Danny e Nicky Cowley aspettano il fischio finale dell’arbitro con la faccia sorpresa di chi non ha realizzato ancora di preciso cosa stia per...

Danny e Nicky Cowley aspettano il fischio finale dell’arbitro con la faccia sorpresa di chi non ha realizzato ancora di preciso cosa stia per succedere. La faccia di chi non crede davvero alle emozioni che sta vivendo e probabilmente lo capirà solo tra qualche ora -o forse tra qualche giorno- quando avrà l’opportunità di fermarsi a riflettere dopo un pomeriggio che entrerà nella storia della FA Cup e forse del calcio inglese.

L’arbitro fischia tre volte, e allora la favola diventa reale. Il Lincoln City Football Club ha eliminato il Burnley, e se ne può andare ai quarti di finale di FA Cup, nel più classico dei “giant killing“, l’eliminazione di una squadra di caratura maggiore da parte di una squadra molto meno blasonata. E, tra le rimaste in corsa in questa FA Cup, di squadre meno blasonate del Lincoln City Football Club, forse, c’era solo il Sutton United, che lunedì avrà l’onore di ospitare in casa propria l’Arsenal.

Già, perché il Lincoln City Football Club gioca in Conference Premier, quinta serie del calcio inglese, una lega di semiprofessionisti. In cui qualcuno gioca a pallone per mestiere -senza prendere di certo uno stipendio da nababbi- mentre altri lo fanno solo e soltanto per passione, e per campare hanno scelto altre strade.

Danny e Nicky, i due manager della squadra, sono fratelli. Il più grande, il 38enne Danny, è l’allenatore vero e proprio. Nicky, il più piccolo, si occupa di studiare gli avversari e di interpretare i numeri e le statistiche della propria squadra. La fonte dei suoi dati? Forse la conoscete e la utilizzate anche voi: si chiama Football Manager, ed è il videogioco calcistico manageriale più famoso del mondo.

Oggi pomeriggio, al Turf Moor, è andata in scena l’invasione dei Red Imps, i tifosi del Lincoln City. Un’invasione che era stata prontamente ribattezzata Impvasion, e che forse nemmeno nelle idee dei più ottimisti era destinata a trasformarsi in un pomeriggio storico. I più si aspettavano di vivere un pomeriggio magico in uno stadio di Premier League, lo stesso stadio in cui la settimana scorsa la capolista del campionato, il Chelsea di Antonio Conte, aveva dovuto interrompere la sua marcia. Lo stesso stadio in cui tante big della Premier si sono fermate – il Liverpool ci ha perso- e lo stesso stadio in cui il Burnley ha fatto un mare di punti. Contando solo le partite in casa, sarebbe terzo in classifica, per dire.

L’orologio della storia, al Turf Moor, si è fermato al minuto 89, quando il replay sembrava ormai realtà. Una ripetizione che sarebbe stato già un grandissimo successo per una squadra di quinta serie. Ma al minuto 89, su un calcio d’angolo come tanti altri, è successo l’inspiegabile. La magia della FA Cup in tutto il suo splendore. Sponda di testa di Matt Rhead, conclusione vincente di Sean Raggett. Lincoln in vantaggio, vantaggio mantenuto fino alla fine. Per la storia: l’ultima volta che una squadra di Non-League era arrivata ai quarti di finale di FA Cup era il 1914.

Sean Raggett che, solo qualche anno fa, twittava questo: “un giorno, mi piacerebbe giocare contro Joey Barton“. Chissà se sognava anche di vincerci, contro Joey Barton.

Dicevamo, Matt Rhead, l’uomo della sponda per il gol vincente. Un nome che forse non vi dirà molto, ma dietro il quale c’è una storia molto particolare. 193 centimetri, 106 (centosei, sì) chilogrammi di peso per l’attaccante del Lincoln, che ha giocato una partita all’arrembaggio, tra uno spintone e una provocazione con Joey Barton, e anche tanta corsa e movimento, alla faccia del fisico da pub.

Matt (nativo di Stoke on Trent, e a guardarlo in faccia è proprio la prima cosa a cui pensi), in effetti, si è dedicato a tempo pieno al calcio solo nel 2012, quando il Mansfield Town gli offrì uno stipendio per fare solo quello: “Fino a poco tempo fa lavoravo da operaio alla JCB, compagnia che produce ruspe, trattori e equipaggiamento per l’agricoltura. Ero team leader e me la cavavo piuttosto bene. Ed era un buon lavoro: lasciarlo, quando sono andato a giocare a Mansfield, è stato un grosso rischio“.

Il Lincoln ora aspetterà il prossimo turno di FA Cup, quando nell’urna dei sorteggi dovrebbero esserci molte altre corazzate del calcio inglese, corazzate che potrebbero diventare il prossimo avversario degli Imps. A meno che, lunedì sera, il Sutton United non faccia lo scherzetto all’Arsenal. In questa competizione, in effetti, dare qualcosa per scontato è quanto di più improvvido si possa fare…

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro