Antonio Mirante e quel rimpianto della Roma Antonio Mirante e quel rimpianto della Roma
Ieri pomeriggio, Roberto Mancini ha stilato la sua (ampia) lista dei convocati per le due gare di qualificazione a Euro 2020 contro Grecia e... Antonio Mirante e quel rimpianto della Roma

Ieri pomeriggio, Roberto Mancini ha stilato la sua (ampia) lista dei convocati per le due gare di qualificazione a Euro 2020 contro Grecia e Bosnia, che potranno mettere già un mattoncino importante nel percorso degli azzurri verso i prossimi campionati europei.

L’infortunio accusato da Gigio Donnarumma, però, ha costretto il CT a un cambio dell’ultima ora: fuori il portiere del Milan, dentro Antonio Mirante, il numero uno della Roma.

Una convocazione che ha premiato l’ottima seconda parte di stagione del portiere dei giallorossi, che ha preso il posto di Robin Olsen il 3 aprile nel match contro la Fiorentina, e non lo ha più lasciato.

Una scelta che ha permesso alla Roma di cullare fino alla fine il sogno Champions League. Una scelta che Claudio Ranieri ha avuto il coraggio di fare, al contrario di Eusebio Di Francesco.

Già, perché dopo le 11 partite giocate da Mirante al posto di Olsen, l’impressione dei tifosi romanisti (ma non solo la loro) è stata piuttosto unanime: con lui al posto dello svedese, molto probabilmente la Roma ce l’avrebbe fatta ad arrivare almeno quarta.

I numeri sembrano dare ragione a chi la pensa così: con Mirante tra i pali la Roma ha subito 0.52 gol a partita, con Olsen invece ne ha subiti 1.46. Praticamente il triplo.

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È vero, i gol subiti non dipendono solamente dal portiere, ma anche dalla difesa e dal filtro che la squadra riesce a fare. Ma i numeri continuano a supportare questa idea, visto che nelle 11 partite giocate, Mirante ha parato l’81.75% dei tiri, Olsen solamente il 68.42%. Più in generale, però, Mirante ha saputo trasmettere molta più sicurezza tra i pali rispetto al collega svedese, che ha sfoderato anche buone prestazioni, in singola giornata o sul singolo intervento, ma che complessivamente non si è dimostrato il miglior guardiano possibile per la porta della Roma.

Una bella soddisfazione per un ragazzo di 36 anni arrivato in una grande squadra dopo le buone esperienze a Parma e Bologna, e che nella carriera ha avuto anche l’onore di fare il secondo a Gigi Buffon.

E, allora, forse, quel rimpianto continuerà a martellare i tifosi giallorossi, ora che pian piano si spegnerà la tristezza per il saluto di Daniele De Rossi. Probabilmente, se qualcuno avesse avuto prima il coraggio di fare il cambio Olsen-Mirante, la stagione della Roma avrebbe avuto un epilogo diverso.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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