Le 15 bandiere del calcio moderno Le 15 bandiere del calcio moderno
Il calcio moderno ci ha abituato a non farci affezionare troppo ai suoi protagonisti. Le frenetiche sessioni di mercato, i soldi, gli ingaggi milionari... Le 15 bandiere del calcio moderno

Il calcio moderno ci ha abituato a non farci affezionare troppo ai suoi protagonisti. Le frenetiche sessioni di mercato, i soldi, gli ingaggi milionari hanno favorito uno scambio continuo di maglie, un andirivieni di campioni che hanno deciso sempre più spesso di trasferirsi altrove per vincere, per guadagnare di più o per fare, con successo, entrambe le cose.

Ma ci sono dei campioni che hanno deciso di dedicare la loro carriera a una e una sola maglia, e hanno deciso di onorarla, contro tutto e tutti. Hanno deciso di trascorrere tutta la loro storia calcistica, o almeno il meglio della stessa, con gli stessi colori addosso. Di quelle squadre sono diventati icone, capitani, alfieri. In una sola parola, bandiere.
Ecco allora per voi questo piccolo omaggio. Ecco le 15 bandiere del calcio moderno. Non è una classifica, perchè, quasi per tutti, è una questione di cuore, affetto, simboli, e mettere in ordine queste leggende che hanno scritto la storia del calcio mondiale è difficile per tutti, figuratevi per noi.

daniele conti

Daniele Conti

Un caso curioso: il figlio di una delle bandiere della Roma che va in Sardegna e diventa bandiera del Cagliari, sardo d’adozione e pronto a sacrificare ogni goccia del suo sudore per la causa rossoblu. E, come se non bastasse, ogni volta che c’è da giocare contro la Roma, il figlio di Bruno prova a marcare il cartellino e scrivere il suo nome alla voce “marcatori”. Il cuore sempre in campo, la gamba mai indietro. Oltre che una bandiera, Danielino è anche uno dei nostri preferiti.

paul scholes

Paul Scholes

Un altro dei mostri sacri dell’era Ferguson allo United. Il rossiccio centrocampista del Manchester United ha fatto la storia, alzato trofei e macinato chilometri per la sua maglia. 696 partite con la maglia dei Diavoli Rossi, oltre 50.000 minuti di fatica nel cuore del campo. E’ uno dei famosi rappresentanti della “Class of 92”, quelli che arrivati in quel magico anno, sono stati i pilastri dei successi del Manchester di Sir Alex: insieme a lui c’erano Giggs, Beckham i fratelli Neville e Nicky Butt.

kahn

Oliver Kahn

Il portierissimo del Bayern Monaco non ha indossato solo la maglia dei bavaresi, ma con quella (e con la fascia di capitano, of cours) è passato alla storia del calcio. Ultimo baluardo sempre molto difficile da superare, sempre pronto a riversare su compagni e avversari un susseguirsi di ingiurie e blasfemie di ogni tipo. Era sempre bene non farlo arrabbiare, e chi lo faceva se ne assumeva rischi e responsabilità. Ma alla fine erano sempre in pochi a sfidare la sorte.

carragher

Jamie Carragher

Il giocatore dei Reds con più presenze nelle coppe europee, il secondo di sempre per presenze totali all’attivo con  oltre 700. Nonostante fosse dichiaratamente  tifoso dell’Everton, entra a far parte delle giovanili del Liverpool e quei colori non se li scucirà mai più di dosso. Difensore vecchio stampo in grado di ricoprire tutti i ruoli della retroguardia, spiccava per temperamento e personalità. Se vi capita di passeggiare dalle parti di Anfield non troverete un singolo cuore rosso che non abbia riservato un posticino  speciale al numero 23. Capitano di mille battaglie.

puyol

Carles Puyol

Altra bandiera del calcio catalano, il riccioluto difensore del Barcellona recentemente ritiratosi dal calcio giocato è un altro di quei giocatori che cresciuti nella cantera della squadra blaugrana e che ne hanno poi scritto la storia recente, vincendo praticamente tutto. Roccioso difensore, ci ha anche abiutato, nelle sue 573 presenze con la maglia del Barcellona, a scapocciate e delinquentate di vario genere. Il che non ci dispiace affatto.

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John Terry

L’epopea del Chelsea passa dai piedi, e anche dalla testa, di John Terry. Arrivato a Stamford Bridge nell’estate del 1998, ha vissuto i periodi più scuri, l’arrivo di Abramovich e i successi dell’era Mourinho, diventando capitano dei Blues nel 2004. C’era sempre lui a sollevare le Coppe, c’era lui anche quando il Chelsea sembrava maledetto e non riusciva a vincere quella maledetta Champions League. Nel 2008, il suo scivolone a Mosca regala il titolo continentale allo United, nel 2012 la Coppa la alzerà lui. Meno fedele ai suoi compagni di squadra, celebre la sua storia con la moglie dell’ex compagno Bridge. Ma sono cose che capitano…

delpiero

Alessandro Del Piero

Per noi la parentesi australiana e l’apparizione in India non sono mai esistite. La carriera di Alex Del Piero si è chiusa contro l’Atalanta. 20 anni in maglia bianconera, 663 presenze e 281 gol realizzati. A Torino il numero 10 è stato suo e solo suo per un periodo lunghissimo. Solo dopo due stagioni da extraterrestre Carlos Tevez ha potuto legittimamente indossare quel numero senza sentirne il peso del paragone. Del Piero, per la Juve, ha significato un’epopea di successi, un modo di essere. Ha anche inventato il gol alla Del Piero( dal vertice destro dell’area di rigore, palombella all’incrocio dei pali opposto): sono in pochi, nel mondo del calcio, ad aver dato un nome alle proprie realizzazioni.

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Ryan Giggs

Un pilastro dello United di Sir Alex Ferguson. Il Mago gallese ha scritto la storia dei Red Devils insieme al suo mentore scozzese, ritirandosi solo a 40 anni suonati e dopo aver provato l’ebbrezza di mandarsi in campo da solo nella sua esperienza di allenatore/giocatore. Uno dei migliori esterni del mondo, un piede fatato sempre pronto a mandare in gol i compagni ma anche capace di mettersi in proprio e inventare reti fantastiche. Più di 800 partite con la maglia del Manchester United, oltre 150 goal. E pensare che aveva iniziato con il City…

rogerioceni

Rogerio Ceni

Il portiere goleador, una vera e propria leggenda del calcio brasiliano e sudamericano. Oltre 1000 presenze e più di 127 gol con la maglia del San Paolo. Tiratore micidiale di rigori e punizioni, è il portiere che più ha segnato nella storia del calcio. E’ il giocatore con più presenze nel campionato brasiliano, e solo a 42 anni ha appeso gli scarpini al chiodo. A lui chiederemmo, oltre a qualche consiglio su come calciare rigori e punizioni, il segreto dell’eterna giovinezza.

casillas

Iker Casillas

Ha la bacheca talmente piena di trofei che non sa più dove metterli. Ha vinto con il club e con la nazionale, praticamente tutto. L’ex portiere del Real, seppur probabilmente in declino sportivo ( da qualche anno la porta delle Merengues non è più un posto così sicuro, e lui qualche papera se la concede spesso e volentieri) non può non entrare di diritto in questa classifica delle bandiere del calcio moderno. Peccato per l’addio burrascoso, forse trattato male dalla dirigenza dei Blancos.

xavi

Xavi

L’uomo che tiene in tasca le chiavi del Barcellona, e non solo metaforicamente. 712 presenze con la maglia blaugrana, che indossa dal 1998. La squadra catalana viaggia ai ritmi suoi e di Iniesta, e i successi di Messi e compagni sono senza ombra di dubbio merito del centrocampista di Terrassa. 170 centimetri bastano per diventare un gigante e stagliarsi, da campione e monumento, sul Nou Camp. Anche lui nella sua bacheca non ha quasi più posto, ma di vincere sembra non stancarsi mai. Andato a svernare negli Emirati, ma resta una bandiera catalana.

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Steven Gerrard

Più volte le strade di Liverpool e quelle di Gerrard hanno rischiato di separarsi irrimediabilmente, ma alla fine ha sempre prevalso l’amore di Steve G per il colore rosso di Liverpool. Come tutti saprete, però, quest’anno è andata diversamente. Al termine della stagione,  il capitano andrà a svernare nella MLS, nonostante altre proposte dalla Premier e da altri campionati maggiori europei non mancassero. Troppo forte il dolore e la paura di affrontare, anche solo ipoteticamente, quei colori rossi per cui ha donato anima e cuore ad ogni allacciata di scarpe. Dopo 499 presenze con il liverbird sul petto,  Il capitano numero 8 resterà in eterno una delle bandiere della Kop. Senza discussione alcuna.

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Javier Zanetti

Certe volte le bandiere possono anche arrivare da lontano e prendersi il cuore di una squadra italiana, che avevano sentito solo nelle storie lontane dell’Europa. E’ quello che è successo a questo argentino dal cuore d’oro. El Tractor è arrivato dall’Argentina, e piano piano si è preso il posto sulla fascia destra e quello, più importante, nel cuore dei tifosi dell’Inter. 815 presenze con la maglia nerazzurra, tutte di corsa, senza mai mostrare segni di cedimento, senza mai spettinarsi. Una fascia da capitano stampata sul braccio e nel cuore.

EUROPA LEAGUE

Francesco Totti

Possiamo dirlo senza paura di sbagliare: Francesco Totti è la Roma. La maglia giallorossa cucita addosso da quel pomeriggio del 28 marzo 1993, quando mister Boskov lo manda in campo in un Brescia-Roma. Da quel momento, il Pupone non se la toglierà più la maglia dei lupacchiotti. L’ha indossata più di 700 volte, e, a quanto pare, non ha ancora intenzione di smettere. Il 10 giallorosso è suo e sempre lo sarà. Eterno.

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Paolo Maldini

Un autorevole candidato al titolo di difensore italiano più forte di tutti i tempi. Senza dubbio, invece, uno dei più amati, uno dei tasselli del Milan degli invincibili e un pezzo imprescindibile nel cuore dei tifosi milanisti. Paolino ha vinto tutto con la maglia rossonera: peccato che non sia riuscito a replicare i successi milanisti con la maglia della Nazionale, di cui è stato anche amatissimo capitano. In ogni caso, uno dei più grandi: quando si dice bandiera, si pensa a lui.

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