Astana: una storia ad alta velocità e il primo punto in Champions League Astana: una storia ad alta velocità e il primo punto in Champions League
Questa è una storia d’alta velocità. Del resto, succede sempre così ad Astana, la capitale kazaka. Lo schema è fisso: si raccolgono briciole, si aggiunge... Astana: una storia ad alta velocità e il primo punto in Champions League

Questa è una storia d’alta velocità. Del resto, succede sempre così ad Astana, la capitale kazaka. Lo schema è fisso: si raccolgono briciole, si aggiunge capitale, ci si dà una forma, si parte e si va. Ad alta, altissima velocità. È successo nel 2007, quando i potenti dell’energia, recuperate le macerie di passate esperienze, hanno messo in piedi una maschile di ciclismo, l’Astana Pro League, azzurra come la bandiera del Paese e subito gloriosa, quella di Vincenzo Nibali. Perché hi viaggia ad alta velocità taglia presto il traguardo della gloria, anche se non ha storia.

La storia, anzi, la fa. È successo di nuovo nel 2009, quando due club, l’Alma-Ata e il Megasport, hanno deciso di unirsi per mettere in piedi una squadra di calcio più veloce, il Lokomotiv. Così veloce da superare la squadra che in città esiste dal 1964, da quando, cioè, Astana non era Astana, aveva un altro nome, rigorosamente sovietico, Tselinograd. Ma quella è un’altra storia.

Un anno ed è subito tempo del primo trionfo. Sotto la guida di Holger Fach, un tedesco che in campo con gli scarpini se la cavava, la squadra, ora Astana FK, si aggiudica la prima coppa nazionale. Troppo veloci: in Champions così giovani non si può andare, bisogna aver compiuto i tre anni d’età, lo dice il regolamento. È la prima volta – e sarà l’unica in questa storia – in cui ci si ferma, ad Astana. Intanto arrivano la Supercoppa e la seconda Coppa.

E poi, come se tutto fosse già scritto, arriva il tempo dell’Europa minore. Ai kazaki va male il primo anno, quando vengono fermati al primo turno da una valanga bulgara, e va un po’ meglio quello successivo, quando, guidati ora dal bulgaro ‘Murray’ Stoilov, periscono per mano di un nemico d’eccezione, il Villareal. Nel frattempo, almeno a casa propria, si fa la storia: tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 nella bacheca azzurra fanno il loro ingresso il trofeo del primo campionato e quello della seconda Supercoppa.

Una storia ad alta velocità è, per definizione, una storia breve ed è per questo che siamo già giunti all’estate 2015: è un onore per i kazaki disputare le qualificazioni della Champions. Sì, la Champions League, ma con l’età giusta. Gioca più o meno sempre allo stesso modo l’Astana. Tra i pali c’è il serbo Eric, in difesa i centrali Anicic e Postnikov, rispettivamente bosniaco e russo e i terzini Ilici, sloveno e Shomko, kazako. Poi Roger Cañas, interno di centrocampo, colombiano classe ’90 che s’è formato nei campi lituani, polacchi e russi.

Alla sua sinistra il gioiellino, Nemanja Maksimović. Belgrado, 1995. Segnate il suo nome sul primo taccuino che vi capiti a tiro. Nella finale dei mondiali U-20, quest’anno, al 118’ – correva ancora come un matto – ha indicato un corridoio al suo compagno di squadra e ha stregato la porta brasiliana, regalando il titolo ai suoi. A sinistra, sulla fascia, Foxi Kéthévoama, col 10 sulle spalle, simpatico centrafricano calcisticamente cresciuto in Ungheria. A destra un’ala col vizio del gol, Dzolchiev, kazako come le punte Nuserbajev e Zhukov.

Se il Maribor la spunta a casa propria, a luglio, proprio non può farlo all’Astana Arena, dove va sotto per 3-1. L’Astana Arena, settimane dopo, è una bolgia quando al 93’, in dieci, i padroni di casa gonfiano la rete e superano il secondo turno. Magia. Un turno, resta un solo turno: bisogna affrontare l’Apoel Nicosia. C’è un problema però. Ad Astana si gioca all’andata, il ritorno è a Cipro.

E se a casa l’Astana supera di misura i ciprioti, sull’isola mediterranea, in una sera di fine agosto, è tutto più difficile. Foxi cerca la porta, poi prova ad inventare per Dzolchiev, ma nulla di fatto. C’è anche un palo, al primo tempo, dei padroni di casa. Al 60’ Nicosia si scalda e ad Astana fa più freddo: Stilic porta i ciprioti sull’uno a zero, calciando perfettamente, con un sinistro impeccabile, un calcio di punizione.
Sembra doversi fermare un’altra volta l’Astana che ha sempre corso ad alta velocità. Stavolta per le regole del campo. Ma il calcio è lo sport più bello del mondo e all’84’ Dzolchiev, sulla destra, fa un’incursione in area, va verso il fondo e lancia il pallone verso il centro.

Mai perdere di vista un ventenne che ha fame. E infatti Nemanja Maksimović è solo, perso di vista, solo nell’area piccola. Due secondi dopo è sommerso dagli abbracci dei compagni. Ha realizzato un gol che significa qualificazione, che significa Champions, che significa storia. Una squadra kazaka è per la prima volta in Champions League, a soli sei anni dalla sua fondazione.

I compagni di girone, l’Atletico, il Benfica e il Galatasaray avranno tirato un sospiro di sollievo, magari avranno sorriso, al momento del sorteggio. Magari a Istanbul hanno sorriso un po’ meno oggi che è arrivato il primo storico punto dei kazaki in Champions League.

Ma questa resta una storia d’alta velocità. Del resto, succede sempre così ad Astana.

Alessandro Amico
twitter: @aaamicus

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