Tra una decina di giorni, tra i diversi campionati che prenderanno il via, ci sarà anche la Bundesliga. Se l’egemonia del Bayern Monaco, testimoniata...

Tra una decina di giorni, tra i diversi campionati che prenderanno il via, ci sarà anche la Bundesliga.

Se l’egemonia del Bayern Monaco, testimoniata anche dalla rotonda vittoria di domenica scorsa in Supercoppa, sembra ben lontana dall’essere spezzata, alle spalle dei bavaresi si preannuncia una lotta interessante e decisamente piena di spunti.

Già lo scorso anno sono state diverse le realtà che hanno messo in mostra un calcio divertente, tante novità, e molti giovani da tenere d’occhio: dallo Schalke di Domenico Tedesco, che quest’anno vedremo all’opera anche in Champions, all’Hoffenheim e al Borussia Dortmund che, pur lontano dai fasti di qualche anno fa, riesce sempre a tirare fuori qualcosa di particolare dal cilindro.

Ma, quest’anno, c’è una squadra che promette di far divertire parecchio, una squadra che già lo scorso anno ha mancato la Champions League solo per la differenza reti: il Bayer Leverkusen di Heiko Herrlich.

La squadra delle Aspirine può contare su un gruppo di giovani di talento che pochissime altre squadre, in giro per l’Europa, possono vantare.

In particolare, nel reparto d’attacco l’affollamento di campioncini dal futuro abbastanza luminoso è fuori discussione.

Leon Bailey abbiamo imparato a conoscerlo già nel corso dell’ultima stagione, e pur essendo un 1997, può già essere considerato una certezza, tanto che a un certo punto anche la Roma sembrava avergli messo gli occhi addosso.

Per il velocista giamaicano, questa può e deve essere, in sostanza, la stagione della consacrazione.

L’altro nome sui cui saranno puntati i riflettori è quello di Kai Havertz. Il classe 1999, che è stato il più giovane esordiente in Bundesliga della storia del Leverkusen, sarà alla sua terza stagione tra i grandi, ed è chiamato all’esplosione vera e propria.

Lo scorso anno, più che i 3 gol e i 9 assist in 30 partite, pur notevoli, hanno impressionato la sua crescita e la sua quasi raggiunta maturità: quest’anno, da trequartista o da mezzala poi si vedrà, è chiamato a prendere in mano le redini della squadra.

Julian Brandt, uno dei più “anziani” dei talenti del Bayer (22 anni) lo conosciamo già un po’ meglio. È reduce dalla sua miglior stagione realizzativa in Bundesliga, con 9 gol messi a segno, e agli sfortunati Mondiali della Germania ha giocato tre scampoli di partita.

Lo scorso anno è risultato spesso decisivo entrando dalla panchina, come una sorta di sesto uomo cestistico. Vedremo quest’anno, con l’Europa League che allargherà necessariamente le rotazioni, che ruolo saprà ritagliarsi.

Ma non è finita qui: perché il Bayer potrà contare anche su alcuni nomi che ormai si sono affermati (Tah e Jedvaj, per esempio, il pupillo cileno Aranguiz a centrocampo, o Lucas Alario là davanti) e soprattutto, qualche mese fa, i tedeschi si sono assicurati anche quello che, insieme a Vinicius Jr. – finito al Real Madrid – era considerato uno dei migliori talenti brasiliani.

Paulinho, esterno d’attacco classe 2000, classe cristallina, ma, come tutti i brasiliani alle prese con lo sbarco in Europa, tutto da verificare.

Sì, insomma: non sappiamo come andrà a finire, non sappiamo se si qualificheranno per la prossima Champions League o se magari, come spesso succede nel calcio, i ragazzi non sapranno tener fede alle promesse e crolleranno sotto il peso delle aspettative.

Non sappiamo molto, tranne una cosa: quest’anno, quando gioca il Bayer Leverkusen, è sempre meglio dare uno sguardo alla tv.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro