Ante Budimir: sognando Mandzukic Ante Budimir: sognando Mandzukic
Per fare quel mestiere lì, di paura ne devi avere davvero poca. Per fare il centravanti, ci vuole un certo -sadico- piacere nel dare... Ante Budimir: sognando Mandzukic

Per fare quel mestiere lì, di paura ne devi avere davvero poca. Per fare il centravanti, ci vuole un certo -sadico- piacere nel dare e soprattutto prendere legnate, anche solo per difendere un pallone e far respirare i tuoi compagni. Per fare quel mestiere, poi, in un campionato duro e fisico come la Serie B italiana, devi avere dentro qualcosa di particolarmente resistente. Dentro al corpo, certo, perchè le botte lì vanno a finire. Ma dentro alla testa, pure.

In patria, di lui, dicono che sia il nuovo Mandzukic. Il Mandzukic dei poveri, a dire il vero, questa la traduzione letterale. Ma una definizione del genere, per difetto, sembrerebbe ingenerosa nei confronti di un ragazzo che, arrivato nell’ultimo giorno di mercato nell’indifferenza generale, si è caricato sulle -possenti- spalle il sogno di una città. Una città che oggi, forse, tra lui e Mario Mandzukic, per una questione di cuore, dubbi non ne avrebbe. Oggi a Crotone, tra i due, si terrebbero volentieri Ante Budimir.

Il calcio sa raccontare storie di rinascita come poche cose al mondo. E la storia di questo ragazzo croato classe 1991 non fa assolutamente eccezione. Basti pensare a dove era un anno fa, Ante Budimir. Il gigante di Zenica, di questi tempi, era malinconicamente finito tra le riserve del St.Pauli, nei campionati minori tedeschi. Il St.Pauli, nell’estate precedente, aveva deciso di puntare su di lui, spendendo 900.000 euro. Parecchi per una squadra di B tedesca, parecchi anche per i Pirati di Amburgo che solo in un caso, nella loro storia, avevano speso di più per un calciatore.

Eppure ci avevano visto bene. Erano convinti di aver pescato bene, dopo aver visto i gol segnati da Ante in patria con le maglie di Inter Zaprešić e Lokomotiva Zagabria. Però, nel calcio, certe volte non basta mettere tutti i tasselli al loro posto per far andare le cose al meglio. Se esiste un universo in cui 2 più 2 non fa mai 4, quello, oltre alle canzoni dei Radiohead, è proprio il calcio. E infatti, al St.Pauli, Ante Budimir si perde. Il nuovo Mandzukic sembra solo un ragazzo triste, smarrito, lontano da casa. Nessun ricordo del centravanti che faceva sognare la Croazia.

Certe volte, però, bisogna continuare a cercarlo quel posto in cui 2 più 2 possa finalmente fare 4. 31 agosto 2015. Ultimo giorno di mercato, ultima possibilità per portarsi a casa qualche tassello per completare le squadre. Tra i tanti movimenti dell’ultima ora, il prestito di Budimir al Crotone passa quasi inosservato. Ivan Jurić è un allenatore che sa il fatto suo. E soprattutto, volendo giocare in un certo modo, ha bisogno di uomini che credano ciecamente alla sua causa.

Forse, era questo che serviva ad Ante Budimir. Una causa in cui credere, qualcosa -o qualcuno- per cui lottare. Perchè il giocatore che arriva a Crotone è completamente trasformato. Va a lottare su tutti i palloni, spesso sale su fino al centrocampo e oltre per prendersi la palla e difenderla. Prendendo sportellate che butterebbero giù armadi a quattro ante, come spesso accade in un campionato fisico e rognoso come la serie B. Ma Ante Budimir è ormai un uomo nuovo. Alla seconda giornata arriva il primo gol italiano, ne seguiranno altri dieci, fino ad oggi, ovviamente. Con un magico dicembre- il mese in cui il Crotone inizia a credere per davvero al sogno promozione- in cui in 14 giorni il cigno di Zenica, così lo chiamano in Calabria, mette a segno 4 gol consecutivi. In mezzo, il gol che ha illuso il Crotone di poter fare il colpaccio in Coppa Italia, a San Siro contro il Milan.

Forse è proprio questo che è cambiato. Ante Budimir ha sposato la causa del Crotone, ha deciso di prendersi sulle spalle un sogno. E ha deciso che non lo mollerà tanto facilmente, questo sogno. Glielo si legge negli occhi, nello sguardo determinato, nella voglia di arrivare per primo su ogni pallone e in quella di saltare più in alto di tutti gli avversari per andare a prendere la sfera di testa -specialità della casa- e caricare l’inzuccata.

Nell’ultimo turno, a Bari, il Crotone ha vinto una partita per cuori forti. 3-2, all’ultimo respiro, con una zampata di Budimir nell’area piccola, dopo che il portiere aveva già respinto il primo tentativo del croato. Un gol di rabbia, un gol che solo chi insegue davvero qualcosa con tutte le sue forze può fare. Ante Budimir ancora non sa dove sarà domani. Qualcuno, dopo questi mesi da protagonista, si è interessato a lui. Un nome su tutti: Diego Pablo Simeone. Un altro di quegli allenatori che dai suoi giocatori chiede dedizione totale alla causa. Chissà, forse, Ante Budimir prenderà davvero il posto che fu di Mario Mandzukic.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro