Niente da fare, quando ti sembra di averle viste tutte, ma proprio tutte, il calcio ti stupisce e ti sa regalare un’altra storia da...

Niente da fare, quando ti sembra di averle viste tutte, ma proprio tutte, il calcio ti stupisce e ti sa regalare un’altra storia da incorniciare, una di quelle storie che ti fanno pensare che davvero, allora, è tutto possibile.

Juventus-Frosinone, i bianconeri (in tenuta rosa, stasera) hanno bisogno dei 3 punti per rilanciarsi in campionato e rimettersi in carreggiata verso lo Scudetto, perchè l’Inter ha vinto ancora una volta. Il gol di Zaza, per adesso, è sufficiente per domare un Frosinone coriaceo e volenteroso, ma nulla più. 36 tiri verso lo specchio della porta difesa da Leali, 7 che l’hanno centrata, quella porta, due traverse. Insomma, l’1-0 sta decisamente stretto alla Juventus.

Ma il calcio è bello perchè se le partite non le chiudi, allora resta tutto in bilico, anche se nella metà campo avversaria l’altra squadra ci è andata poco, pochissimo. E allora, all’ultimo giro di lancette, c’è un calcio d’angolo per il Frosinone. L’ultima, disperata, occasione. Fino a quel momento, l’unico gol in serie A dei ciociari porta la firma di Danilo Soddimo, che è anche l’uomo che va sul pallone. Danilo dipinge una traiettoria velenosa, forte, precisa. Insomma, una di quelle palle che ci ricordano quanto male vogliamo ai corner battuti corti.

La palla di Soddimo sale, scavalca Pogba e si deposita sulla testa di uno dei tanti giocatori in maglia blu accorsi a saltare in area di rigore. Non è una testa qualsiasi. E’ la testa di Leonardo Blanchard, difensore classe 1988 con il cognome francese perchè il nonno, qualche tempo fa, si trasferì a Grosseto per amore. Non è una testa qualsiasi perchè Leonardo Blanchard non dovrebbe essere uno dei primi uomini deputati a far gol. Non è una testa qualsiasi perchè il 6 giugno scorso, Leonardo Blanchard era a Berlino.

Non era in vacanza, a Berlino, Leonardo. Era lì perchè la sua squadra del cuore si stava giocando una partita piuttosto importante. Potete fare rapidamente due più due. La partita era la finale di Champions League, la squadra del cuore di Leonardo Blanchard era proprio la Juventus. Nel postpartita, lo stesso Leonardo lo ha ammesso, emozionato, quasi in lacrime. “Ero a Berlino 3 mesi fa, in tribuna con i tifosi della Juventus e la faccia dipinta di bianconero“. Le lacrime, le stesse lacrime che gli rigavano il volto dopo il gol. Ma non erano lacrime di tristezza, perchè no, in campo non c’era il tifoso Leonardo, ma il calciatore Blanchard. Quello che ha segnato un gol storico per il Frosinone, il primo della sua storia in una trasferta di serie A.

Il cuore, almeno per una volta, può attendere. Si può anche esultare per un gol preso dalla squadra del tuo cuore, se quel gol lo segni tu.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro