria e incollarsi agli uomini chiave di Siviglia e Chelsea, vale a dire Banega e Hazard. Entrambi, alla fine dei conti, sono stati annullati, e Hazard, ieri, è uscito addirittura dal campo al 73′, tolto da un Conte che non riusciva a cavare niente di buono dal fantasista belga.

Ha messo a disposizione quantità e sostanza, McTominay, senza mettersi troppo in mostra, come da carattere. Qualcuno ha azzardato il paragone con Paul Scholes, un paragone che per ora però può limitarsi solamente alla timidezza, ai chilometri percorsi e al ruolo ricoperto. Troppo presto per dire se davvero McTominay potrà ripercorrere quelle ingombranti orme.

Non sappiamo se José Mourinho si fidi davvero del ragazzo o se lo mandi in campo solo per far svegliare Paul Pogba. Ma le parole pronunciate dal portoghese dopo la partita di Siviglia – sempre che siano sincere – dimostrano tutta la fiducia che lo Special One nutre nei confronti del suo nuovo protetto.

Sembrava un veterano, un giocatore con grande maturità, con senso tattico e senso di responsabilità, bravo palla al piede e nel pressing. Sembrava un giocatore con decine di partite di Champions League alle spalle.

Un giocatore fantastico come Banega non è riuscito a dimostrare il suo valore, perché non aveva lo spazio per fare quello che sa fare“.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro