Cara FIGC, regalaci un sogno Cara FIGC, regalaci un sogno
Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo. Davide cacciò la mano nella... Cara FIGC, regalaci un sogno

Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo. Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada.

Il calcio non è un esercizio di democrazia, In questo Paese il pallone, come la giustizia del resto, non è uguale per tutti. Di questo ne siamo certi. Eppure, da romantici sognatori quali siamo, ci piace immaginare che per il nostro calcio ci sia ancora una speranza. Ci piace sognare che un giorno anche in questo Paese si possano scrivere favole sul prato verde. Ci piace pensare che anche qui da noi la coppa nazionale potrà diventare, chissà quando, una magia per chi ama il calcio e non una rottura di scatole infrasettimanale cui destinare gli scarti della rosa in stadi semideserti ad orari improponibili.

Cara FIGC, cari signori del pallone tricolore, ci piacerebbe riuscire a restituire dignità alla nostra Coppa Italia. Basta guardare la competizione più vecchia del mondo, la FA Cup. Basta vedere cosa è successo in questo weekend. Già, perchè in Inghilterra magari fermano il campionato e fanno giocare la coppa nazionale, non la piazzano alle 17 di un giovedi di metà gennaio sperando che passi inosservata. Basta vedere quello che è successo in questo tranquillo weekend di FA Cup. Con il Cambridge che blocca sul suo campo i 300 milioni del Manchester United, e le prime due della classifica della Premier eliminate a domicilio da squadre di serie inferiori. Basta vedere quanti sogni, quante favole si sono scritte nella storia della FA Cup. Basta vedere l’atmosfera che si respira in stadi che possono contenere poche migliaia di anime e che, una volta all’anno, forse mai più, ospitano gente che la settimana successiva andrà al Bernabeu, al Camp Nou, all’Allianz Arena.

E si, cara FIGC, cari signori del pallone tricolore, vorremmo una Coppa Italia democratica. Vorremmo una Coppa Italia in cui tutti partissero ad armi pari. Vorremmo una Coppa Italia in cui la Juventus, il Milan, l’Inter, la Roma, la Lazio arrivino ai quarti di finale dopo aver sudato e sofferto da metà agosto sui campi del Pomigliano, del Celano, del Potenza, del Tuttocuoio, del Renate. Vorremmo una Coppa Italia in cui anche negli anfratti più remoti d’Italia possa accadere, in un qualsiasi momento, un miracolo. Una Coppa Italia in cui, anche per caso, un operaio, un carpentiere, un falegname, in un sabato di metà settembre possa infilare una punizione nel sette alle spalle di Gigi Buffon. Vorremmo una Coppa Italia così, in cui i sogni possono diventare realtà. E se poi Tevez segnerà 6 gol alla Sambonifacese, se il Lumezzane ne prenderà 5 dalla Roma, se la Vigor Lamezia uscirà sconfitta 7-0 da San Siro, pazienza.

Ci basterebbe sapere che tutto ciò potrebbe succedere, anche in via del tutto ipotetica. Ci piacerebbe perlomeno sapere che, ad agosto, si parte tutti ad armi pari. Ci piacerebbe sapere che Davide e Golia si scontreranno a mani nude, e quel che sarà sarà. Ci piacerebbe questo, cara FIGC, cari signori del pallone tricolore. Potete provare a regalarci questo sogno, che ormai solo questi ci restano?

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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