Che succede alla Germania? Che succede alla Germania?
Dopo il disastroso Mondiale in Russia, qualcuno aveva pensato che tutto sarebbe tornato immediatamente come prima. Uscita in un girone non proprio impossibile, con... Che succede alla Germania?

Dopo il disastroso Mondiale in Russia, qualcuno aveva pensato che tutto sarebbe tornato immediatamente come prima.

Uscita in un girone non proprio impossibile, con Messico, Corea del Sud e Svezia, la squadra di Löw aveva guardato con speranza e fiducia all’inizio della nuova Nations League, seppur in un raggruppamento parecchio complicato come quello con Francia e Olanda.

D’altronde, hanno pensato in tanti, è pur sempre la Germania: i Campioni del Mondo del 2014 in breve tempo sono diventati un modello cui guardare, una fabbrica continua di giovani talenti pronti a sbocciare e crescere, un archetipo di gioco da ammirare, con quella sorta di “Tiki-Taken” che aveva incantato tutti.

E invece, le prime due partite della Germania in Nations League si sono rapidamente trasformate in un incubo, con lo spettro dell’onta della retrocessione in Lega B pronto a palesarsi.

All’esordio, uno scialbo 0-0 contro la Francia, ieri, ad Amsterdam, il rumoroso e fragoroso capitombolo contro un’Olanda che per una notte è sembrata tornare ai fasti di un paio di lustri fa. La squadra di Löw è uscita dal campo con le ossa rotte dopo un 3-0 senza appello, che ha ufficialmente aperto la crisi.

Due soli gol segnati nelle ultime 5 uscite ufficiali, quelli nel match vinto contro la Svezia – miracolosamente – ai Mondiali e una statistica che fa paura: nelle ultime 5 partite, per segnare quei due gol la Germania ha avuto bisogno della bellezza di 107 tiri.

Mai, inoltre, nella sua storia, la Germania era rimasta a secco per tre partite di fila.

Sulla graticola sono finiti Löw, naturalmente, e gli attaccanti: la difficoltà a trovare la porta si può spiegare anche con quelle di Timo Werner, che da quando è stato investito del ruolo di centravanti titolare non ha mai trovato la porta con continuità, anzi. E ieri il CT tedesco è stato quasi costretto a sperimentare, con Werner spostato sull’esterno e il “vecchio” (27 anni) Mark Uth messo al centro dell’attacco.

Esperimento fallito, e crisi ufficialmente aperta. L’addio polemico di Mesut Ozil ha tolto fantasia e forse serenità alla squadra, e ora la Germania ha bisogno di ritrovare se stessa. Non possiamo parlare di crisi di un movimento, perché i giocatori di talento sono pur sempre lì da vedere, e per giudicare davvero dovremo forse aspettare la prossima grande manifestazione internazionale.

Nel frattempo, il primo a pagare potrebbe essere proprio Löw, che ha detto serenamente di essere pronto anche all’esonero. Di sicuro, in Germania non staranno con le mani in mano a vedere la loro nazionale affondare e ritornare nell’oblio.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro