Nell’anno del Signore 2007 (più di dieci anni fa, per ricordarvi quanto siete e siamo vecchi) il magazine calcistico World Soccer Magazine stilò la...

Nell’anno del Signore 2007 (più di dieci anni fa, per ricordarvi quanto siete e siamo vecchi) il magazine calcistico World Soccer Magazine stilò la sua abituale lista dei giovani talenti del mondo del calcio, quelli che, secondo le loro previsioni, sarebbero diventati vere e proprie stelle, campioni affermati.

Quindi, secondo le previsioni, a distanza di anni, ora i nomi di quella lista dovrebbero essere campioni conosciuti da tutti e dovrebbero avere carriere luminose. Ecco, non proprio. Andiamo a scoprire chi erano i 10 talenti inseriti nella lista di World Soccer Magazine, e scopriamo soprattutto che fine abbiano fatto: qualcuno ha mantenuto le promesse, altri invece sono spariti dai radar. 

1 – Sadick Adams (Attaccante, Atletico Madrid/Ghana)

Nel novembre del 2007 l’Atletico Madrid vinse una spietata battaglia per assicurarsi le prestazioni di questo giovane attaccante classe 1990, che aveva incantato tutti ai mondiali Under 17 che si erano svolti in quel periodo.

Adams cominciò ad allenarsi con le riserve dei Colchoneros, ma la FIFA aveva fatto sapere che gli extracomunitari under 18 non avevano la possibilità di firmare trasferimenti, per cui la firma ufficiale arrivò solo qualche mese dopo. Di lui si parlava benissimo, si diceva che sarebbe diventato un crack di livello mondiale. Dal 2008 in poi, però, di lui si ricorda solamente una lunghissima girandola di prestiti: Vojovodina, poi Tunisia, Arabia Saudita, il ritorno in patria, in Ghana, al Berekum Chelsea, e poi nel 2013 in Oman.

Insomma, ad oggi nessuno si ricorda di lui e di che fine abbia fatto. Nei meandri di internet abbiamo scoperto che oggi gioca di nuovo in Ghana, sempre al Berekum Chelsea. Non proprio la carriera che ci si aspettava facesse il ragazzo, ma così va la vita, per tutti.

2 – Ismail Aissati (Centrocampista, PSV/Olanda)

Ismail Aissati, olandese di chiare origini marocchine, viene fuori dalle giovanili del PSV e, all’alba del 2007 sembra essere una promessa di quelle destinate a brillare. Si mette in mostra agli Europei Under 21 del 2006, dove viene eletto nella miglior squadra della manifestazione. In effetti il ragazzo, nel 2005, a 17 anni, aveva già fatto il suo debutto in Champions League, diventando il giocatore olandese più giovane ad aver mai disputato una partita nella massima competizione europea per club.

Nel 2008 viene acquistato dall’Ajax, mossa che sembra preannunciare il decollo ufficiale della sua carriera: curiosità, solo 3 giocatori prima di lui si erano trasferiti dal PSV all’Ajax. Viene tormentato da un infortunio al ginocchio che gli fa perdere gran parte della prima stagione all’Ajax, ma non troverà mai veramente grande spazio. Comincia a girare in prestito tra Vitesse, Turchia (Antalyaspor) prima di giocare per 3 anni in Russia con la maglia del Terek Grozny, che lo acquista dai turchi per una cifra intorno ai 3 milioni di euro.

Dopo 3 stagioni buone ma non eccellenti con la maglia dei russi, non gli è stato rinnovato il contratto e proprio pochi giorni fa ha deciso di tornare in Turchia, dove indosserà la maglia dell’Alanyaspor.

3 – Alexandre Pato (Attaccante – Milan/Brasile)

Bè, qui non dovreste avere bisogno di presentazioni, ma solo di ricordi, rimorsi e rimpianti. Perché noi, in Pato, ci avevamo creduto davvero, e dal suo talento disarmante eravamo stati abbagliati e ammaliati, sedotti e poi tristemente abbandonati.

Quando nel 2007 sbarcò a Milano, con la maglia rossonera, pagato la bellezza di 22 milioni di euro, il piccolo Papero stupì subito tutti. I paragoni si sprecarono e per qualcuno, vista anche la nazionalità in comune, Pato fu, per un breve periodo di tempo, la cosa più vicina a Ronaldo, il Fenomeno. Con le dovute proporzioni, ovviamente. Le prime stagioni al Milan lasciano intravedere grandi sprazzi di talento, reti e purtroppo qualche infortunio. Ma sarà ancora poco rispetto a quello che vedremo dopo.

Dal 2011, infatti, per Pato comincia un vero e proprio calvario, che lo costringerà a giocare solamente 25 partite in due anni. Dopo una breve storia con Barbara Berlusconi, nel 2013 torna al Corinthians, per poi essere ceduto in prestito prima al San Paolo e poi al Chelsea, senza però mai trovare fortuna. Adesso è pronto all’ennesima nuova avventura, forse l’ultima chance di riscossa: quest’anno giocherà in Liga con la maglia del Villareal. E noi, sotto sotto, speriamo ancora che questo possa essere il suo anno…

4 – Anderson (Centrocampista, Manchester United/Brasile)

Classe 1988, Anderson Luís de Abreu Oliveira era considerato uno dei talenti più luminosi della sua età, tanto da convincere un mostro sacro della panchina come Alex Ferguson a portarlo al Manchester United. Nel 2004 debutta nel calcio professionistico in Brasile, con la maglia del Gremio, per poi trasferirsi in Europa nel 2006: a portarlo nel Vecchio Continente è il Porto.

Nell’estate del 2007 sbarca in Inghilterra, dove il Manchester United, per assicurasene le prestazioni, sborsa la bellezza di 31 milioni di euro. Ferguson decide di impostarlo come centrocampista centrale (“E’ l’erede di Roy Keane”, dirà una volta, non proprio lucidamente, forse) nonostante Anderson avesse quasi sempre giocato da trequartista. E così, piano piano, la stella del brasiliano comincia a spegnersi. Dopo un centinaio di apparizioni con la maglia dei Red Devils, una fugace apparizione in prestito in Italia, con la maglia della Fiorentina (6 partite non propriamente indimenticabili).

Nel febbraio del 2015 i brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre decidono di investire su di lui, che ormai in Europa non trova più spazio. 8 apparizioni con la maglia della nazionale verdeoro, sufficienti a fargli vincere la Copa America nel 2007.

5 – Giovani dos Santos (Centrocampista offensivo, Barcellona/Messico)

Se non vi siete innamorati almeno una volta nella vita di Giovani dos Santos, allora non vi vogliamo nemmeno conoscere. Messicano (ma di origini chiaramente brasiliane) classe 1989, per un breve periodo di tempo questo ragazzo è sembrato poter diventare l’erede di Ronaldinho al Barcellona (forse più per una somiglianza fisica che per altro, in effetti).

Cresce proprio nella cantera del Barcellona, prima di venire aggregato alla prima squadra tra il 2006 e il 2007. Con la maglia dei catalani però non trova per niente spazio, e nel 2008 il Tottenham decide -improvvidamente- di puntare su di lui e lo porta in Inghilterra. Con la maglia degli Spurs, alla sua prima esperienza, giocherà solamente 6 volte, prima di essere ceduto in prestito all’Ipswich Town prima, e poi al Galatasaray e al Racing Santander, in una sorta di Interrail calcistico d’Europa.

Dopo altre due esperienze non propriamente indimenticabili al Maiorca e al Villareal, decide di giocarsi la carta statunitense: nel 2015 si trasferisce ai Los Angeles Galaxy, dove sembra aver trovato la sua dimensione e gioca e segna con continutità. Certo, nel 2007 sembrava davvero un fenomeno.

6 – Gareth Bale (Centrocampista/Attaccante, Tottenham/Galles)

Ecco, finalmente ne abbiamo trovato uno per il quale non abbiamo bisogno di scandagliare tutto il web per scoprire che fine abbia fatto. In effetti, di questa lista, potremmo dire che è quello che ha fatto la fine migliore. Ad oggi Gareth Bale è senza ombra di dubbio uno dei migliori giocatori del mondo, recentemente ha vinto la Champions League e ha portato il suo Galles addirittura alla semifinale degli Europei. Difficile chiedergli di più.

Nel 2007, quando venne inserito in questa famigerata lista, si era appena trasferito al Tottenham, dove comincia a mettersi in mostra come terzino sinistro, mostrando però, sin da subito, una tendenza alla galoppata che, nel corso della sua carriera, lo porterà a ricoprire il ruolo di esterno offensivo prima e poi, addirittura, anche di centravanti, come fatto con il Galles agli scorsi campionati europei.

Dopo 146 presenze e 42 gol con la maglia del Tottenham, il Real Madrid decide di puntare su di lui e farne un Galactico: la cifra sborsata dagli spagnoli per accaparrarselo è di tutto rispetto, intorno ai 100 milioni di euro. Soldi ben spesi, dal primo all’ultimo, per un giocatore speciale.

7 – Sergio Aguero (Attaccante, Atletico Madrid/Argentina)

Un altro che le promesse sembra averle mantenute. Nel 2007 il diciannovenne Sergio Aguero sembrava destinato a fare grandi cose, e in effetti grandi cose le ha fatte, almeno a livello di numeri: con le maglie di Atletico Madrid prima e Manchester City poi, l’attaccante argentino ha sempre avuto un grandissimo feeling con il gol, dimostrandosi e confermandosi come uno dei bomber più letali di questi anni.

Rapido, veloce, sgusciante, ma anche potente e con un fiuto del gol con pochi paragoni: El Kun è un attaccante moderno e versatile, nato seconda punta ma trasformatosi lentamente in terminale offensivo. Nato calcisticamente nell’Independiente, nel 2006 viene portato in Europa dall’Atletico Madrid che, per qualche strano caso del destino (o forse non solo quello) sembra avere un fiuto particolare per gli attaccanti.

Nel 2011 il Manchester City punta su di lui come terminale offensivo principale, sborsando 45 milioni di euro (e 10 milioni all’anno per lui). Soldi che sono stati ampiamente ripagati dalle valanghe di reti segnate dal Kun.

8 – Bojan Krkic (Attaccante, Barcelona/Spain)

Con Bojan Krkic, invece, torniamo a note dolenti e promesse mai mantenute. Classe 1990, origini serbe, cresciuto, sin dalla tenera età di 9 anni, nella cantera del Barcellona. Dal 2007, anno del famigerato listone, fino al 2011, ha vestito proprio la casacca blaugrana, senza mai trovare però grande spazio e raccogliendo le briciole dei suoi compagni più famosi.

Nel 2007 diventa il più giovane esordiente della storia della Champions League (a 17 anni e 25 giorni), e batte tutti i record di precocità del Barcellona. Con Guardiola, poi, però, trova sempre meno spazio, fino al 2011, quando viene ceduto alla Roma per 12 milioni di euro. Molti si aspettavano che in Italia Bojan potesse trovare la sua dimensione ideale invece, sia alla Roma sia al Milan, dove si trasferirà per un breve periodo, tradirà tutte le attese.

Un breve passaggio in Olanda, all’Ajax, dove segna solo 4 reti in 24 presenze, nonostante l’Eredivisie non sia proprio il campionato più difficile dell’Universo, poi il trasferimento allo Stoke City. Insomma, non proprio la carriera di uno che si pensava dovesse diventare tra i migliori al mondo.

9 – Breno (Difensore, San Paolo/Brasile)

Breno Vinicius Rodrigues Borges, classe 1989, è stato a lungo considerato l’erede di Lucio. Inizia la sua carriera in Brasile, appunto, dove si mette in evidenza nelle giovanili del San Paolo: a detta della critica e della stampa sportiva è unanimemente uno dei migliori difensori brasiliani del futuro.

I top club europei si lanciano su di lui, il Real Madrid si tira indietro perché viene fuori una storia secondo cui il ragazzo non abbia poi l’età che dichiara di avere. Alla fine della telenovela, nel 2008 è il Bayern Monaco a vincere la concorrenza e a portarsi a casa il ragazzo. Non sarà un’esperienza indimenticabile, diciamo così, tanto da venire ceduto in prestito al Norimberga.

Nel frattempo, però nel 2011 si rende protagonista di una vicenda clamorosa: appicca fuoco alla sua abitazione e viene condannato a 3 anni e 9 mesi di carcere, venendo poi rilasciato dopo un anno circa per buona condotta. Dopo essere uscito dalle patrie galere, nel 2015 torna in Brasile e firma un contratto con il San Paolo. Qualcuno sta ancora aspettando che sbocci definitivamente. La sua parentesi da galeotto ce lo fa apprezzare ancora di più, in ogni caso.

10 – Gerardo Bruna (Centrocampista offensivo, Liverpool/Argentina)

Scommettiamo che lui invece non ve lo ricordate nemmeno? Gerardo Bruna, mancino fatato, argentino classe 1991, cresciuto nelle giovanili del Real Madrid e passato proprio nel 2007 al Liverpool, con grandissime aspettative. Ovviamente tutte tradite.

Era considerato talmente tanto forte che, negli ultimi anni nelle giovanili del Real, si era addirittura guadagnato il soprannome di “Messi di Madrid”, che, da quelle parti, dovrebbe anche essere considerata quasi una bestemmia. Nel 2007 comunque, il Liverpool puntò su di lui e il ragazzo, affascinato dalla tradizione e dalla storia dei Reds, accettò senza esitazione alcuna.

Avventura naufragata prima di cominciare e classica trafila di occasioni per provare a rilanciare una carriera che comincia ad andare verso il precipizio: Blackpool, Huesca, Tranmere Rovers, Whitehawk, Accrington Stanley, fino all’avventura che sta vivendo in questo momento: Gerardo Bruna, da Messi del Real Madrid, si è trasferito in Canada, dove gioca per gli Ottawa Fury, che giocano nella derelitta NASL.

Insomma, non proprio una carriera luminosa.