Forse siamo dei bambini, forse non cresceremo mai. Ma oggi, come ogni fine agosto, per noi è festa. Oggi, come ogni fine agosto, per...

Forse siamo dei bambini, forse non cresceremo mai. Ma oggi, come ogni fine agosto, per noi è festa. Oggi, come ogni fine agosto, per noi è il giorno più bello dell’anno, o quasi. Oggi torna il campionato. Dopo quasi tre mesi di attesa, tre mesi di parole, di calciomercato, di trattative, di rilanci, di obblighi di riscatto e bonus sul contratto. Dopo tre mesi in cui una plusvalenza vale più di uno scudetto. Oggi tutto questo torna fortunatamente in secondo piano. Oggi si riaccende la magia del campionato, e non ci sono santi che tengano.

Ogni volta, a maggio, tiriamo quasi un sospiro di sollievo. Perchè nove mesi di polemiche, di litigi con amici e sconosciuti, di sofferenze, di delusioni, di rimpianti, ti segnano l’anima e ti fanno venire voglia di una pausa. Ma dopo poche settimane, ci manca già l’aria. Soprattutto in una maledetta estate di un anno dispari in cui non c’è nemmeno un Mondiale o un Europeo a darci ossigeno, a metterci un po’ di pane sotto i denti. Ma oggi la nostra aria, il nostro ossigeno, è di nuovo qui. Siamo di nuovo alle prese con le probabili formazioni, con il Fantacalcio che richiede la nostra attenzione, con la scommessa del sabato mattina e le discussioni con quell’amico un po’ bislacco che vuole mettere 1 fisso a Carpi-Inter.

Ogni anno ci ripromettiamo le stesse cose. Di non farci trascinare troppo, di non scegliere sempre e soltanto il calcio, di regalarci anche qualche serata per noi. Ogni anno tradiamo le nostre stesse promesse. Come ogni anno, tra qualche settimana saremo di nuovo totalmente invischiati fino al collo nella nostra passione, nella nostra ossessione. Saremo nuovamente e inevitabilmente dipendenti. Saremo nuovamente e inesorabilmente nelle mani della nostra squadra del cuore. Il nostro umore continuerà a dipendere da un gol sbagliato da Dybala o da una papera di Handanovic. Il nostro sorriso continuerà a dipendere da un gol di Bacca o da una parata di Reina.

Oggi non è una giornata come tutte le altre, oggi non è un normale sabato di fine agosto, come per tutti gli altri, quelli che non condividono la nostra malattia e che forse non potranno capire. Oggi usciremo di casa, con il sorriso stampato sulle labbra e la convinzione che solo il primo giorno di campionato può portarsi dietro. Quella convinzione che, almeno per oggi, almeno prima che l’arbitro fischi per la prima volta l’inizio delle ostilità, tutto è possibile, niente impossibile.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro