Football Manager è da sempre uno dei metodi migliori per andare a caccia di giovani talenti e calciatori pronti a esplodere. E sono in...

Football Manager è da sempre uno dei metodi migliori per andare a caccia di giovani talenti e calciatori pronti a esplodere.

E sono in tanti che, utilizzando il popolarissimo gioco manageriale calcistico, si divertono a scovare i giovani calciatori che saranno protagonisti del calcio del futuro.

Internet è pieno di liste stilate da utenti di ogni parte del mondo, che mettono a disposizione la loro esperienza per cercare di capire quali siano i giovani con il potenziale di crescita più elevato.

Ma cosa succede se andiamo a tirare fuori le liste dei giovani talenti di Football Manager a 10 anni di distanza?

Oggi ci è capitata tra le mani questa lista di 68 giovani “wonderkids” di Football Manager 2008: quanti di questi giocatori hanno mantenuto le promesse? E quanti invece si sono letteralmente persi per strada?

Analizziamo la lista, ruolo per ruolo, per vedere chi ce l’ha fatta e chi no, a distanza di 10 anni. Partiamo dai portieri.

Tra i quattro consigliati, quello con la carriera migliore sembra essere stato Igor Akinfeev. C’erano anche l’argentino Oscar Ustari (erroneamente indicato come italiano) che ha giocato tutta la carriera in patria mettendo insieme anche qualche presenza con l’albiceleste, e un portiere visto anche in Italia, ma quasi mai in campo: Nikolaj Mihajlov, che era passato anche da Verona, e ha poi chiuso la carriera in Turchia, al Mersin İdman Yurdu.

Andiamo a vedere la lista dei difensori.

Alcuni di questi sono diventati campioni di livello internazionale: Sergio Ramos, Marcelo, Chiellini, Bale (che però nel frattempo ha cambiato ruolo); qualche gradino sotto i vari Kompany, Criscito, per qualche anno – prima di ritirarsi e finire a fare il rapper – Drenthe.

C’erano anche altri due italiani: Lorenzo De Silvestri e soprattutto Paolo Hernan Dellafiore, la cui ultima apparizione è con la maglia del Latina. Da segnalare anche Breno, finito in carcere per aver dato fuoco alla sua casa, e Matias Cahais, difensore argentino finito negli ultimi anni tra Colombia e Messico.

Oltre, naturalmente, al mitologico Anthony Vanden Borre, che prometteva di diventare un campione, e invece qualche mese fa si fece quasi arrestare per aver simulato un allarme bomba in aeroporto.

Passiamo ora al centrocampo.

Qui, quello che sembra aver fatto meglio di tutti sembra essere sicuramente Cesc Fabregas, all’epoca 20enne all’Arsenal. Poi, i vari Javi Martinez, Gago, Banega, tutti con carriere sicuramente oneste, così come Obi Mikel.

Fabrice Muamba ha avuto una solida carriera in Inghilterra, prima di rischiare la vita: ebbe infatti un arresto cardiaco in campo, salvandosi quasi per miracolo. Ignacio Camacho ha giocato per anni al Malaga, prima di approdare quest’anno al Wolfsburg.

Denilson, solo omonimo del brasiliano più famoso, ha giocato con l’Arsenal per diversi anni, poi ha preso la strada dei petrodollari: all’ultimo aggiornamento era negli Emirati, all’Al-Wahda.

Una delle storie più interessanti è però senza ombra di dubbio quella di Stephen Sunday Obayan, semplicemente Sunny. Il centrocampista nigeriano, che non ha mai trovato spazio a Valencia, ha poi girato il mondo: Israele, Bulgaria, Turchia, MLS.

Miguel Veloso e Dessena li abbiamo ammirati in Italia, Michael Johnson si è ritirato per i tantissimi infortuni che ne hanno distrutto la carriera. Adrien Silva, dopo diversi anni allo Sporting, è arrivato quest’anno in Premier al Leicester.

Andiamo a scoprire altri nomi, tra le seconde punte.

Il primo della lista è Leo Messi, il cui talento era già abbastanza evidente 10 anni fa. Troviamo poi un altro prodotto della cantera blaugrana che non ha però avuto la stessa carriera di Messi: Iago Falque.

Tanto, tantissimo talento, non sempre messo a frutto, in questa lista: se Di Maria e Mata sono riusciti a trovare una certa continuità, così come Nasri (eccezion fatta per gli ultimi anni), meno fortuna hanno avuto i vari Menez, Ben Arfa, Mati Fernandez, una specie di club di “belli e dannati”.

Ivan Rakitic ha fatto un passo indietro e ora può essere considerato uno dei centrocampisti più solidi e continui d’Europa.

Storia bellissima è quella di Lulinha: il brasiliano, dopo essere finito anche alla meno nota Red Bull Brasil, è stato avvistato l’ultima volta in Corea del Sud, con la maglia del Pohang Steelers.

Ismael Aissati, dopo esperienze non proprio fortunate in Olanda, ha girato l’Europa: attualmente gioca al Balıkesirspor Spor Kulübü, seconda serie turca. Fran Merida, dopo aver fallito all’Arsenal, è tornato in patria, in Spagna, ha giocato 2 anni in Brasile all’Atletico Paranaense e attualmente gioca in Segunda Division con l’Osasuna.

Tarik Elyounoussi, invece, quest’anno ha giocato anche in Champions League, con la maglia del Qarabag.

Passiamo agli attaccanti, adesso.

Benzema, Higuain, Alexis Sanchez, Aguero, Cavani e…Okaka!

Un po’ di tutto in questa lista di centravanti, con alcuni, come detto, che sono diventati veri e propri fenomeni, altri che invece si sono persi per strada.

Giuseppe Rossi e Pato potevano far parte di quella lista di fenomeni, ma sono stati frenati dagli infortuni. Theo Walcott resta abbastanza enigmatico, così come Bojan, che ha avuto una carriera decisamente altalenante.

Adesso, però, scendiamo nel paranormale: Kerlon, detto Foquinha, era approdato anche in Italia, con Chievo e Inter, ma si è dimostrato immediatamente poco adatto al calcio europeo. Dopo di che, è partito per un giro del mondo clamoroso, che ha toccato Giappone, Malta, Russia, e infine Slovacchia, prima del ritiro arrivato qualche mese fa.

Anthony Stokes è finito all’Hibernian (e non ha mai imparato a segnare), Federico Laurito è passato dall’Italia (Udinese, Livorno e Venezia con 9 presenze in tutto) , poi 9 presenze con l’Empoli, poi infine tornato in Argentina a svernare.

Cristian Nazarit – se vi state chiedendo chi sia, non lo sappiamo nemmeno noi – ha avuto un’onestissima carriera in Colombia (anche con il Deportivo Pasto, nome bellissimo).