AS Adema – SO de l’Emyrne: 149 autogol per scrivere la Storia AS Adema – SO de l’Emyrne: 149 autogol per scrivere la Storia
E’il 31 Ottobre dell’anno del Signore 2002. In molte parti del mondo si sta festeggiando Halloween, la festa delle streghe, ma non qui dove... AS Adema – SO de l’Emyrne: 149 autogol per scrivere la Storia

E’il 31 Ottobre dell’anno del Signore 2002. In molte parti del mondo si sta festeggiando Halloween, la festa delle streghe, ma non qui dove si svolge la nostra storia.

Qui Halloween non si festeggia, le streghe non sono viste tanto di buon occhio, anzi, essere tacciati di stregoneria può voler dire anche fare una brutta fine.

Siamo ad Antananarivo, capitale del Madagascar, più precisamente allo Stade Mahamasina, un impianto in grado di ospitare diverse discipline sportive ed eventi di vario genere.

Qualcuno probabilmente se lo ricorda in quanto nel 2005, durante una partita tra Kaizer Chiefs e USJF Ravinala, è stato teatro di violenti scontri che hanno portato alla morte di due persone. Altri non lo hanno mai sentito nominare.




Eppure nel 2002, in quel già citato 31 Ottobre, lo stadio Mahamasina è stato il teatro di una partita consegnata alla Storia, uno di quegli eventi poco conosciuti e quasi impossibili da considerare realmente accaduti, se non fosse che nel 2002 c’era già abbastanza tecnologia da consegnarci alcune prove, inconfutabili, dell’accaduto.

Si deve disputare l’ultima giornata del campionato delle Isole dell’Oceano Indiano, che però non ha più alcun significato dal punto di vista della classifica: l’ha già vinto, con una giornata di anticipo, l’As Adema, una delle due squadre protagoniste di questa assurda vicenda.

Nella penultima giornata, infatti, l’altra squadra protagonista di questa storia, l’SO de L’Emyrne, ha pareggiato per 2-2 contro il il DSA Antananarivo, dicendo così addio ai suoi sogni di gloria e consegnando il campionato ai rivali dell’As Adema. L’ha fatto nella maniera peggiore possibile, ovvero vedendosi fischiare contro un rigore dubbio negli ultimi secondi della partita, una decisione sciagurata che proprio non è andata giù ad allenatore e giocatori.

Da qui l’idea di una protesta, clamorosa, che potesse avere quanto più risalto possibile. Immaginiamo che il conciliabolo tra allenatore e giocatori possa essere andato all’incirca in questo modo: “Bè, cosa ci possiamo inventare? Non ci presentiamo? Iniziamo a menare come degli ossessi?

Mandare la primavera non credo che sia un’opzione plausibile, a quelle latitudini. Poi a qualcuno viene in mente un’idea geniale “Potremmo farci un autogol, per protesta“, accolta subito con entusiasmo dall’allenatore che, anzi, rincara la dose “Perchè solo uno, cerchiamo di farne il più possibile, vediamo a quanti autogol arriviamo, così entriamo anche nel Guinnes dei primati per la partita con il maggior numero di gol realizzati ed il più largo scarto“.

Detto fatto.




Benjamina Razafintsalama, l’arbitro designato per questa partita-farsa, da il via alle ostilità e subito si capisce che qualcosa di strano bolle in pentola. L’allenatore dell’SO de L’Emyrne è seduto tra gli spettatori, sugli spalti, in quanto squalificato dopo la partita precedente e orchestra il tutto dall’alto. Subito i suoi giocatori si precipitano come indemoniati verso la propria porta ed iniziano a scagliare dentro alla rete quanti più palloni possibili, senza che nessuno faccia nulla per fermarli.

Nè l’arbitro nè i giocatori avversari si oppongono a questo teatro dell’assurdo che sta andando in scena, si limitano ad assistere, impotenti. Gli unici che provano a fare qualcosa sono gli spettatori, ignari e increduli di ciò a cui stanno assistendo. Si precipitano giù dalle tribune fino ad arrivare a bordocampo, per chiedere il risarcimento del prezzo del biglietto.

La partita nel frattempo va avanti, per tutti i canonici 90 minuti, e termina con il roboante risultato di 149-0 in favore dell’AS Adema, frutto di altrettanti autogol realizzati dalla squadra avversaria.

Ovviamente le radio locali, avvisate dagli spettatori, danno subito la notizia che in breve tempo fa il giro del mondo: si vanno a cercare le partite ufficiali finite con il più ampio scarto tra le due squadre e la ricerca produce un 36-0 del 1885 tra l’Arbroath ed il Bon Accord di Aberdeen. Una bazzeccola al confronto.

La federazione malgascia non può rimanere però con le mani in mano, ed infatti annuncia subito dopo la partita che prenderà importanti provvedimenti, inaccettabile una protesta di questo tipo.
Viene colpito l’allenatore della squadra, Zaka Be, accusato di essere la mente che ha orchestrato il tutto, al quale vengono comminati 3 anni di squalifica. Inoltre vengono puniti con due mesi anche quattro giocatori, tra cui Mamisoa Razafindrakoto, capitano del Madagascar che qualche tempo prima aveva realizzato il gol vittoria, storico, contro l’Egitto, in un incontro valevole per le qualificazioni alla coppa d’Africa.




Squalifiche e sanzioni che comunque non hanno il potere di cancellare una partita che, da insignificante come doveva essere razionalmente, si è trasformata in storica. A dimostrazione che nel calcio, qualsiasi partita, in qualunque parte del globo, ha sempre almeno un motivo per essere seguita.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo