Arsenal-Dinamo Mosca: storia dell’amichevole più assurda di sempre Arsenal-Dinamo Mosca: storia dell’amichevole più assurda di sempre
Non sono molte le partite amichevoli che possono vantare l’onore di essere entrate nella storia del calcio. La maggior parte di queste partite, in... Arsenal-Dinamo Mosca: storia dell’amichevole più assurda di sempre

Non sono molte le partite amichevoli che possono vantare l’onore di essere entrate nella storia del calcio. La maggior parte di queste partite, in effetti, non finisce nemmeno negli almanacchi. Qualche trafiletto di giornale, qualche biglietto, qualche ricordo sparso a testimonianza del fatto che si siano davvero disputate.

Però poi ci sono delle partite che per motivi assolutamente particolari, si staccano dal gruppo delle inutili partite di esibizione. E lo fanno per entrare nella storia, dalla porta principale.

Come la partita tra Arsenal e Dinamo Mosca, giocata a White Hart Lane, nel 1945. Una partita diventata leggenda, di cui si parla ancora oggi.

Una partita che, a ogni moto di rivoluzione terrestre, si ricopre di un alone di leggenda e di mistero. Con un piccolo particolare che ogni volta si aggiunge al quadro generale della storia. Tanto, non c’è nessuno che possa smentirla, quella leggenda.




Anche perché sono in pochi i testimoni diretti di questa partita, e in verità anche i pochi che c’erano non hanno visto praticamente nulla.

Per il semplice motivo che il protagonista principale di questa storia è la nebbia.

Un nebbione mitologico.

Un nebbione che avvolge Londra, nell’inverno del 1945, e che non vuol sapere di andare via.

Un nebbione che diventerà storia.

La cortina di ferro è da poco calata sull’Europa, in quel 1945 di rinascita, dopo la Seconda Guerra Mondiale. La Football Association inglese, per lanciare un segnale di distensione, invita la squadra campione dell’Unione Sovietica, la Dinamo Mosca, per un tour di amichevoli in giro per il Regno Unito.

Un’occasione più unica che rara, di quei tempi. Soprattutto per dei calciatori che non erano professionisti e che non avevano mai viaggiato in giro per l’Europa. Offerta accettata, anche se il giro d’Europa dei sovietici non sarà privo di stranezze.

La Dinamo Mosca che si imbarca verso l’Inghilterra, infatti, non è proprio la Dinamo Mosca. In maniera piuttosto silenziosa, vengono aggregati alla delegazione per la trasferta anche i migliori calciatori del campionato sovietico. Quella che arriva in Inghilterra, è a tutti gli effetti una nazionale dell’Unione Sovietica, ma che gioca con i colori della Dinamo Mosca.




I calciatori arrivano in Inghilterra vestiti tutti uguali, con delle enormi borse e scatoloni al seguito. In tanti si interrogano sulla natura di quel bagaglio. Qualcuno ipotizza che possano esserci anche delle bombe -atomiche, magari- ma in realtà c’è solo del cibo. Avendo sentito le storie sul razionamento del cibo, i calciatori sovietici non volevano correre il rischio di rimanere a bocca asciutta.

Per quanto riguarda il tour di amichevoli, la Dinamo Mosca ha solo due richieste da fare: che almeno una partita venga arbitrata da un arbitro sovietico, e che uno degli incontri si disputi contro l’Arsenal, formazione che all’epoca era considerata leggendaria anche al di fuori dei confini inglesi.

Richieste accettate: e, dopo aver trovato a fatica un posto in cui i calciatori sovietici potessero dormire (di mangiare, non se ne parlava: solo all’ambasciata sovietica, non volevano correre il rischio di essere avvelenati…) il tour ha inizio.

La prima partita è a Stamford Bridge, davanti a più di 80.000 spettatori, contro il Chelsea: un pirotecnico 3-3. La seconda, invece, ha luogo in Galles: la Dinamo Mosca rifila dieci gol al Cardiff City, caricando di ulteriore attesa la terza partita del tour.

Quella contro l’Arsenal, appunto.

A White Hart Lane, quel giorno, le squadre scendono in campo, ma trovano davanti a loro un muro di nebbia che rende praticamente impossibile vedere a più di mezzo metro di distanza. Quelli che c’erano, giurano che mezzo metro è anche una stima per eccesso.

I calciatori sono scettici. Come si fa a giocare in quelle condizioni? Ma la partita si deve giocare per forza. Per l’occasione, c’è anche l’arbitro sovietico, Nikolay Latyshev.

Da qui in poi, è tutta leggenda. Sono in pochi ad aver capito davvero cosa sia successo quel giorno, in campo. L’Arsenal, per rispondere alla Dinamo Mosca, si era fatta prestare alcuni dei migliori calciatori inglesi dell’epoca. Come il leggendario Stanley Matthews, per esempio, o Stanley Mortensen.

La partita, insomma, si deve giocare per forza.

Ben presto, si capisce però che la nebbia è davvero troppo fitta per capirci qualcosa. E basta poco perché, in un attimo, le regole del calcio vengano momentaneamente sospese, per questa amichevole.




La Dinamo Mosca, a quanto pare, a un certo punto effettua una sostituzione. Solo che “si dimentica” di togliere un calciatore dal campo prima di mandarne in campo un altro. Il pubblico, raccontano le cronache dell’epoca, giura di aver contato, a un certo punto, 15 giocatori sovietici in campo.

L’Arsenal, poi, non è da meno. Il direttore di gara mostra il cartellino rosso a un giocatore dei Gunners. Che, sempre secondo le testimonianze di quelli che erano in campo, o nei dintorni più immediati, fa solo finta di lasciare in campo. Protetto dalla nebbia, il calciatore rientra a dar manforte ai suoi compagni.

C’è anche spazio per un altro giallo. Giurano, infatti, che a un certo punto, il portiere dell’Arsenal vada a sbattere contro uno dei pali della sua porta, perché, semplicemente, non la vede. Immersa totalmente nella foschia.

Infortunato, viene sostituito addirittura da uno spettatore.

La partita, però, viene portata regolarmente a termine. Le leggende su questa gara si sprecheranno, e ancora oggi, quella partita viene considerata come l’amichevole più assurda di tutti i tempi.

Ah, già, ma come è finita quella partita? 4-3 per la Dinamo Mosca. Forse…

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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