I 10 motivi per cui non hai mai sfondato nel calcio che conta I 10 motivi per cui non hai mai sfondato nel calcio che conta
Ammettetelo tutti: domenica pomeriggio, quando avete visto Correa della Samp sbagliare quel gol a porta vuota, lo avete pensato anche voi: perchè questo gioca... I 10 motivi per cui non hai mai sfondato nel calcio che conta

Ammettetelo tutti: domenica pomeriggio, quando avete visto Correa della Samp sbagliare quel gol a porta vuota, lo avete pensato anche voi: perchè questo gioca in serie A e io no?

E, a quel punto, è partito il solito film nella tua testa. Ne sei convinto, l’hai sempre saputo. Avresti potuto sfondare nel calcio che conta, ci saresti potuto arrivare tranquillamente in serie A, se non fosse stato per le circostanze della vita che ti hanno strappato dalle mani il tuo sogno. Ed è qualcosa di ricorrente, è qualcosa che è capitato a molti. Per questo abbiamo pensato di raccogliere i 10 motivi per cui non hai (abbiamo, ovvio) mai sfondato nel calcio che conta.

Piano con le bestemmie, che è tutto vero.

infortunio

1. Gli infortuni

Ne sei assolutamente convinto. Senza quella sublussazione del mignolino del piede sinistro (il tuo piede debole tra l’altro, ma anche un bambino conosce l’importanza di un equilibrio perfetto tra entrambi gli arti inferiori) accaduta nel lontano 1997, quando nei pulcini dell’Atletico Smappafrogni seminavi il panico sulla fascia e facevi strage di difensori, adesso saresti un campione affermato.

Gli infortuni ti hanno bersagliato, ne sei certo. Il cielo ha voluto che il tuo talento fosse osteggiato da una sequela infinita di dolori e doloretti, che hanno sempre impedito di esprimerti al meglio. Se fossi rimasto sano, se le unghie incarnite e l’acne giovanile ti avessero dato tregua, nessuno avrebbe mai sentito parlare di gente come Cristiano Ronaldo o Lionel Messi. Sicuro.

allenatore1

2. L’ostracismo dei tuoi allenatori

Quei maledetti infami degli allenatori. Gente che ti ha schierato fuori posizione, gente che si ostinava a far giocare cagnacci indecenti al tuo posto, gente che ti toglieva al primo errore della partita, solo perchè a porta vuota eri inciampato nei tuoi piedi invece di depositare il pallone in fondo al sacco. Nessun mister ti ha mai veramente capito, nessuno ti ha mai capito a fondo.

Nessuno dei tuoi allenatori ha mai compreso le tue potenzialità, e tu sei sempre stato convinto che a ogni cambio di panchina avresti dimostrato il tuo valore. Ma, sicuramente, quegli infami si scambiavano le informazioni e ci godevano da matti a tenerti fuori e a farti soffrire, manco gli avessi trombato la moglie o la figlia. Con gli allenatori giusti ci saresti tu in serie A al posto di Magnanelli, questo è poco ma sicuro.

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