Carpi e Frosinone: dal sogno alla realtà Carpi e Frosinone: dal sogno alla realtà
Se dovessimo guardare solo ai numeri, potremmo parlare davvero di miracolo delle piccole. Quarantaseimila abitanti Frosinone. Settantamila abitanti Carpi. Le ultime due arrivate in... Carpi e Frosinone: dal sogno alla realtà

Se dovessimo guardare solo ai numeri, potremmo parlare davvero di miracolo delle piccole. Quarantaseimila abitanti Frosinone. Settantamila abitanti Carpi. Le ultime due arrivate in serie A, mettendo insieme tutti i loro abitanti, arrivano a poco più di centomila persone. Eppure, Carpi e Frosinone, in questo campionato di Serie B, hanno riscritto la storia del calcio italiano. Hanno spostato la geografia del football italiano sempre più verso la provincia, luogo in cui sembrava ormai impossibile far nascere nuovi sogni.

Per il Carpi, fino a qualche anno fa, anche la serie B sembrava qualcosa di impossibile, un sogno da tenere ben stretto e non farsi sfuggire dalle mani. Sembrava il massimo a cui potessero aspirare, nella tranquilla provincia emiliana. E invece, la squadra biancorossa ha saputo dominare il campionato dall’inizio alla fine. Con un allenatore concreto, uno di quelli che bada alla sostanza prima che all’apparenza. Al risultato, prima che all’estetica. Un allenatore di quelli che servono per restare a galla nel caos primordiale della serie B. L’umiltà della provinciale, il non sentirsi mai arrivati, il sudarsi ogni sabato il proprio pezzettino di promozione. Questo è stato il segreto del Carpi.

A Frosinone, invece, ieri si respirava aria di storia. Fino al 2006, la squadra ciociara non si era mai affacciata oltre la serie B. E, quell’anno, i gialloblu sfidarono la Juventus in quello che sembrava destinato a rimanere l’apice della storia della società per molto tempo a venire. E invece, con una squadra solida, un gruppo affiatato, e un gioellino che risponde al nome di Ciofani, il Frosinone ha saputo conquistarsi una promozione storica. Una promozione dopo l’altra, dalla Lega Pro alla serie A. E, l’anno prossimo, sarà ancora Frosinone-Juventus. Sarà, per la prima volta nella storia, il massimo palcoscenico. I 9800 posti del Matusa probabilmente non basteranno per ospitare i grandi campioni della serie A. Bisognerà trovare una soluzione per dare un teatro adatto ai sogni dei tifosi del Frosinone.

Ci piace immaginare i tifosi del Carpi e del Frosinone, nella prossima stagione. Accolti in tutti gli stadi come pulcini bagnati, come i piccoli a cui viene dato il permesso di mettere il naso, per la prima volta, tra le cose dei grandi. Immaginiamo i tifosi di Carpi e Frosinone varcare i tornelli, salire le gradinate, respirare l’aria di San Siro, dell’Olimpico, di Marassi, dello Juventus Stadium, del San Paolo. Respirare l’aria del vertice. Quell’aria che, per contrappasso, ti fa mancare il fiato.

L’anno prossimo, la serie A deve fare spazio ai piccoli, deve fare spazio alla provincia. Con buona pace di Lotito e di quelli che la pensavano come lui.