Oggi pomeriggio, a Montecarlo, si terrà il tradizionale sorteggio della fase a gironi della Champions League. E, purtroppo per noi italiani, non potremo contare...

Oggi pomeriggio, a Montecarlo, si terrà il tradizionale sorteggio della fase a gironi della Champions League. E, purtroppo per noi italiani, non potremo contare sulla terza squadra italiana nella competizione, quella Lazio spedita ieri sera, da un Bayer Leverkusen troppo forte e organizzato, a prendersi il contentino dell’Europa League. E, insieme alla Lazio, salutano la principale competizione europea squadre del calibro del Monaco o Sporting Lisbona, mentre hanno avuto l’onore di accedere alla fase a gironi squadre come l’Astana, il BATE Borisov e il Maccabi Tel Aviv.

Insomma, come ogni fine agosto da un paio d’anni a questa parte, ci ritroviamo a discutere della nuova formula inventata dall’UEFA per i preliminari di Champions. Quella formula che, in sostanza, mette da una parte le vincitrici dei campionati nazionali minori, dall’altra le squadre classificate come terze o quarte in quei campionati maggiori che hanno diritto a più di un posto nella competizione. E, come ogni anno, ci ritroviamo spaccati esattamente a metà su cosa sia più o meno giusto e come dovrebbero andare le cose.

Da un lato, dovrebbe comunque far piacere ai nostalgici il fatto che si decida di premiare chi ha vinto il proprio campionato. La Champions League non dovrebbe essere l’erede naturale della defunta Coppa dei Campioni, quella in cui partecipavano, semplicemente, solo le vincenti dei campionati nazionali? Ai nostalgici l’idea di vedere qualche campione nazionale in più dovrebbe far piacere: vuoi mettere il romanticismo della trasferta in casa dei campioni del Kazakistan o di Bielorussia?

Dall’altro lato invece, chi parteggia per una competizione che dovrebbe essere quanto più equilibrata possibile. Insomma, una volta che abbiamo fatto il funerale alla vecchia Coppa dei Campioni e fatto diventare la Champions la massima espressione del calcio europeo, non dovremmo forse premiare semplicemente le squadre più forti e, piuttosto che mettere di fronte Lazio e Bayer Leverkusen, farle scontrare come teste di serie contro squadre più deboli? La Champions League forse guadagnerebbe più nel vedere un Real Madrid-Sporting Lisbona o un Chelsea-Monaco piuttosto che un Bayern Monaco-Astana o un Barcellona-Maccabi Tel Aviv.

Insomma, la questione non è di facile risoluzione. E, dal momento che il calcio moderno è oramai un intreccio di soldi, politica e affari, la partita non si gioca solo sul prato verde. Anche noi, d’altronde, siamo combattuti. Il romanticismo del pallone ci imporrebbe di essere felici per la partecipazione di qualche cenerentola in più al massimo torneo continentale. Il realismo spietato al quale ci ha abituato la vita vorrebbe però farci risparmiare qualche imbarcata colossale e inutili 6-0 nella fase a gironi, una fase che, diciamocelo, ha perso sempre più appeal: salvo grosse sorprese e defaillance clamorose, la prima fase della Champions raramente regala emozioni ed equilibrio. Non sarebbe forse meglio regalare una competizione più divertente e combattuta ai tifosi che alla fine sono lì per questo?

Non lo sappiamo nemmeno noi cosa sia giusto oppure no. Non sappiamo se sia tutta una questione politica, di soldi, di affari. E poi, magari, quest’anno l’Astana vince al Bernabeu e ci fa felici tutti…

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro