Con l’eliminazione della Roma qualche giorno fa, noi italiani ci siamo scontrati, per l’ennesima volta, con lo scoglio dell’ultimo turno preliminare di Champions League....

Con l’eliminazione della Roma qualche giorno fa, noi italiani ci siamo scontrati, per l’ennesima volta, con lo scoglio dell’ultimo turno preliminare di Champions League. Negli ultimi anni, infatti, molto spesso le squadre della Serie A si sono fermate all’ultimo step prima di arrivare alla fase a gironi della coppa più prestigiosa del panorama europeo.

Ma c’è anche chi ha fatto molto peggio delle squadre italiane, tanto da farsi saltare in testa una domanda: non è che c’è sotto una sorta di maledizione? La squadra protagonista è il Red Bull Salisburgo, squadra austriaca acquistata nel 2005 dall’omonima azienda e che, da quando appunto è stata acquistata dai suoi nuovi proprietari, ha vissuto una grande ascesa, in patria, vincendo campionati a ripetizione. Eppure, c’è qualcosa che ancora manca: la storica qualificazione alla fase a gironi della Champions League.

Dal 2006, infatti, il Red Bull Salisburgo prova senza successo a passare l’ultimo maledetto turno preliminare di Champions League, senza riuscirci. Nel 2o06 fu il Valencia, nel 2007lo Shakhtar Donetsk, avversari comunque più forti degli austriaci. Eliminazioni quasi inevitabili. Nel 2009 fuori contro il Maccabi Haifa, nel 2010 contro l’Hapoel Tel Aviv. Poi, nel 2012, quella che bruciò di più, contro i lussemburghesi del Dudelange: sconfitta per 1-0 all’andata in trasferta, poi vittoria in Austria per 4-3. Per la regola dei gol in trasferta, passarono i lussemburghesi, lasciando il Red Bull Salisburgo con un pugno di mosche in mano, per l’ennesima volta.

Nel 2013 fu il Fenerbahce a sbattere fuori gli austriaci, poi dal 2014 la faccenda comincia ad assumere toni abbastanza grotteschi: per due anni consecutivi infatti sono gli svedesi del Malmö a imporsi sul Salisburgo, che quindi deve ingoiare altri due bocconi amari. Mercoledi, fino al minuto 87 della sfida di ritorno alla Dinamo Zagabria, il Red Bull Salisburgo aveva la qualificazione in tasca. Poi, a tre minuti dal triplice fischio che avrebbe finalmente spezzato la maledizione, è arrivato il gol di Junior Fernandes. Gara ai supplementari, e inevitabile raddoppio dei croati dopo nemmeno 5 minuti, come se fosse tutto parte di un copione già scritto. Niente da fare, ripassate la prossima volta.

Nove eliminazioni consecutive ai preliminari di Champions League. Se non una maledizione, un piccolo record. Che, forse, a qualcuno non dispiaceranno, in fondo. A chi? A tutti quelli che, nelle operazioni messe in piedi da Red Bull, con squadre a cui vengono cambiati nome, simbolo e colori, vedono la summa del calcio moderno a cui vorrebbero dire di no. Per loro, forse, più che una maledizione è un esercizio di giustizia divina.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro