La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito....

La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli.
Karl Marx, Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico, 1844

Cosa è il calcio, se non una perfetta, completa, laicissima religione? Un’ancora di salvezza alla quale tutti, indistintamente, disperatamente ci aggrappiamo. Nella speranza della salvezza eterna. Che sia salvezza dell’anima o mera permanenza nel campionato che il Destino aveva in serbo per noi, cosa importa? Che sia la dannazione eterna di un rigore sbagliato al novantesimo o quella di una seconda vita vissuta in un inferno di fiamme e dolore, cosa mai potrà cambiare? Al calcio, come alla religione, ci aggrappiamo, con tutta la nostra forza. Con tutto il nostro animo. Con ogni pezzo del nostro essere. Quando tutto ci appare perduto, per Noi, il calcio è davvero una religione, un’ancora di salvezza, un motivo per vedere le cose in una luce diversa, più bella. Un motivo per essere felici, o per cercare di esserlo, a dispetto di tutto. Per quelli che lo guardano da fuori e, segretamente o meno, disprezzano, anche il calcio è l’oppio dei popoli. Non per noi. Mai per noi.

Fra le diverse religioni le distanze sono talvolta così grandi che solo l’odio ogni tanto riesce a superarle.
Ivo Andrić, Racconti di Sarajevo, 1946

Non le conoscete forse le guerre di religione che si giocano ogni giorno che Dio ha mandato in terra per colpa del Pallone? Non li avete forse mai visti quelli di Glasgow, giocarsi anche l’anima due volte l’anno nell’Old Firm, fino a che un destino balordo mascherato da Dio Denaro non gliel’ha portato via? Non li avete forse mai visti, quei ragazzi di Belgrado, guadagnarsi l’eterna dannazione in ogni Partizan-Stella Rossa? Non avete mai chiesto ad un tifoso del Boca se l’Inferno sia incontrare Lucifero in persona o perdere un SuperClasico per 3-0? Si, anche nella nostra religione le distanze sono enormemente grandi. E solo l’odio ogni tanto riesce a superarle.

Ci sono società che non hanno né scienza, né arte né filosofia. Ma non c’è mai stata una società senza religione.
Henri Bergson, Le due sorgenti della morale e della religione, 1932

Si, forse, oggi ci saremo anche dimenticati la religione. Ci saremo anche scordati di quel Dio che però, anche lui non è che sia stato troppo buono con noi. Ma del calcio, Noi, non ce ne siamo mai dimenticati. Oggi, qui, ora, la nostra religione ha un altro nome. La nostra religione si chiama calcio. Punto. Il centravanti è il nostro Santo Protettore, il portiere il nostro San Pietro. Lo Stadio il nostro tempio. I cori il nostro Rosario. E non ci sentiamo blasfemi, perchè è così da sempre. Perchè siamo stati battezzati a colpi di calcio, e così doveva essere. Nei secoli dei secoli, amen.

Tutte le religioni conducono allo stesso Dio, e meritano il medesimo rispetto.
Paulo Coelho, Sono come il fiume che scorre, 2006

Che sia il nostro o il vostro Dio, poco importa, dunque. Continueremo a cercare la via per la salvezza in una fangosissima zona retrocessione, senza remore, senza rimorsi. Solo seguendo, anzi rincorrendo, il nostro Dio Pallone.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro