Boca Juniors es un sentimiento Boca Juniors es un sentimiento
La Bombonera non trema, batte.  Nel quartiere de La Boca, a Buenos Aires vive all’unisono con i suoi abitanti una delle squadre più romantiche... Boca Juniors es un sentimiento

La Bombonera non trema, batte

Nel quartiere de La Boca, a Buenos Aires vive all’unisono con i suoi abitanti una delle squadre più romantiche del mondo: il Club Atlético Boca Juniors. 

La leggenda della Bombonera ha preso vita per l’ennesima volta nel fine settimana appena trascorso, nell’ultima giornata di campionato della Primera Division argentina. La classifica recitava 46 a 45 a novanta minuti dal termine in favore di quelli la, di quell’altra parte del cielo della Capitale, gli odiati cugini del River Plate. 

I “Millionarios” che poco più di un anno e mezzo fa avevano dato alla gente della Boca la più grande delusione della loro vita. Il River Plate, infatti, si era laureato Campione del Sudamerica battendo nella doppia finale, passata ormai all’eternità, proprio il Boca Juniors. 

I ragazzi con la maglia “azul y oro” guidati dal tecnico Miguel Angel Russo in panchina, non ci hanno pensato su un attimo, non potevano e non volevano finire un’altra volta secondi. Bisognava battere il Gimnasia La Plata di Diego Armando Maradona, perché a volte il destino è veramente strano. Una vittoria che doveva coincidere con un pareggio o una sconfitta del River Plate in casa dell’Atletico Tucuman. 

Il primo tempo passato ad ascoltare le notizie provenienti dall’altro campo, con il vantaggio dei padroni di casa con Javier Toledo ed il pareggio del River Plate firmato da Mati Suarez. Nella ripresa il Boca Juniors sembrava attanagliato dalla paura di non farcela, fermo sullo zero a zero a meno di venti minuti dal termine dell’incontro. 

Ma in campo, alla Bombonera, c’era un giocatore speciale, con la numero dieci sulle spalle. Per il Boca e la sua gente Carlos Tevez rappresenta l’eldorado. Il giocatore che incarna tutto ciò che di mistico è il Boca Juniors.

Un’infanzia passata in uno dei peggiori quartieri della Capitale e del Sudamerica in generale: il Fuerte Apache. Carlitos ce l’ha fatta grazie al calcio. Grazie a quel pallone che rotola che a volte sa scrivere storie migliori di qualsiasi migliore fantasia fossimo capaci noi umani. La morte del suo migliore amico, Danilo Sanchez. Un ragazzo che tutti al Fuerte Apache ritenevano più forte anche di Tevez. Da quel giorno Carlitos ha sempre giocato per onorare la memoria dell’amico e per dare voce sul campo agli ultimi. 

Non ha mai dimenticato le sue umili origini neanche nel lusso scintillante di squadre come il Manchester United prima e City poi. Abbiamo avuto la fortuna di poterlo ammirare anche in Italia con la maglia della Juventus, dove ci ha regalato delle gemme da custodire scrupolosamente nel cofanetto dei ricordi delle cose belle. 

Dopo aver girovagato a lungo è tornato tra la sua gente. Carlos Tevez ha un debito eterno con il Boca Juniors, squadra di cui naturalmente è anche tifoso. 

Al 72’ della sfida contro il Gimnasia La Plata ha deciso di marchiare a fuoco definitivamente il suo nome nella storia del Campionato argentino. Un tiro da fuori area che il portiere avversario non è riuscito a trattenere. Il gol dell’uno a zero del Boca Juniors e poi la corsa senza tempo verso i propri tifosi ad arrampicarsi fino in cima a quella rete, quasi a voler dire grazie a qualcuno che sta molto in alto e che da sempre lo protegge

Il River Plate non è riuscito a segnare la rete della vittoria ed il Boca Juniors ha mantenuto il suo prezioso gol di vantaggio sino al termine della partita, laureandosi così Campione di Argentina per la trentaquattresima volta nella sua storia. 

E lo stesso Carlos Tevez, in un momento di estasi, era corso a baciare sulla bocca proprio Diego Maradona, lui “El Pibe” da sempre perdutamente innamorato del Boca Juniors. 

Un bacio, un’immagine quasi a voler suggellare ciò che da sempre La Doce, la parte più calda della tifoseria del Boca Juniors, sostiene a parole: “Boca no es un equipo, Boca es un sentimiento.” 

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo