Ascesa e declino del Dnipro, la squadra che fece paura all’Europa Ascesa e declino del Dnipro, la squadra che fece paura all’Europa
Articolo in collaborazione con Calcio Sovietico. Semifinali di Europa League 2014/2015: due italiane qualificate, da una parte la Fiorentina sfida il Siviglia, dall’altra il Dnipro... Ascesa e declino del Dnipro, la squadra che fece paura all’Europa

Articolo in collaborazione con Calcio Sovietico.

Semifinali di Europa League 2014/2015: due italiane qualificate, da una parte la Fiorentina sfida il Siviglia, dall’altra il Dnipro affronta il Napoli. I partenopei sono considerati nettamente favoriti contro gli ucraini, anche perchè gli uomini di Markevich nemmeno dovevano trovarsi lì: nel girone, infatti, erano passati grazie ad un gol annullato ingiustamente in Qarabag-Inter.

Il 7 maggio di fronte ai 45mila del San Paolo i partenopei dominano, ma faticano a trovare il vantaggio. Ci pensa David Lopez (ora tornato all’Espanyol) svettando su calcio d’angolo al 50esimo. Higuain ha tre ottime occasioni, in cui però si fa ipnotizzare da Boyko che gli nega la rete. Ed ecco allora la beffa: al minuto 80 Seleznyov, in palese (a dir poco) fuorigioco, segna da due passi. 1-1. Sette giorni dopo allo stadio Olimpico di Kiev la musica non cambia: il Napoli sfiora la rete ma ancora una volta Seleznyov segna, amche stavolta in maniera dubbia, il gol del vantaggio e che dona la qualificazione ai suoi.

Il Dnipro poi perse la finale contro il Siviglia che, dopo aver eliminato senza patemi la Fiorentina, vinse per la quarta volta la competizione, bissando il successo dell’anno precedente.

Ecco, questo è probabilmente il ricordo che probabilmente tutti hanno del Dnipro e molto probabilmente molti di voi si staranno chiedendo: ma che fine ha fatto?

La storia

Il Dnipro ha una storia piuttosto dignitosa alle spalle. Fino agli anni ‘70 non era mai stata in massima serie, ma con il colonnello Lobanovsky in panchina ottenne la prima storica promozione nel 1973. Bisogna però aspettare una decina d’anni per vedere i primi titoli. Il primo titolo nazionale arriva nell’83 e dà il via ad un lustro abbondante di successi.

Il club ucraino può infatti fregiarsi di un grande onore: esso è l’unico club ad aver vinto tutte le diverse competizioni esistenti nella ormai caduta Unione Sovietica: vanta 2 Vissaja Liga (il campionato sovietico), 1 Coppa nazionale, 2 Coppe di lega sovietiche ed 1 Supercoppa dell’URSS, il tutto vinto solamente dal 1983 al 1989.

Con l’indipendenza ucraina, il Dnipro non riuscirà più a vincere nemmeno un trofeo, a causa del duopolio Dinamo-Shakhtar. In compenso arrivano molti buoni piazzamenti che garantiscono la partecipazione alle coppe europee, più in particolare coppa UEFA prima ed Europa League poi. 

Nonostante il Dnipro abbia sempre mantenuto una forte base autarchica, pur avendo attenuato nel corso degli anni la rigida politica che, in un primo momento, rifiutava di mettere sotto contratto giocatori non ucraini, il salto di qualità è avvenuto proprio grazie ad uno straniero, ovvero il tecnico spagnolo Juande Ramos, che nella stagione 2013/14 ha portato la squadra fino al secondo posto in patria ed, a livello internazionale, ha garantito un accesso regolare alla fase a gironi di Europa League. Juande Ramos ha rappresentato sia la fortuna che la rovina del Dnipro. Le sanzioni Fifa e Uefa, di cui parleremo più tardi, nascono infatti da un contenzioso tra la società ucraina ed il suo staff, a cui non sono stati riconosciuti pagamenti per un ammontare di 1.35 milioni di euro.

Il lavoro di Ramos, andatosene per motivi famigliari dall’Ucraina, è stato proseguito dell’ex insegnante di educazione fisica Myron Markevych (l’allenatore con più panchine della storia del campionato ucraino), che ha ottenuto due terzi posti consecutivi nella Premier League e che arrivò nella già citata finale europea. Curiosamente Markevych proveniva dalla rivale per eccellenza del Dnipro, il Metalist Kharkiv, l’altra forza in ascesa del calcio ucraino alle spalle delle due big. 

Dopo la finale di Europa League del 2015, vengono ceduti diversi pezzi pregiati come Konoplyanka, Seleznyov, Boyko e Kankava; nonostante ciò viene ottenuto un ottimo terzo posto ma purtroppo arrivano le sanzioni UEFA, per non aver rispettato il Fair-Play Finanziario, molto gravi: per 3 anni la squadra viene esclusa dalle competizioni europee. Ed allora ecco che inizia un vero e proprio esodo: partono ben 18 giocatori, c’è un vero e proprio ridimensionamento ed i risultati della stagione successiva lo testimoniano, arriva infatti un undicesimo posto e come se non bastasse la FIFA, visti i mancati pagamenti a Ramos, retrocede il Dnipro in Druha Liha, la serie C ucraina. 

Questo è il momento definitivo in cui il patron Kolomoyskyi decide di staccare la spina. Maksym e Yuriy Bereza, oltre all’ex giocatore Roman Zozulya, fondano una nuova società nella città ucraina: il Dnipro-1. Maksym è figlio di Yuriy Bereza, politico e presidente effettivo del club finanziato però di fatto da Igor Kolomoyskyi, oligarca e presidente del Dnipro FC, con 10 milioni di dollari. La nuova società viene iscritta anch’essa in Druha Liha e finisce, ovviamente, nello stesso girone del Dnipro “originale”, con cui condivide città ed anche lo stadio, cioè la Dnipro Arena.

Il nome, con l’inusuale “1”, è lo stesso del reggimento della polizia di pattuglia per compiti speciali di Dnipro, il quale è subordinato al ministero degli Affari interni dell’Ucraina. Il logo della squadra e del battaglione sono infatti molto simili tra loro.

Il Dnipro-1 acquista l’accademia del Dnipro, che aveva una delle migliori scuole calcio del paese, oltre a molti giocatori, decisamente forti per la Druha Liha, dallo stesso. Anche l’allenatore, ancora oggi in carica, Dmytro Mykhaylenko proviene dal Dnipro. Questo perchè l’obiettivo della proprietà, è quello di far diventare in breve tempo il Dnipro-1 una società di massima serie, per avere una squadra a Dnipro ma senza avere più i pesanti debiti a causa dei quali sono arrivate le pesantissime sanzioni.

Nel primo anno il girone B di Druha viene dominato dalla società appena fondata che ottiene una meritata promozione con 81 punti in 33 partite e che giunge anche clamorosamente in semifinale di Coppa d’Ucraina venendo sconfitta solo dalla superiore Dinamo Kiev. Il Dnipro “originale” arriva invece ottavo, ma su delibera della FIFA viene retrocesso in quarta ed ultima serie, a livello dunque amatoriale, per gli eccessivi debiti accumulati.
Il 2018/2019 sarà anche l’ultima stagione nella storia del Dnipro, che chiude tristemente in penultima posizione. A luglio 2019 la squadra non viene iscritta al successivo campionato, sancendo di fatto la fine della storica società ucraina capace di imporsi anche nell’URSS.

Appendice: Dnipro-1

Doveroso è raccontare l’ascesa dell’SC Dnipro-1: la scorsa stagione era infatti l’esordio in Persha Liha, la serie B ucraina. Beh esordire meglio era quasi impossibile: 67 punti in 28 match, +13 sul Kolos secondo e soprattutto promozione con 3 giornate d’anticipo, che vuol dire Premier League.
I gialloblu si sono rinforzati discretamente grazie ai prestiti di Supryaga e Buletsa, eroi dell’Ucraina Under 20 campione del mondo di quest’estate, dalla Dinamo Kiev. Come al solito, la squadra di Dnipro (come già faceva l’FC) ha un’ossatura molto ampia di giocatori ucraini ed addirittura provenienti dal vivaio. In rosa ci sono solamente 3 stranieri e solo 2 sono riusciti a mettere nelle gambe qualche minuto.
La stagione d’esordio in massima serie non è iniziata troppo bene per la società, che ha ottenuto 5 punti in cinque incontri.
La squadra vanta per ora una delle affluenze più alte della lega, con poco più di 6000 spettatori di media per le gare casalinghe.

La salvezza è ampiamente a portata di mano, ma per riportare le competizioni europee nella terza città più popolosa dell’Ucraina ci sarà ancora da aspettare….

 

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