Attesa Attesa
L’attesa del piacere è essa stessa il piacere. Così hanno provato a raccontarti. Così hanno provato a prenderti in giro. Così hanno provato a... Attesa

L’attesa del piacere è essa stessa il piacere. Così hanno provato a raccontarti. Così hanno provato a prenderti in giro. Così hanno provato a spiegarti che l’attesa è qualcosa di bello, di piacevole. Niente di più falso. Mai sentita bugia peggiore. L’attesa è sofferenza, pura e dura.

Andatelo a dire ai tifosi della Juventus, che questa partita la stanno aspettando da 12 anni, da quando hanno lasciato la Coppa nelle mani dei rivali nel Milan. I tifosi della Juventus che aspettano di segnare un gol in una finale di Champions dal 1997, un gol, bellissimo, di Del Piero, che tra l’altro non servì a nulla. I tifosi della Juventus che stanno aspettando le 20.45 del 6 giugno dal 13 maggio. Da quando hanno scoperto che il 6 maggio si sarebbero giocati la Champions a Berlino.

E oggi, la parola giusta è proprio attesa. Per tutti quelli che stamattina si sono svegliati con un solo pensiero in testa, un pensiero che ha due orecchie e aspetta solo di essere sollevato al cielo. Un pensiero che può trasformarsi in incubo, in rimpianto, in maledizione. Un pensiero che resterà, nel bene o nel male, un ricordo indelebile per chi questa serata la vivrà con il cuore in mano, con il cuore in gioco.

Già da qualche giorno il pensiero era lì. I giornali che iniziano a parlarne in maniera ossessiva, i servizi delle tv, le chiacchiere con gli amici. Tutto inizia a spostarsi verso quella sera, quella sera che sembra non arrivare mai. Quando maggio lascia il posto a giugno, l’attesa inizia a diventare vera, reale, spasmodica.

Attesa. Attesa che diventa ansia. L’orologio che sembra fermo, immobile. Lo stomaco che inizia a chiudersi, la testa che inizia a diventare pesante. L’orologio che non si muove ancora. La pancia che inizia a fare male. Il cuore che inizia ad accelerare. Il giorno che diventa pomeriggio, il pomeriggio che diventa sera. Ma, dopo tutto, dopo l’attesa, arriverà il momento. L’inno della Champions, la carrellata sui protagonisti, le strette di mano, il fischio d’inizio. E l’attesa si dissolverà, lascerà libero sfogo alla tensione. L’attesa, forse, diventerà per davvero piacere.

Ma, intanto, per adesso, almeno fino alle 20.45, l’attesa è solo e soltanto sofferenza, per chi questa sera ha un appuntamento speciale al quale presentarsi.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro