Champions League: la preview dei gironi Champions League: la preview dei gironi
Con il sorteggio di Champions League di ieri, adesso ci siamo davvero, adesso siamo veramente pronti per partire anche in Europa: una nuova stagione... Champions League: la preview dei gironi

Con il sorteggio di Champions League di ieri, adesso ci siamo davvero, adesso siamo veramente pronti per partire anche in Europa: una nuova stagione di mischie, baruffe, calcioni, spintoni, abbracci, cartellini e urla selvagge è alle porte.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova stagione Europea? Quali saranno i delinquenti che allieteranno i nostri martedi e mercoledi, facendoci litigare con famiglie, mogli, fidanzate, quando saremo costretti a scegliere tra la visione di Ludogorets-Basilea oppure l’adempimento dei nostri doveri coniugali?

Scopriamo i gironi usciti dall’urna della sempre sobria Montecarlo, tra palline cascate per terra, bestemmie dei dirigenti in platea e sospetti di combine.

GRUPPO A (Atletico Madrid, Juventus, Olympiakos, Malmo)

I tifosi juventini hanno seguito il sorteggio con una mano al telecomando e una sui testicoli: la gestione Allegri è iniziata sotto auspici neri, con in più la notizia dell’infortunio di Pirlo giunta poche ore prima del sorteggio. Il sospetto di poter beccare Real Madrid, Bayern Monaco e Barcellona nel gruppo era più che legittimo. Va meglio ai bianconeri, con un girone quantomeno delinquente. L’Atletico Madrid, squadra che noi tutti abbiamo imparato a conoscere, verrà ad esportare criminalità in Italia. Simeone tornerà a Torino, dove mise a segno il gol scudetto nell’anno del tricolore laziale: immaginiamo verrà accolto trionfalmente.

Altro ritorno a Torino, il mai abbastanza rimpianto Tiago Mendes, funambolico e dinamico centrocampista portoghese per la cui partenza ogni giorno i tifosi juventini si stracciano le vesti. L’Olympiakos, dovreste saperlo, è garanzia di qualità: al Pireo ogni partita a rischio, e i tanti giocatori fumantini in rosa tra i greci dovrebbero assicurare delinquenza a secchi. Un nome su tutti: quell’Holebas che abbiamo potuto ammirare ai Mondiali con la Grecia con tutti i suoi criminalissimi tatuaggi. Chiude il girone il Malmoe: se questi non menano, che ci stanno a fare in Champions?

GRUPPO B ( Real Madrid, Basilea, Liverpool, Ludogorets)

Inutile prenderci in giro. Da questo sorteggio, volevamo sapere solo una cosa. Dove avrebbe giocato il Ludogorets, dove avrebbero cercato di sfangarla con un difensore in porta? Ebbene, il magnanimo dio del Pallone ci ha regalato un’altra storia da libro Cuore. Gli sfanganti bulgari reciteranno al Bernabeu. Poi, siccome il sopracitato dio del Pallone è, a voler esser buoni, un simpatico burlone, torneranno a casa con 12 gol sul groppone tra andata e ritorno con le merengues, ma a noi va bene uguale. Chiudono il girone Basilea e Liverpool. Sapete cosa vuol dire, si? Se fino al 22 ottobre non avrà tirato freccette negli occhi a qualcuno o dato fuoco a qualcosa, Mario Balotelli si dovrebbe trovare di fronte a Pepe. Non dobbiamo certo essere noi a dirvi quanto male potrà finire.


GRUPPO C ( Benfica, Zenit, Bayer Leverkusen, Monaco) 

Quando guidi un’organizzazione come l’UEFA, complicata, una grossa macchina burocratica, tante cose da fare, gli intoppi sono sempre all’ordine del giorno. E quindi possono capitare anche cose come questa, ovvero sorteggiare un gruppo di Europa League il giorno del sorteggio di Champions. Ma a noi sta bene uguale, non preoccupatevi. Se proprio dobbiamo dirvelo, il Benfica attira molte delle nostre simpatie, un’allegra combriccola di sciagurati delinquenti sudamericani e balcanici che dovrebbero farvi divertire. Sperando che nessuno porti via capitan Luisao che di mazzate non ne ha mai fatte mancare.

Certo, anche lo Zenit non scherza, guidato dal solito Hulk, che durante i preliminari abbiamo visto un pochino in sovrappeso (non andate a dirglielo in faccia se lo incontrate per strada, comunque, intesi?). Ma tra i russi spiccano anche le individualità delinquenziali di Garay, di Salomon Rondon e di Anatolij Tymoščuk. Aggiungeteci il fatto che un po’ a tutti girano le palle di andare a giocare fino in Russia, e capirete come ogni partita sarà a rischio botte. Neanche il Monaco scherza, ma se ci vendono Radamel Falcao rischiano di perdere un pochino di mordente. Speriamo bene.

GRUPPO D (Arsenal, Borussia Dortmund, Galatasaray, Anderlecht)

Deve esserci un patto di sangue, un accordo segreto, un qualcosa che a noi sfugge: per il cinquantanovesimo anno consecutivo Arsenal e Borussia Dortmund sono nello stesso girone di Champions League. L’Arsenal si affiderà ancora una volta al talento di quelli davanti, Ozil e Sanchez su tutti, e alle preghiere alla Madonna di Pompei per rimanere tutti sani almeno per qualche mese. Madonna di Pompei che era evidentemente in vacanza la settimana scorsa quando Giroud si è spappolato una gamba. Il Borussia Dortmund, quando avrà finito di insultare parenti prossimi e lontani di Lewandowski fuggito al Bayern, e quando avrà finito di compilare il dizionario Immobile-Italiano-Tedesco, proverà ancora una volta a dare l’assalto alla Coppa. Con Hummels e Subotic dietro, d’altronde, nessun traguardo è precluso, nemmanco la galera per percosse.

E poi c’è il Galatasaray, per dio. Che, ricordiamolo,  è qui perchè il Fenerbahce campione di Turchia è squalificato dalla UEFA perchè nel 2011 qualche suo dirigente venne coinvolto in un caso di calcioscommesse. Ordinaria amministrazione turca. Felipe Melo è atteso a un girone da protagonista: meno di due cartellini rossi non li accettiamo. L’Anderlecht si candida al ruolo di vittima sacrificale, e quando devi andare a giocare a Istanbul c’è il rischio che possa non essere solamente una frase fatta.

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GRUPPO E (Bayern Monaco, Manchester City, CSKA Mosca, Roma)

Ha commentato Dante, non quello del Bayern, quello che voleva farsi Beatrice: “Ho visto gironi migliori”. Non c’è che dire, ai giallorossi poteva andare peggio: al posto del CSKA potevano infatti capitare gli alieni di Space Jam. Una delegazione della Roma, capitanata da Radja Nainngolan, si è comunque immediatamente recata in Vaticano per andare a chiedere conto di tutto ciò direttamente ai pezzi grossi. Attendiamo il responso.

Interessante anche l’immediato ritorno di Benatia all’Olimpico, dopo il pacifico e sereno divorzio: immaginiamo sarà accolto come un tifoso del River ad una rimpatriata di vecchi amici del Boca. Il City proverà un’impresa riuscita a poche altre squadre al mondo: cannare l’ennesima edizione di Champions League nonostante la vagonata di milionazzi spesa ogni anno. In ogni caso, seguire le gesta del micio Demichelis in terra europea è sempre interessante, specie nella trasferta da ex all’Allianz Arena. Il CSKA, come tutte le squadre russe, è rognoso e non disdegna di partecipare alla rumba in caso di situazioni tese. Girone che si preannuncia pirotecnico.

GRUPPO F (Barcelona, PSG, Ajax, Apoel Nicosia)

Con il Malmoe al posto dell’Apoel Nicosia, poteva essere un girone tutto targato Ibrahimovic, con tutte le squadre del suo passato. Certo, avete ragione. Con le squadre che ha cambiato il nostro Ibra ci si potrebbe organizzare un campionato intero, quindi la cosa non è molto significativa. In ogni caso, siamo curiosi dell’accoglienza che gli verrà riservata al Camp Nou. Il neoacquisto Suarez salterà purtroppo le prime partite del girone, ma ci dovrebbe essere per il tesissimo Barca-PSG all’ultima giornata. Ah, vero, anche Suarez era passato da Amsterdam.

L’Ajax, appunto. Non è più la temibile armata degli anni ’90, e a tutti noi amanti del football nostalgia questo un po’ dispiace. La banda di ragazzini di De Boer però ha talento, e sotto sotto noi tutti speriamo possa fare qualche scherzetto alle due big. L’Apoel Nicosia, invece, sotto sotto speriamo possa delinquere e rifilare mazzate a destra e a manca a tutti per sopperire alle carenze tecniche del suo organico. Rafik Djebbour, l’attaccante algerino bomber della squadra, va tenuto d’occhio, più per le sue scapocciate che per i suoi gesti tecnici, in realtà.

GRUPPO G (Chelsea, Schalke 04, Sporting Lisbona, Maribor)

Altra incrollabile certezza in questa vita avara di sicurezze: il culo del Chelsea e quello di Mourinho. Girone abbordabilissimo per i Blues, che proprio in questi giorni hanno saputo di dover fare a meno del loro primo delinquente, ops, prima punta, Diego Costa, per almeno 6 settimane. Poco male, l’urna è stata quantomeno benevola. Lo Schalke, invece, potrebbe per davvero menare come il Demonio. Kevin Prince Boateng, Choupo-Moting, Farfan. E dietro ci sono Howedes e Matip, che complimenti non ne hanno mai fatti. Insomma, a Gelsenkirchen sarà difficile passare senza rimetterci almeno un piede.

Lo Sporting è la classica squadra portoghese che noi che vediamo il calcio in un certo modo non riusciamo a digerire: tante ali, trequartisti, fantasisti, gente che cerca prima il numero e poi la sostanza. E il ritorno a casa di Nani è eloquente in tal senso. Per questo motivo, almeno in partenza, non avranno le nostre simpatie. Se poi sapranno delinquere, faremo ammenda.
Il Maribor, invece, ha già conquistato un pezzettino del nostro cuore sfangando la qualificazione al Celtic Park: partita di sofferenza, assedio sopportato con pazienza, golletto casuale e perdite di tempo a gogo fino al triplice fischio finale. Occhio a Marco Tavares, uno con la faccia giusta, ovvero quella della persona che non vorresti mai e poi mai incontrare nella vita di tutti i giorni.

GRUPPO H (Porto, Shakhtar, Athletic Bilbao, BATE)

Anche il Porto può ringraziare i suoi santi in paradiso per il sorteggio: non solo era inspiegabilmente in prima fascia, ma ha anche beccato la più debole della seconda fascia e una banda di scappati di casa in quarta fascia, dove si nascondeva comunque qualche insidia. Nel Porto sta iniziando a farsi vedere Bruno Martins Indi, passato alla storia durante i Mondiali per quei suoi occhi spiritati, ma che sul campo di calcio è un pericolo ambulante, uno che può far succedere qualcosa di clamoroso praticamente ad ogni respiro. Attendiamo fiduciosi.

Lo Shakthar, per la difficile situazione della sua regione, deve fare attenzione prima alla pellaccia, e poi deve cercare di trattenere i brasiliani che, forse potreste capirli, non hanno intenzione di lasciarci le penne. L’Athletic è una delle squadre del nostro cuore, e proprio per questo siamo certi che non passerà il girone, vista la nota scarogna nera che portiamo alle squadre che simpatizziamo. Il BATE, perdonateci, non siamo riusciti a seguirlo durante le due partite del terzo turno preliminare, ci veniva il sonno. Speriamo si tolgano subito dalle palle.

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