Carlos Bacca, il pescatore di Barranquilla che ha stregato l’Europa Carlos Bacca, il pescatore di Barranquilla che ha stregato l’Europa
Se non credete nei piccoli miracoli quotidiani, se non credete nelle favole che diventano realtà, se non credete negli uomini che hanno il coraggio... Carlos Bacca, il pescatore di Barranquilla che ha stregato l’Europa

Se non credete nei piccoli miracoli quotidiani, se non credete nelle favole che diventano realtà, se non credete negli uomini che hanno il coraggio di lottare per i loro sogni, per quanto grandi siano, questa storia non fa per voi. Potete spegnere tutto e tornare a quello che stavate facendo.

Ma se invece per voi il calcio è un modo per comprendere questo viaggio a bordo della Terra, se credete nel potere delle storie che il calcio racconta e se siete ancora convinti che i sogni, anche quelli che sembravano impossibili, si possono realizzare a suon di sudore e fatica, bè, allora questa è proprio la storia che fa per voi. Perchè questa è la storia dell’eroe del giorno, la storia di Carlos Arturo Bacca Ahumada da Barranquilla.

Non è detto che per diventare dei grandissimi bisogna essere dei predestinati. Non è detto che se a 22 anni non siamo già nel calcio che conta siamo da buttare, buoni solo per il torneo del dopolavoro oppure per il calcetto del giovedì sera con gli amici, sempre se non c’è l’Europa League in televisione. Non è detto, se credi in quello che fai e se hai la forza di continuare a crederci, come fai su ogni pallone che vedi rotolare in campo. Non è detto, se insegui il tuo sogno come insegui gli avversari, in pressing, per recuperarlo e cercare di metterlo alle spalle del portiere. Non è detto che i sogni vadano mollati, se non si realizzano subito. Bisogna crederci e continuare a buttare sudore e fatica, per quei sogni.

Non è detto, e Carlos Bacca da Barranquilla ve lo può confermare. Fino al 2009, Carlos Bacca non era un calciatore professionista. Ogni mattina, fino al 2009, Carlos Bacca si svegliava e andava ad aiutare il papà, Gilberto, a Puerto Colombia.  Ogni mattina, dal giorno in cui Carlos ha compiuto 5 anni. E papà Gilberto vende il pesce. Per questo Carlos si sveglia presto, di buon’ora, e quando c’è da andare a sporcarsi le mani non si scompone. Qualche volta va anche lui a pescare, altre volte si accomoda al banco del pesce, indossa il grembiule e lo vende ai clienti. E per arrotondare, di tanto in tanto, si mette anche la divisa da controllore e sale sui bus, a prendere i biglietti dei passeggeri. Poi, però, quando cala il sole e arrivano le luci della sera, Carlos non vuole pensare più a nulla.

Quando cala il sole e arrivano le luci della sera, Carlos Bacca può spegnere i pensieri. Può smettere di essere un pescatore, un pescivendolo, un controllore, qualsiasi cosa sia di giorno. Può allacciare gli scarpini e scendere in campo, con la maglia della Junior de Barranquilla. Non deve essere facile lavorare ed allenarsi, allenarsi e lavorare. Ma Carlos Bacca sa che prima o poi i suoi sforzi verranno premiati. E infatti, ci pensa Julio Comesaña, detto “El Profe”. Decide di buttarlo nella mischia, di farlo esordire nella massima serie. E Carlos Bacca, che quel sogno lo aveva inseguito a lungo, con pazienza, con tutto il suo sudore, lo ripaga. Capisce che è il momento che può cambiare la sua vita, che può fargli smettere il grembiule del pescivendolo, che può allontanarlo da Puerto Colombia. Per sempre. Il pubblico sta ancora mugugnando, si sta ancora chiedendo chi sia quel ventiduenne mandato in campo dal Profe. Carlos Bacca ha fatto gol, con il primo pallone toccato, sbloccando una partita che era ferma sullo 0-0. Carlos Bacca ha spiccato il volo, come uno di quei gabbiani che può vedere al porto, alle luci dell’alba. Puerto Colombia lo rivedrà solo quando tornerà a casa per le vacanze.

Da quel momento, il sogno diventa realtà. Bacca conquista la massima serie, la nazionale, l’Europa. Nel 2011 sbarca in Belgio, al Bruges, nel 2013 arriva a Siviglia e in due anni vince due volte l’Europa League. Sempre da protagonista, sempre mettendoci la firma. E ieri sera, dopo la vittoria, è scoppiato in lacrime. La testa fra le mani, le dita al cielo, verso quel Dio che tanto ama e mai smette di ringraziare. Lacrime di gioia, forse, lacrime di tristezza per un addio che sembra sempre più probabile. Il gabbiano che fu pescatore è pronto a spiccare il volo verso una big europea. Carlos Bacca ha sempre un altro sogno da realizzare.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro