La regola assurda della Arabian Gulf League La regola assurda della Arabian Gulf League
Come abbiamo avuto modo di vedere, con un vasto campionario di esempi, in questi ultimi anni sono aumentati a dismisura i calciatori che curano... La regola assurda della Arabian Gulf League

Come abbiamo avuto modo di vedere, con un vasto campionario di esempi, in questi ultimi anni sono aumentati a dismisura i calciatori che curano la propria immagine fin nei minimi dettagli. Nulla è più lasciato al caso, anche e soprattutto quando si parla di look da sfoggiare durante le partite sul rettangolo di gioco.

Ecco quindi il proliferare di scarpini fluo dai colori più improbabili, fasce da capitano personalizzate, maglie studiate ad hoc per celebrare un avvenimento e quant’altro. Ovviamente nella lista non poteva mancare la pettinatura, con cui ogni calciatore diventa immediatamente riconoscibile, sia visivamente che per quel che riguarda il suo stile.

La cresta di Hamsik, le pettinature stravaganti di Pogba, sempre varie in forma e colore, il moicano di Balotelli e via discorrendo, tante sono le pettinature che abbiamo avuto modo di ammirare, e in qualche caso disprezzare, nel corso di questi ultimi anni in giro per i vari campionati.

Dal nostro punto di vista, per quanto discutibile possa essere una pettinatura, rientra in quelle libertà individuali difficilmente sindacabili, tant’è che anche i presidenti, allenatori, direttori più attenti alla forma hanno ormai rinunciato a porre veti sulla questione.

Non da tutte le parti del mondo però è così: nella Arabian Gulf League, ad esempio, alcuni giocatori sono stati costretti a tagliarsi i capelli anche pochi minuti prima della gara, in quanto l’arbitro, in ottemperanza ad alcune norme vigenti nella lega, non li avrebbe altrimenti fatti scendere in campo.




E’ questo il caso, ad esempio, del portiere saudita Waleed Abdullah, costretto nel 2012 dall’arbitro a tagliarsi i capelli prima di scendere in campo, ma anche di Suhail Al-Mansoori a cui è toccato il medesimo trattamento nel 2016, poco tempo fa. Due casi isolati? A quanto pare no.

Stando a quanto riferisce il sito web Ahdaaf, che si occupa di calcio mediorientale, sarebbe stata diramata nei giorni scorsi una lista di 46 calciatori le cui acconciature sarebbero state ritenute non etiche da parte della federazione, sulla base di criteri non ben identificati.

Tra questi c’è anche il calciatore ghanese, ammirato di recente in coppa d’Africa e vecchia conoscenza del calcio italiano, Asamoah Gyan, sempre stravagante per quel che riguarda la capigliatura. Vedremo se nei prossimi mesi si farà maggiore chiarezza sulla questione, che ha ovviamente suscitato molte critiche da parte di tutta la stampa che ha affrontato la questione.

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