Capitano, mio capitano Capitano, mio capitano
Un pezzo di stoffa può dire tanto. Un pezzo di stoffa può dire tutto. Un pezzo di stoffa, poggiato sul tuo braccio, cambia il... Capitano, mio capitano

Un pezzo di stoffa può dire tanto. Un pezzo di stoffa può dire tutto. Un pezzo di stoffa, poggiato sul tuo braccio, cambia il modo di vedere le cose, cambia il tuo modo di stare in campo. Un pezzo di stoffa ti trasforma e ti modella, ti fa diventare qualcosa di diverso. Qualcosa di migliore. E tu, dal profondo del tuo cuore, la senti la pesantezza di quel pezzo di stoffa, che prima che fosse stretto attorno al tuo braccio era così leggero. Adesso, invece, è cambiato tutto. Adesso che te lo senti addosso, senti quanto pesa.

La fascia da Capitano l’ho conquistata per anzianità: prima di me c’era Bergomi e poi Pagliuca, dopo sono arrivato io. Quando Ronaldo si è infortunato gravemente la prima volta, la società mi ha chiesto se potevo cedergli la fascia per farlo sentire importante e motivarlo, ho creduto che fosse giusto e ho detto subito di sì. Mi sembrava la maniera più corretta di venire incontro al gruppo, anche perché il momento era molto delicato per Ronaldo. Dopo l’ho riguadagnata e credo che indossarla per quasi 350 volte da Capitano dell’Inter sia una responsabilità e un onore unico.

Javier Zanetti

Senti che lo devi onorare quel pezzo di stoffa. Quella fascia da capitano che ti investe di un compito dal quale non puoi scappare. Devi essere un trascinatore, devi essere un leone disposto a combattere per onorarla, quella fascia. Dimostrare a te stesso, al tuo allenatore, ai tuoi compagni, a tutto il mondo, che non c’è altro posto in cui quella fascia dovrebbe trovarsi, se non sul tuo braccio. E che da lì non si muoverà, per molto tempo. Finché tu resterai al tuo posto, lei sarà con te, e tu sarai il suo miglior padrone possibile.

Quella fascia ti fa correre al doppio della velocità. Ti fa sudare quanto mai avresti sudato. Ti fa venire voglia di lottare su ogni pallone, ti tira fuori energie che mai avresti creduto di avere. E’ magico, quel pezzo di stoffa, e nemmeno tu sai spiegarti perchè. Anzi, forse si. E’ che da un capitano tutti si aspettano questo. Tutti si aspettano che chi indossa quella fascia la rispetti, la onori. La ami. Perchè quella fascia è anche un simbolo d’amore. Eterno e incondizionato.

Non è semplicemente indossare un pezzo di stoffa sulla spalla. I tifosi ti chiedono tanto, non è facile essere all’altezza del compito. Ma vedo che qui hanno fiducia in me. Sono il primo straniero della storia granata a ricevere questo onore.

Kamil Glik

Una volta che la indossi, non sarai più lo stesso. Sarai indissolubilmente legato ad essa. La sentirai tua, ma sapendo che lei non è lì per te. Lei c’è lo stesso, lei c’è sempre. Lei è di chi è disposto ad onorarla e a dare tutto quello che ha. Lei è di chi, per una fascia e una maglia, morirebbe. Letteralmente o metaforicamente.

Non è da tutti essere capitani. Ci vuole un animo coraggioso e la voglia di trascinare con sé i compagni in battaglia. Non è da tutti essere capitani, ma è una delle cose più belle che possa capitare su un rettangolo verde.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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