Si dice spesso che i campioni vadano giudicati indipendentemente dai trofei che hanno alzato al cielo. Ma è difficile valutare le carriere dei grandissimi...

Si dice spesso che i campioni vadano giudicati indipendentemente dai trofei che hanno alzato al cielo. Ma è difficile valutare le carriere dei grandissimi del calcio senza fare il bilancio di quanto abbiano collezionato nelle loro personali bacheche.

E c’è un trofeo che, forse, è più difficile degli altri da vincere. E’ la Champions League, croce e delizia di grandi calciatori del passato e del presente, che si sono ritirati con il rimpianto di non averla mai vinta o che continuano ancora la loro rincorsa al più prestigioso trofeo europeo per club.

Abbiamo scelto dieci campioni rappresentativi di questo inseguimento: quelli che per noi sono i dieci calciatori più forti a non aver mai messo le mani sulla coppa dalle grandi orecchie.

Zlatan Ibrahimovic

Il gigante svedese è forse l’esempio più rappresentativo di questa vana rincorsa alla Champions League. Ovunque abbia giocato, Ibra ha contribuito alla vittoria di scudetti e coppe nazionali. Ma con la Champions, proprio non va d’accordo.

Zlatan detiene una sorta di record negativo: è il giocatore con il maggior numero di presenze in Champions League a non averla mai vinta. Qualcuno dice che sia anche colpa sua, e che, quando si arriva alle fasi calde della manifestazione, nelle partite ad eliminazione diretta lui si spenga e sparisca dal campo. Non sarà proprio così, ma qualcuno ha iniziato a credere a questa storia.

Il suo rimpianto più grande? Essere andato via dall’Inter la stagione prima che i nerazzurri si portassero a casa la Coppa, sconfiggendo in semifinale proprio il suo Barcellona…

Ronaldo

Tra tutti, forse il Fenomeno è uno di quelli che, se dovessimo fare i conti in base al semplice e puro talento, avrebbe meritato più di tutti di portarsi a casa la Coppa dalle grandi orecchie. Con lui, però, la sfortuna si è messa davvero d’impegno.

La volta che ci è andato più vicino? Anno del Signore 2003, quando il meglio della sua carriera è forse già alle spalle e i fantasmi del futuro stanno già arrivando. L’attaccante brasiliano veste la maglia del Real Madrid e arriva fino alle semifinali di quell’edizione. Sul suo cammino trova però la Juventus, che, con una partita leggendaria, elimina gli spagnoli e toglie il sogno europeo a Ronaldo.

Il brasiliano si dovrà accontentare della Coppa UEFA vinta nel 1998 anche grazie alle sue magie nella finale contro la Lazio.

Michael Ballack

Il centrocampista tedesco è passato alla storia come l’eterno secondo: è famosa la maledizione che pare accompagnarlo nel corso della sua carriera. Oltre a finali mondiali e a campionati persi all’ultimo respiro, Michael Ballack può contare anche su due finali di Champions League perse.

La prima è quella giocata con la maglia del Bayer Leverkusen nel 2002, persa contro il Real Madrid anche grazie alla magia di Zinedine Zidane, uno dei gol più belli di tutta la storia della Champions League. L’altra? Quella di Mosca, giocata da Ballack con la maglia del Chelsea e persa con lo scivolone di John Terry dal dischetto. E pensare che il tedesco aveva anche messo a segno il suo rigore.

Per nessuno come lui, questa è una maledizione che fa davvero male.

Francesco Totti

Il capitano della Roma ha giurato eterno amore ai colori della sua vita. E, dice qualcuno, forse questo gli è costato qualche trofeo in più nella sua bacheca. Il Pupone, con la casacca giallorossa, si è fermato per due volte ai quarti di finale, nel 2006/07 e 2007/08, portandosi dietro il rimpianto di non essere mai andato oltre.

Totti può comunque consolarsi con un altro prestigioso record, conquistato nella scorsa edizione di Champions League: con il gol segnato al Manchester City, ha superato Ryan Giggs diventando il marcatore più longevo della storia della competizione.

Diego Armando Maradona

L’Argentino è ritenuto da più di qualcuno (un’idea non proprio peregrina…) il calciatore più forte del mondo. Eppure, neanche lui è riuscito a sollevare al cielo il trofeo europeo per club più prestigioso di tutti. Vero è che Diego Armando Maradona, rispetto ad altri, ha avuto molte meno occasioni di giocarsi le sue chance.

Il motivo è presto spiegato. All’epoca, quando ancora si chiamava Coppa dei Campioni, potevano accedere al torneo solamente le squadre che avevano vinto il campionato nazionale, e quindi, ovviamente, le possibilità si riducevano. Diego giocò la Coppa dei Campioni per due volte con la maglia del Napoli, senza troppa fortuna.

Chissà come sarebbero andate le cose con una formula più simile a quella di oggi.

Roberto Baggio

Il Divin Codino ha vissuto i momenti più belli e magici della sua carriera calcistica con la maglia della nazionale italiana. Non si può però dire che abbia avuto la stessa fortuna con i club. Infatti l’unico trofeo internazionale messo in bacheca da Roberto Baggio è la Coppa UEFA 1992/93 vinta con la maglia della Juventus.

Anche lui, però, è stato penalizzato dal fatto di avere avuto pochissime chance di esibirsi sul massimo palcoscenico continentale per club. Solo nel 1996/97 con la maglia del Milan (eliminazione nella fase a gironi) e nel 1998/99 con quella di un’altra squadra di Milano, l’Inter, fermandosi ai quarti di finale.

Gianluigi Buffon

Anche il portierone bianconero è uno di quelli che con la Champions non ha un bel rapporto. Con la maglia della Juventus ha disputato due finali, entrambi da grande protagonista, entrambe finite a guardare gli avversari sollevare il trofeo. Nel 2003, nonostante la sua grande partita, a Manchester la Juventus dovette inchinarsi al Milan, che si portò a casa la coppa ai rigori.

E poi, nell’ultima finale di Berlino, Buffon ha dovuto piegarsi, da capitano, all’immenso Barcellona campione di tutto. Non certo una consolazione, ma perdere contro gli alieni forse fa meno male. Buffon, comunque, nei prossimi anni potrebbe anche riprovarci: d’altronde sembra ancora un ragazzino…

Patrick Vieira

Il gigante francese del centrocampo ha vinto, nella sua carriera, per ben sei volte il titolo di campione nazionale. Ma, nè con la maglia dell’Arsenal, nè con quelle di Juventus e Inter, è riuscito a mettere le mani sulla Coppa dei Campioni.

Il suo massimo traguardo? Per due volte, con la maglia dei Gunners, è arrivato ai quarti di finale, ma poi il suo Arsenal non è mai riuscito ad andare oltre. Vieira, nonostante la sua grinta e la sua imponente presenza a centrocampo, non è mai riuscito ad essere veramente protagonista nell’Europa che conta, a dimostrazione della difficoltà di questa competizione.

Pavel Nedved

Per Pavel Nedved, la maledizione della Champions League si concentra tutta in una sola azione. Quella in cui, a partita ormai finita, nella semifinale del 2003 si prese il cartellino giallo da un arbitro fin troppo inflessibile. Il centrocampista ceco della Juventus era diffidato e avrebbe saltato la finale di Manchester, che rimarrà quindi il suo rimpianto più grande di una carriera.

Siamo sicuri che il buon vecchio Pavel avrebbe sicuramente scambiato il suo Pallone d’Oro in cambio della possibilità di giocarsi quella finale…

Ruud van Nistelrooy

Così come Zlatan Ibrahimovic, anche il bomber olandese è detentore di un primato che forse lo rende poco felice. Ruud van Nistelrooy è infatti il calciatore ad aver segnato il maggior numero di reti nella storia della Champions League senza essersela poi portata a casa nemmeno una volta. Quanti gol ha segnato? 56, in 73 presenze. Numeri a dir poco stratosferici.

Il cannoniere olandese ha disputato la Champions con le maglie del PSV Eindhoven, del Manchester United e del Real Madrid, non proprio squadre di seconda fascia. Eppure, quella coppa gli è sempre sfuggita.