No, non stiamo parlando di sporcizia nel vero senso della parola. Non sappiamo se i calciatori che il canale Youtube Football Daily ha inserito...

No, non stiamo parlando di sporcizia nel vero senso della parola. Non sappiamo se i calciatori che il canale Youtube Football Daily ha inserito in questa top 11 siano amanti della pulizia e dell’igiene personale.

Stiamo parlando della sporcizia che piace a noi, quella messa in mostra sui campi da calcio, quella che ci esalta. Football Daily ha messo insieme quella che, a suo avviso, è la formazione più sporca di tutti i tempi. Ve la proponiamo, anticipando che è roba davvero grossa.

1. Jens Lehmann

In porta si sarebbero potuti scegliere parecchi criminali di guerra, per questo motivo la scelta di Lehmann ci pare non proprio ortodossa. Ma poi, andando a scavare bene tra i ricordi della nostra esistenza, tutto sommato due o tre buoni motivi per mettere tra i pali di questa formazione l’ex portiere di Milan, Borussia Dortmund, Arsenal e Stoccarda (oltre che della nazionale tedesca) ci viene in mente.

Il portierone teutonico dell’Arsenal degli invincibili, tra i pali era abbastanza spericolato, e non aveva tra l’altro paura di uscire con gambe, braccia, mani e pugni tesi, per far male all’avversario che osasse avvicinarsi troppo alle sue grinfie. Andare a scuola da Oliver Kahn deve aver dato, in fondo, i suoi frutti.

Oltre che per le sue scorribande delinquenziali, Jens Lehmann è famoso per aver segnato un gol, con la maglia dello Schalke 04, e per i famosi pizzini tirati fuori dai calzettoni durante i rigori contro l’Argentina ai Mondiali del 2006.

2. Pepe

Una top 11 delinquenziale senza Pepe dovrebbe essere dichiarata anticostituzionale per decreto del Presidente della Repubblica. Gli amici di Football Daily lo sanno e inseriscono immediatamente il portoghese del Real Madrid nella loro formazione degli 11 calciatori più sporchi di sempre.

Va detto che però, per qualche motivo che non riusciamo bene a comprendere, il buon Pepe da qualche anno (diciamo dopo i Mondiali 2014, dopo la scapocciata nel match dei gironi contro la Germania) sembra essere diventato un pelo più mansueto, anche perchè molto spesso si accomoda in panchina con il suo Real Madrid.

Intendiamoci, resta sempre un osso duro da affrontare e il cartellino è sempre dietro l’angolo. Ma il Pepe che abbiamo conosciuto e amato era quello che ci regalava scapocciate indimenticabili e passeggiate sugli avversari. Vogliamo sperare che quei tempi non siano finiti per sempre, altrimenti sarebbe davvero una brutta botta da digerire.

3. Martin Keown

Nome un po’ a sorpresa, che forse ai meno esperti e ai più giovani dirà poco. Ma quella di Martin Keown, anche lui membro di quell’Arsenal degli Invincibili, è una scelta parecchio educata. 69 cartellini gialli e 7 rossi impreziosiscono la carriera del difensore inglese, che in campo non si lasciava mai sfuggire randellate e/o stecche intimidatorie di gran livello.

Passare dalle sue parti significava quasi sicuramente mettersi in una brutta situazione. La sua faccia da ceffo rendeva molto più credibili le sue angherie e intimidazioni, perpetrate anche con la maglia della nazionale inglese, vestita per 43 volte da Keown nel corso della sua carriera.

Keown è passato alla storia per la sua esultanza, di rabbia, in faccia a Ruud Van Nistelrooy, quando l’olandese sbagliò un rigore molto discusso all’ultimo minuto di un Manchester United-Arsenal. Keown si avvicinò a Ruud e gli urlò in faccia tutta la sua gioia. Seguirono, ovviamente, ceffoni.

4. Sergio Ramos

Nome un po’ a sorpresa, ma probabilmente il capitano del Real Madrid, nella definizione “dirty” ci rientra a pieno. Perchè, sotto quel faccino angelico, quei capelli biondi e la fascetta a legare i capelli, Sergio Ramos nasconde un bel cuor di delinquente, non nascondiamocelo.

Il difensore spagnolo spesso si è reso protagonista di grandi litigate e di grandi delinquentate, soprattutto nei match ad alta tensione. E, tra colleghi e avversari, è considerato anche un discreto provocatore. Sia verbalmente che fisicamente, scontrarsi con Sergio Ramos significa andare in un terreno minato molto pericoloso, nel quale far volare i ceffoni è un attimo.

Non sarà duro come tanti altri, non si renderà protagonista di gesti eclatanti o di falli clamorosi e di gioco violento, ma, almeno secondo FootballDaily, Sergio Ramos si merita un posto in questa cattivissima top 11. Se si gioca un Clasico, oppure un derby di Madrid, state pur certi che mettere dei soldi su un cartellino giallo o rosso beccato da Sergio Ramos significa metterli in cassaforte.

5. Marco Materazzi

Finalmente un italiano in questa formazione. Ma, state tranquilli, che più avanti ne troveremo un altro. Per completare la difesa, gli amici di Football Daily hanno scelto uno di quei calciatori che in questa classifica non poteva non esserci. Anzi, da buoni italiani ci saremmo chiaramente offesi se l’avessero tenuto fuori.

Stiamo parlando, ovviamente, del buon Marco Materazzi, che all’estero gode di pessima reputazione (è odiato da praticamente tutto il mondo, probabilmente per il solo fatto di essere italiano) ma che noi, o almeno alcuni di noi, abbiamo imparato ad ammirare. Matrix, famoso per il suo gioco duro e viscerale, ma anche per il fatto di mettere sempre l’anima in campo e per non tirare mai indietro la gamba, è stato uno dei difensori più duri della sua generazione, e la sua generazione, fidatevi, di difensori duri ne aveva partoriti parecchi.

Si ritira da Campione del Mondo, con la prestazione della finale in cui fece andare fuori di capoccia Zizou. 14 i cartellini rossi collezionati da Materazzi nel corso della sua carriera. Pensavate di più?

6. Roy Keane

Cominciamo ad entrare nell’Olimpo della Delinquenza. Se San Pietro possiede le chiavi del Paradiso, il lucchetto del monte sacro della delinquenza calcistica è gestito, in maniera decisamente poco democratica, da Sua Maestà Roy Keane.

Uno dei giocatori più difficili da affrontare in un centrocampo della Premier League, uno che se c’era da buttarla in rissa o da fare a botte, nel vero senso della parola, non si tirava mai e poi mai indietro, l’avrebbe considerata un’offesa e un alto tradimento. Roy Keane è stato un pilastro del Manchester United di Sir Alex Ferguson, anche se con i Red Devils, a fine carriera, non si è lasciato benissimo.

Non troppo amato dagli avversari, per via di qualche intervento ai limiti del codice penale, per i compagni era un punto di riferimento ineguagliabile. Anche perchè, quando le cose si mettevano male, sapevano di poter contare sicuramente sul loro capitano.

7. Gennaro Gattuso

Eccolo qui, di prepotenza, l’altro italiano della top 11 di Football Daily. Un altro centrocampista di cuore, grinta, polmoni e resistenza. Ringhio Gattuso non poteva rimanere fuori da questa formazione, anzi, azzardiamo che Ringhio Gattuso non potrebbe rimanere fuori da nessuna formazione al mondo, visto che uno come lui ci mette davvero molto poco a diventare indispensabile.

Il suo spirito di sacrificio, i suoi chilometri percorsi al servizio della squadra, la sua voglia di lottare per andare a conquistare ogni singolo pallone sono entrati nella storia, e, infatti, in tutte le squadre in cui Gattuso ha giocato è sempre stato un elemento fondamentale, diventando in brevissimo tempo il beniamino dei tifosi.

Non ci sentiamo di dire che Ringhio sia stato un giocatore sporco nel senso stretto del termine: di suoi interventi criminali, per far male, se ne ricordano pochi. Ma la cattiveria che metteva in campo lui, ce la mettevano davvero in pochi.

8. Nigel de Jong

Eh, si, ragazzi, a centrocampo di materiale ce n’è in abbondanza e dovremmo essere abbastanza forniti. Per cui sotto con un altro ex milanista, sotto con Nigelone De Jong, che proprio in questi giorni è al centro della bufera per un’altra entrata killer ai danni di un avversario, costretto a uscire in carrozzina dallo stadio, che gli è costata tre giornate di squalifica al suo esordio statunitense nella MLS.

Nigel de Jong è sempre stato al centro di polemiche, sarà per la sua faccia truce, sarà per i suoi modi schietti e diretti, sarà per la sua continua voglia di andare a prendersi un giallo. Sarà, ma Nigel è sempre stato destinato a dividere gli animi (come parecchi calciatori di questo calibro, del resto). Ci sarà sempre chi lo amerà alla follia e chi lo odierà come poche cose al mondo.

Di lui il mondo si ricorderà soprattutto per la meravigliosa entrataccia con un calcione dritto in petto al povero Xabi Alonso durante la finale mondiale del 2010. Uno dei gesti tecnici più belli che abbiamo mai visto su un campo da calcio.

9. Mark Van Bommel

Compagno di nazionale e di scorribande del sopracitato De Jong, troviamo in formazione un altro olandese, un altro tipetto niente male che non era proprio comodo trovarsi di fronte. Mark Van Bommel, centrocampista classe 1977, completa un centrocampo a quattro che persino i caschi blu dell’ONU avrebbero paura di affrontare se non armati fino ai denti.

Fortuna Sittard, PSV, Barcellona, Bayern Monaco e Milan le squadre che hanno avuto l’onore di ospitare il guerriero olandese, che si contraddistingueva per la sua voglia continua di andarsi a cercare rogne con avversari, arbitri, chiunque. E, sembrerà strano ma è così, spesso e volentieri quelle rogne le trovava, eccome se le trovava.

Repertorio tecnico-delinquenziale praticamente sconfinato, si poteva spaziare dalla randellata classica alla gomitata in salto, dal pugno nei reni in mischia, alla capocciata definitiva. Uno dei protagonisti del massacro di Norimberga, Portogallo-Olanda dei Mondiali 2006. Leggendario.

10. Luis Suarez

Il 4-4-2 scelto per questa formazione prevede solo due attaccanti. Ma, fidatevi, due attaccanti come questi, soprattutto in termini delinquenziali, ne valgono 10 normali.

Il primo della coppia è Luis Suarez, il bomber del Barcellona che non riusciamo ancora a capire se sia più forte o più delinquente. E, fidatevi, che è parecchio forte. Ai gol di rapina alterna delle giocate da criminale consumato: calcioni, spintoni, provocazioni verbali e non e poi, soprattutto, la specialità della casa, il morso a tradimento.

Non si contano più le reti in carriera per il cannoniere uruguaiano, ma gli almanacchi hanno perso il conto anche delle volte in cui ha perso la capoccia e si è reso protagonista di gesti eclatanti. Spesso, non sappiamo bene per quale motivo (potrebbe essere timore reverenziale o paura di ritorsioni) riesce anche a farla franca.

Il Pistolero è sul podio del nostro cuore.

11. Diego Costa

Chiudiamo infine con l’altro attaccante. Un altro di quelli che farebbe perdere la pazienza anche a Papa Francesco, al Dalai Lama ma anche a una quercia secolare inanimata. Diego Costa sembra essere stato messo al mondo per delinquere, per provocare e per far saltare i nervi a chiunque.

Cresciuto alla scuola di Diego Pablo Simeone, e poi andato ad affinare la sua arte con un altro maestro della provocazione (verbale), Josè Mourinho, Diego Costa ha scalato rapidamente la classifica dei giocatori più odiati dagli avversari. Se chiedete a 100 giocatori quale loro collega detestano di più per gli atteggiamenti in campo, in 99 vi risponderanno facendo il nome di Diego Costa. Il centesimo o è lui o gioca con lui. Anche se il fatto di giocare nella stessa squadra non mette al riparo da eventuali delinquentate.

Se però avete bisogno di uno da mettere lì davanti a correre, lottare, sgomitare, fare pressing, combattere per recuperare palla, fare lavoro di squadra, di alternative ce ne sono poche: o lui o Marione Mandzukic, non si scappa.